WEEKLY REWIND: The Market Dance
In questi giorni è successo un po’ quello che si era anticipato nel post “The New Era Begins”, pubblicato qualche giorno fa.
Non era mia intenzione vestirmi da Cassandra e tantomeno diventare un veggente, ma era abbastanza logico che capitasse quanto poi è effettivamente accaduto.
Come detto nel post sopra citato, il rialzo dei tassi della FED rischia di essere posticipato, proprio a causa soprattutto del rafforzamento del Dollaro USA che, per certi versi, ha un effetto simile (anche se meno definito) di un rialzo dei tassi. Infatti se il problema sembrava dover essere l’inflazione (la Yellen alza i tassi SOLO se costretta altrimenti rimanda molto volentieri), il rafforzamento dell’USD è uno scenario che aiuta a comprimere l’inflazione stessa.
Se però pensate che la questione si chiuda qui vi sbagliate di grosso.
Se vi parlo di “Nuova Era”, significa anche nuove reazioni dei mercati e nuovi scenari.
Il Dollaro USA forte è dovuto anche a causa della forza economica americana e alla decorrelata debolezza economica europea, al rallentamento globale e alle incertezze geopolitiche.
Un Dollaro USA forte ha quindi potere deflattivo sugli USA, ma deprime anche l’export e fa collassare le materie prime.
Morale: se ora l’economia USA tira, c’è il forte rischio che le aziende siano obbligate per il futuro ( per i motivi sopra esposti) a dover rivedere al ribasso gli utili societari.
Le dinamiche che hanno mosso i mercati, in questa passata settimana, sono state queste.
In un primo tempo, la comunicazione nel Minute FED con annuncio di tassi ancora bassi per un considerevole arco temporale (“considerable time”) ha portato euforia, visto che le borse sono fortemente collegate all’atteggiamento delle banche centrali.
Ma poi gli analisti si sono svegliati dal sogno e hanno capito che non tutto quanto luccica è oro. Il mondo economico rallenta, il FMI è decisamente preoccupato, la Germania scopre di non essere quella corazzata invincibile, il meccanismo perfetto che portava dinamiche unidirezionali su tutti i mercati sembra finito per sempre.
E allora come pensare che le aziende quotate negli USA, grandi multinazionali, non possano subire gli effetti di questo rallentamento sia esterni e prospetticamente interno?
Ed ecco che la Borsa USA si risveglia, torna a scendere e proprio ieri sera va in negativo su base annua (riferito al Dow Jones). Male anche le borse europee che restano però più interessanti sui fondamentali.
Torna a decollare la volatilità, si torna a ballare, tra un rimbalzo ed un terremoto.
Sarà interessante sentire che ci dirà Mario Draghi nei prossimi giorni, mentre la FED, progressivamente potrebbe diventare ancora più “colomba” e rimandare il rialzo dei tassi a data da definire. Come ricorda correttamente PIMCO, orfana di Bill Gross, tre son le fondamentali mission della FED, oggi:
1. Appiattire la curva dei rendimenti a termine;
2. Ridurre la volatilità dei tassi d’interesse;
3. Indurre gli investitori a spostarsi verso strumenti più rischiosi
Fino alla prossima puntata, sia ben chiaro.
Sono certamente cambiate le correlazioni, ma il mercato sta diventando sempre più dinamico e veloce.
Dimentichiamo i vecchi “luoghi comuni”. Benvenuti nella Nuova Era.
E se lo vorrete, saremo lieti di accompagnarvi al meglio e di guidarvi come meglio sapremo all’interno del nuovo labirinto del mondo dell’economia e della finanza.
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