#Millegiorni e #Passodopopasso. La politica ormai vive solo di hashtag
Ieri è stato il momento del “Millegiorni”, ennesimo countdown di un’operazione che il Governo Renzi vuole portare avanti per poi venire giudicato SOLO alla fine dello stesso. Certo, sono il primo a dire che solo uno stolto (ovvero la maggior parte dei finti politici italiani) poteva pensare che con uno schiocco di dita la difficile situazione italiana venisse risolta in brevissimo tempo. Però il buon Renzi sta continuando a comprare tempo, facendo poco e niente (se non mangiare gelati…sto scherzando…) e continuando a promettere al sistema politico ed economico manovre rivoluzionarie.
La rivoluzione partirebbe oggi e terminerebbe a maggio 2017 con massima priorità alle riforme del mondo del lavoro. Nella teatralità della cosa avremo anche un taccuino in rete, battezzato passodopopasso.italia.it che servirà come rendiconto.
Obiettivo del premier è riscrivere lo statuto dei lavoratori e cambiare le regole sugli ammortizzatori sociali. «L’articolo 18 non sarà un problema» ha affermato Renzi specificando come sul lavoro la Germania sia un modello e non un nemico. Il presidente del Consiglio ha pure ribadito l’intenzione di estendere il bonus Irpef a categorie oggi non interessate. (Source)
Non c’è che dire, ennesimo Renzi show che si è completata proprio con la conferenza fissata alle ore 14.00 presso la sala stampa di Palazzo Chigi, dove il Matteo Nazionale ha parlato di «grande rivoluzione della politica italiana».
Brivido freddo in mezzo alla schiena.
Forse si riferiva al sito internet (passodopopasso.italia.it ) prima citato? No perché per il resto si parla di una rivoluzione che NON esiste. Anzi, la casta resta sempre ben piazzata e guai a limitarsi i privilegi, e ci mancherebbe!
E poi l’esposizione, da vero giullare delle piazze, alla ricerca dell’attenzione “a tutti i costi”, parlando di Expo, riforma della Scuola, Jobs Act, fisco, spesa pubblica, P.A., Sblocca Italia e Giustizia.
E tutto questo potrà essere monitorato sul sito “passodopopasso” prima citato, secondo alcuni una vera arma di DISTRAZIONE di massa. Forse una definizione più che azzeccata. Andate a vederlo, un mezzo propagandistico senza precedenti, veramente pacchiano. come siamo caduti in basso…
«Oggi è il giorno zero». (…) Ha difeso il provvedimento degli 80 euro («Nessun ripensamento, saranno confermati») e ha liquidato con una battuta il dibattito estivo sulla cancellazione dell’articolo 18 («Non è un problema). In questo contesto ha invitato a «smetterla di parlare male della Germania», precisando che, anzi, «sul lavoro dobbiamo prenderla da esempio». Poi la promessa: «Alla fine dei mille giorni il diritto del lavoro sarà totalmente trasformato». (CdS)
Ho provato poi a ragionare ed a collegare questi discorsi conditi da voli pindarici con la concretezza e l’urgenza richiesta da Draghi [“Io (BCE) farò se VOI (singoli governi) farete”].
Se ci aspettiamo che Draghi vada ad agire solo nel 2017, alla fine del “Millegiorni”, l’economia dell’Italia e dell’Unione Europea sarà morta e sepolta. Ma si sa, “Millegiorni” è un modo per comprare per l’ennesima volta tempo. E poi nel 2017, ovviamente si sarà fatta una minima parte di quanto previsto. E la BCE (e la Germania) si “fiderà” del gelataio Renzi? Occorre agire ora, subito. Persino 1000 ore sembrano troppe, ormai (ovvero 41 giorni abbondanti), altro che 1000 giorni!
Ovviamente vengono subito viralmente inseriti su twitter gli hashtag #passodopopasso e #Millegiorni. Tutto questo, ovviamente, condisce lo spettacolo con ulteriore spettacolo. Si aumentano le aspettative, la gente ne parla, una vera “forward guidance” della politica italiana. Occorre, cari amici, far diratare il fumo ed iniziare seriamente a fare qualcosa. Altro che hashtag…
[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=j0IFkFVqZ0Y[/youtube]
STAY TUNED!

