ITALIA degli irresponsabili che affoga nel debito e nelle SUE colpe

Pubblicato 15 Luglio 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 06:40

debito italia insostenibile

Aumenta il debito pubblico a causa sopratutto dell’amministrazione pubblica. Ma non esisteva la spending review? La casta politica è viva più che mai…

Il lento processo che rischia di portarci alla deriva continua imperterrito. E tutto, ahimè, va come su questo blog si prevedeva SE non si interveniva in modo magari INVASIVO ma determinato.
Tanto per cominciare il nostro debito pubblico.
Ieri su twitter ho pubblicato questo grafico che di certo non ha bisogno di grossi commenti (e difatti l’ho pubblicato in modo “crudo”).

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Il motivo di questo grafico è noto. Malgrado le mille parole, i buoni propositi, le tante promesse, il trend non inverte, non cambia e resta decisamente improntato al rialzo.

Nuovo record assoluto per il debito pubblico che a maggio aumenta di 20 miliardi sul mese precedente e tocca quota 2.166,3 miliardi. È quanto emerge dal Supplemento conti pubblici al bollettino statistico di Bankitalia. Dall’inizio dell’anno il debito è aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%. (LS) 

DEBITO PUBBLICO, DEFICIT/PIL, DEBITO/PIL

ITALIA debti pubblico deficit pil

sindaci-110819204115_big-pagespeed-ic-mk5g_avliiMa la cosa più curiosa e sinceramente disgustosa è che a pesare su questo dato è proprio …l’amministrazione pubblica.
Ebbene SI! Sempre loro! Ma non doveva esserci la “spending review”? Ma attenzione, non le amministrazioni localie periferiche, dove il debito e fabbisogno è diminuito ma ancora una volta le AMMINISTRAZIONI CENTRALI! (+20.9 miliardi di Euro)
Il grande carrozzone continua a mangiarci di traverso e ci porterà alla rovina! Ed è assolutamente lecito e logico aspettarci, vista la roboante crescita economica, un peggioramento del rapporto debito/PIL.
Alla faccia del fiscal compact! Qui si mette malissimo. E non è solo una questione di flessibilità. Qui Bruxelles può essere flessibile finchè si vuole ma occorre ben altro. L’illuminante Mario Draghi (tranquilli, è un eufemismo) illumina la retta via e predica ricette miracolose per la ripresa…

«Le regole attuali già contengono la flessibilità», ma «pensare che la flessibilità è l’unico modo per far ripartire la crescita è limitato». In particolare, «la crescita non può essere fatta a partire da ulteriori debiti» ed è opportuno che i governi riducano le spese, «soprattutto quelle improduttive e, se ci sarà margine, aumentare quelle in infrastrutture e per diminuire le tasse». Le riforme devono in particolare riguardare il mercato del lavoro e quello dei prodotti per aumentare la competitività e il completamento del mercato unico. (IS24h) 

Ok ok, ci fa molto piacere l’ennesimo sproloquio che non ci dice NULLA di nuovo. Ma proprio nulla, visto che noi tutto questo lo diciamo da secoli e speranzosi cerchiamo di guardare con fiducia al futuro… E lo stesso governo lo ha più volte promesso con programmi da 100, 1000, 100.000 giorni (ho perso il conto).
La verità è che qui NON succede NULLA e, anzi, si va sempre peggio.

A ruota poi giunge il mitico FMI (Fondo Monetario Internazionale) che.. udite udite…dopo aver visto tutti i bei dati macro usciti negli ultimi giorni, decide di tagliare le stime sulla crescita economica globale! GENI! Ma attenzione, anche qui predicano soluzioni miracolose:

Nel rapporto annuale sulla zona dell’Euro, gli analisti del Fondo hanno abbassato, inoltre, le previsioni di crescita per l’anno in corso da +1,2% a +1,1%, rivedendo anche quelle per l’inflazione, che dovrebbe attestarsi a +0,7% (era +0,9%). Sullo scenario economico dell’area, ammonisce l’Fmi, pesa un alto rischio di stagnazione – frutto di una “persistente ridotta domanda interna, di una insufficiente azione politica e dello stallo delle riforme strutturali” – cui si potrebbe aggiungere anche la deflazione per via di “shock esterni negativi o di un ulteriore apprezzamento dell’euro” (Rnews) 

Ed ecco i consigli rivoluzionari.

Il Patto di stabilità dell’Eurozona non convince a pieno il Fondo monetario internazionale. Nell’ultimo rapporto dell’istituto, gli analisti di Washington aprono alla massima flessibilità nell’uso delle regole di bilancio nell’area Euro. Se dovesse materializzarsi il rischio di deflazione e dovessero esaurirsi le opzioni di politica monetaria – osservano – dovranno essere usate “le clausole di fuga” del patto di bilancio europeo. Si tratta, cioè, di tenere conto in modo più ampio delle cosiddette “circostanze eccezionali” nella valutazione dell’indebitamento. – (Rnews) 

Sono allibito dalla lungimiranza di queste persone. E ci sono arrivati solo adesso? A questo punto però, mi permetterei io di aggiungere qualcosa.
Sono stato tra i primi a combattere contro questo fiscal compact e chi mi segue da più tempo ne è testimone. Ovviamente continuo a contestare fortemente le logiche (a volte decisamente casuali) con cui è stato formato il Patto. Ma la sola flessibilità NON è più sufficiente.

Ormai siamo innanzitutto NOI i padroni del nostro futuro. Troppo facile ora dare solo la colpa all’Euro o all’Unione Europea. Nossignore.

Guardiamoci allo specchio e rendiamoci conto che il destino è innanzitutto nelle NOSTRE mani. O arriva una VERA rivoluzione dove il trend del debito e delle spese folli si interrompe violentemente, più tutto quello che riguarda un radicale e, parmettetemi, rivoluzionario programma di riforme, oppure siamo MORTI e sepolti. Il dato del debito di ieri ne è la testimonianza più chiara.
E il povero FMI (oggi me la prendo un po’ con loro) si illude e pubblica qeusto grafico. Pura illusione, visto che, se non cambia TUTTO, queste previsioni saranno non realizzabili.

STAY TUNED!

Danilo DT

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