Asta TLTRO: flop complessivo. Un assist per il quantitative easing
L’appuntamento di oggi era quanto mai importante per poter meglio capire le prossime mosse della BCE.
Premessa: gli ultimi post sull’argomento meritano una lettura, in particolare quelli sul quantitative easing e l’ultimo che mette a confronto FED e BCE.
Oggi è stato il giorno dell’asta TLTRO, un’asta attesa proprio per capire quali cifre le banche avrebbero chiesto, con obiettivo (teorico quantomeno nel breve periodo) di reinvestirle nell’economia reale. Come si temeva, anche questa seconda asta di TLTRO ha deluso e non poco. La cifra richiesta è stata pari a 129,84 miliardi di € : certo, l’importo è superiore a quanto chiesto nella prima asta (82.6 miliardi di €) ma sempre insoddisfacente. Sommando le due aste arriviamo a circa 212 miliardi, circa la metà di quanto messo a disposizione dalla BCE.
La somma, in linea con le aspettative, porta il totale delle prime due operazioni a 212 miliardi di euro (la prima era stata di 82 miliardi), poco più della metà dei 400 messi a disposizione dalla Bce. Il risultato rafforzerà le attese dei mercati finanziari di nuovi interventi della Bce, compreso l’acquisto di titoli pubblici (il cosiddetto Quantitative easing) all’inizio del 2015. Tra le banche italiane, (26 miliardi la richiesta complessiva) ecco la griglia delle principali adesioni:
Unicredit : 2,2 miliardi
Intesa Sanpaolo: 8,59 miliardi
Mps: 3 miliardi
UBI Banca: 3,2 miliardi
Banco Popolare:2,7 miliardi
Iccrea Banca: 1,8 miliardi
Qual’è la cosa curiosa? E’ che alla fine questo TLTRO va a ricoprire l’LTRO che è in scadenza e quindi è palese il fatto che la Bce si trova decisamente in difficoltà se mira realmente ai famosi +1.000 miliardi di bilancio. Infatti la somma di LTRO 1 e LTRO 2 (in scadenza) sommati ai due TLTRO, danno un saldo addirittura NEGATIVO per 59 miliardi. Altro che raggiungere i livelli visti nel 2012!

Morale: visto che le banche non chiedono soldi, visto che il cavallo non beve e visto che non c’è altra scelta SE si vuole far salire il bilancio BCE, allora possiamo dire che aumenta il rischio di un QE. Secondo molti la data della partenza del quantitative easing sarà Marzo. Alcuni più aggressivi già dicono gennaio. Già sapete cosa penso sulla questione. Incrociamo le dita.
Bilancio BCE e target di Mario Draghi
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