Massacro valutario nei paesi emergenti

Come in un domino, la situazione nei vari paesi emergenti progressivamente va peggiorando. Partendo dalla Crisi Argentina ed in Venezuela, senza dimenticare il rischio contagio.
L’elenco delle economie in crisi (e con esse le loro valute) è veramente ben fornito. Ne abbiamo parlato QUI nel week end.
Turchia, Venezuela, Brasile, Argentina, Ucraina, e poi ancora Messico, Sud Africa… Un elenco che colpisce paesi (vedi Messico) che subiscono una debolezza immeritata ma legata alla speculazione. Continua il percorso di inversione di flussi finanziari. Carry trade che si chiudono per il timore di un inasprimento del tapering a fine mese (ulteriore taglio di 10 miliardi di USD mensili e quindi dai 85 mld del 2013 ai 65 mld potenziali per fine gennaio 2014) e poi fly to quality.
In paesi come Ucraina, la guerra civile è ad un passo… ma per assurdo l’Ucraina è il paese che economicamente preoccupa meno. Che dire della solita crisi Argentina?
(…) Il cambio ufficiale da 7 a 8,4 (prima che la banca centrale dissaguandosi lo riportasse a 8 ) e quello che conta, l’unico al quale fino a venerdì gli Argentini potessero comprare valuta, da 11 a 13.
Vale la pena ricordare che poche settimane prima la Presidenta aveva proclamato che chiunque volesse una svalutazione avrebbe dovuto aspettare un altro governo. La Presidenta, recentemente operatasi per un misterioso ematoma al cervello, che l’ha portata a una degenza da poco prima a poco dopo un’imbarazzante sconfitta elettorale nelle elezioni di mezzo termine, è riapparsa avendo abbandonato il lutto (ora veste di bianco) e licenziando i vari Ramiro de Lorca che avevano funzionato da parafulmini per i fallimenti economici del Paese, troppo numerosi per ricordarli ma ben riassunti nella svalutazione del peso.
Il potente ministro del Commercio, Guillermo Moreno, è stato licenziato e spedito a Roma come messo commerciale (…) il ministro dell’Economia, Hernan Lorenzino, famoso per la frase “me quiero ir” (me ne voglio andare), è stato liquidato a negoziare il debito in default; la governatrice della Banca Centrale, Marcò del Pont, è stata licenziata senza neanche destino alternativo, eccetera. (…) Non ci sono più soldi in cassa e nessuno dall’estero vuole investire in un Paese che non rispetta contratti, obbligazioni e proprietà privata. (Source)
Benenuti in Argentina! Ma queste sono cose che i lettori di I&M conoscono bene, sono mesi che vi mettiamo in guardia dalla drammatica situazione di Buenos Aires.
(…) le riserve piombano da 80 miliardi dei tempi di Nestor Kirchner a meno di 29 miliardi (ultimo dato), mentre la quantità di pesos in circolazione esplode per le spese pubbliche non supportate da investimenti esteri nè da una crescita corrispondente del Pil. A questo potrebbe sommarsi l’effetto di una sentenza che obbligherebbe il Paese a corrispondere il 100% del debito in default a chi non ha aderito ai vari swap degli ultimi dieci anni (tre per la precisione), sentenza che l’Argentina spera venga in qualche modo mitigata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. (…)
Storie già viste, un paese sull’orlo del baratro, un’economia distrutta MALGRADO la tanto agognata sovranità valutaria che tanti oggi rivendicano senza saper esattamente COSA comporta e di quali condizioni necessita per una gestione ottimale. Condizioni che in Italia sono venute a mancare ormai tanto tempo fa e che in Argentina non sono certo presenti in questo momento. E la morale per Buenos Aires è fin troppo semplice: CAOS totale. Impoverimento della popolazione. Una catastrofe assoluta sociale.
Intanto ovviamente il peso argentino, sul cambio ufficiale, non vale più nulla, e sul mercato nero…
Grafico Peso Argentino vs USD
Ma se l’Argentina è nel marasma più totale che dire del Venezuela?
Venezuela e Argentina hanno problemi con le loro riserve di valuta estera. In entrambi i casi uno dei problemi chiave è l’esasperato tentativo di mantenere la finzione che le loro monete valgano più di quello che è invece la realtà. Le banche centrali dei due paesi stampano denaro alla disperata e l’inflazione galoppa.
Grafico Inflazione Argentina

Grafico Inflazione Venezuela

Cambio Bolivar vs USD (mercato ufficiale e mercato nero)

I rispettivi governi pubblicano statistiche economiche fuorvianti, con il tentativo di nascondere la vera entità della svalutazione monetaria e della relativa inflazione. Ma i nodi vengono al pettine e ormai, per questi due paesi, siamo arrivati al dunque. E l’epilogo non potrà che essere catastrofico.
Già mi aspetto i commenti di molti lettori? Ma cosa può pesare una nuova crisi dell’Argentina nelle dinamiche economiche globali? E il Venezuela? Loro hanno il petrolio, una ricchezza potenzialmente enorme ma gestita in modo dissennato. E questi due paesi possono realmente condizionare le aspettative di crescita globali?
In realtà no. Non loro. Peccato però che c’è una cosa che si chiama “rischio contagio” che potrebbe colpire un paese come il Brasile, che proprio tanto insignificante non è. E poi la Spagna, legata da un filo diretto con Buenos AIres.
E poi, visto appunto lo stato critico di altri paesi emergenti, come la Turchia, è presto fatto un grande effetto domino che colpisce nuovamente le borse, le obbligazioni, le valute e le economie dei paesi emergenti. Certo, molte reazioni saranno esagerate. Ma questa è la finanza. E oltre alla raccomandazione di massima selezione qualitativa, non possiamo che confermare nel breve la nostra view di underweight sul settore. In attesa di tempi migliori..
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