La sperequazione economica nella “nostra” Unione Europea
Italia bacchettata per esagerati squilibri, e ci può stare. Ma in pochi sanno che la Germania per l’ottavo anno consecutivo NON rispetta i parametri imposti. Ma secondo voi è successo qualcosa?
Quanto è successo ieri a Francoforte è già stato ampiamente commentato dal sottoscritto in diversi post dedicati che potete leggere partendo dalla homepage del blog.
Draghi parla di una crescita presente ma anemica, ma parla anche di inflazione bassa. Ma non per questo si rischia la deflazione. E quindi, malgrado tutto questo, meglio stare fermi, meglio un bel “nulla di fatto” e lasciare tutto così com’è.
Bravo Mario. Così facendo confermi che la politica monetaria la fai con le parole e non coi fatti. Certo, così facendo non ti costa nulla e soprattutto non irriti gli amici della Bundesbank.
Perché è proprio lì il problema. L’Europa avrebbe bisogno di un qualcosa per smovere un po’ le acque, paesi come l’Italia avrebbero bisogno di una parola, un fatto, un qualsiasi elemento a cui aggrapparsi che possa far scendere questo maledetto cross EURUSD. E invece no.
La Germania non ha problemi. Lei può anche sopportare un EURUSD a 1.60, che problema c’è? (Questo secondo alcuni report letti mesi fa). Ma altri paesi no.
Prendete l’Italia. Vero che un Euro forte ci aiuta per certi aspetti, vedi il costo dell’energia, ma per altri versi ci danneggia esageratamente. Noi siamo sempre stati esportatori. Con un EURUSD a 1.40 dove possiamo andare? Quale futuro ci può aspettare? Abbiamo bisogno di un Euro più debole e di far si che la nostra moneta unica possa essere più “correttamente valutata”: si perché le altre valute, in una guerra valutaria NON ufficiale ma evidentissima, stanno facendo a gara per chi svaluta di più. E noi? Noi duri ed imperturbabili, quasi tedeschi.
Ma nel frattempo la nostra economia sta morendo. E per completare l’opera, oltre al danno, la beffa.
La notizia non è proprio di ieri ma poco importa.
Parliamo di surplus/deficit commerciale. L’Unione Europea ha giustamente ripreso il Bel Paese per via di “squilibri eccessivi”. Troppo debito, bassa crescita, più tutto il resto che ormai conoscete a memoria. Ma in pochi sanno che anche la pluridecorata Germania avrebbe meritato una bella romanzina. Infatti, i tedeschi, per l’ottavo anno di seguito, hanno superato il livello soglia del 6% oltre il quale non si poteva andare. Parlo, in questo caso dell’esatto opposto.Ovvero del surplus commerciale.
Infatti Bruxelles ha imposto che tale soglia possa essere superata al massimo per 3 anni consecutivi. Per la cronaca Berlino infrange la regola dal 2006.
Avete visto eurocrati che si strappavano le vesti per questo? Avete sentito comizi e assistito a sit-in di protesta per questo fatto? Certo che no, perché i tedeschi, grazie a questo surplus, si sono rafforzati, arricchiti e ora, come detto, possono permettersi anche un EURUSD ben più alto di quello a quota 1.40. Tanto il surplus è tale che, forse forse, un Euro più forte li aiuterebbe a rientrare automaticamente nei parametri tenendo sotto controllo la loro inflazione.
RIPETO: scenario IDILLIACO per i tedeschi. Ma non per il resto d’Europa che si trova a contatto con distorsioni impressionanti, malgrado una moneta unica, un programma che dovrebbe essere univoco, un progetto comune.
Lasciamo perdere i commenti su quanto sia disunita l’Unione Europea.
Interessante la metafora usata da De Mizio su IBTimes:.
Per usare una metafora, la Germania, seduta su un cocchio, usa il bastone sulle terga dei suoi cavalli (Italia, Spagna, eccetera), tenendo appesa davanti ai loro occhi una succulenta carota. Mentre però le bastonate si sentono bene e fanno muovere il cavallo, la carota resta lontana e irraggiungibile: a lungo andare, come prevedibile, il cavallo è destinato a sprofondare esausto sul terreno e anche il tedesco, di conseguenza, rimarrà fermo sul suo cocchio.
Ricordate? Persino il FMI aveva parlato chiaro sul rischio “surplus Germania”
(…) l’istituto Ifo ha certificato che la Germania nel 2013 ha realizzato il surplus commerciale più alto del mondo, battendo persino la Cina con 190 miliardi di attivo contro i 142 di Pechino. Un surplus commerciale si accompagna a un equivalente deflusso di investimenti verso l’estero. È qui che la parsimoniosa Germania, le cui banche riversano capitali verso Asia, Usa o partner europei (salvo incidenti come la Grecia o la Spagna) rivela la debolezza del suo modello, fortemente criticato dagli Usa e, di recente, dai partner dell’Eurozona. (onlinenews)
Ma non è cambiato nulla e la ricetta preparata per i paesi periferici, ricca di austerity e crescita asfittica, continuerà in un ambiente di debt deflation.
Evviva evviva, signori si affonda, perché nulal cambierà. E lo stesso Mario Draghi ce lo ha certificato ieri con un atteggiamento stile BundesBank. Mi resta solo una certezza. Così strutturata Euro ed Europa NON possono continuare a lungo. Proprio perché i disequilibri e sperequazioni economiche non fanno che lievitare, con una classe politica che non sa guardare al di fuori dei confini nazionali.
Poi per carità, se guadiamo la NOSTRA classe politica, non sa guardare oltre i confini della sua lobby/casta/famiglia/giro di amicizie.
Tempi bui, cari amici, se non si cambia. Tempi bui…
(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!)
STAY TUNED!
