CRISI GRECIA: Il popolo ellenico torna a votare. E ora che succede?

30 Dicembre 2014 09:25

grecia-votazioni-gennaio-2015

Il 25 gennaio sarà una data importante per la Grecia ma anche per l’Europa. Sarà il giorno delle elezioni politiche in Grecia, una data temuta in quanto rischia fortemente di andare al potere il partito di Syriza, spudoratamente anti Troika prima ancora che NoEuro, anche se gli ultimi dati non ci danno un vantaggio considerevole. Si parla di circa 3-4%, un’inezia visto che poi, all’urna, certi timori potrebbero riaffiorare e spingere molti greci ad affidarsi nuovamente alla Nuova Democrazia che è tuttora al potere. Senza poi dimenticare che, una volta al potere, Syriza potrebbe anche non riuscire a tcreare l’esecutivo.
E poi c’è il problema maggiore.

[…] i rapporti con l’Europa. Tsipras (leader di Syriza, ndr) non ha mai detto di voler uscire dall’Euro. Ma la Grecia ha contratto con la Troika (formata da Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea) un maxi prestito da 240 miliardi di dollari. Difficilmente il bell’Alexis riuscirà a rinegoziare le condizioni senza conseguenze drastiche per il suo Paese e per la stessa Europa […] (Source)

E quali possono essere le conseguenze gravi? Beh, pensate a cosa potrebbe comportare un default Greco (nuova ristrutturazione) e gli effetti anche a livello di BCE, in procinto di voler lanciare a “tutti i costi” il suo QE. Un problema che andrebbe ad inchiodare tutti i buoni propositi ed i progetti di Mario Draghi.

Grecia-storia-ristrutturazione-debito-tassi
Torna a salire il rendimento dei bond Greci (qui i 3yr) ma…siamo anni luce dai tassi visti nel 2011

Certo, al momento è tutto relativo e tutto può accadere. Ma è altrettanto corretto non fasciarsi la testa prima del tempo. Certo è che gennaio sarà sicuramente un mese rovente.

BCE (22/01),

Elezioni Grecia (25/01)

Meeting FED (28/01).

Ma molto probabilmente sarà l’evento di mezzo a guidare il sentiment degli investitori anche perché quanto accadrà in Grecia, sarà secondo me un vero “anticipatore” o se preferite un modello di cosa potrebbe accadere negli altri paesi dove l’opposizione dei NoEuro sta diventando importante.
Ma voi lo sapete qual è il secondo paese più NoEuro dopo la Grecia in Europa? Lo scoprirete nel prossimo post.

Lsciando da parte questo dato statistico, torniamo al ragionametno fatto prima: ovvero che non bisogna fasciarsi la testa prima del tempo. Infatti sembra proprio che l’evento “ELEZIONI” non fosse poi così inatteso in Eurozona, tanto che addirittura già si stava lavorando ad un asse Berlino-Francoforte-Atene per preparare il dopo-elezioni elleniche, proprio per evitare un ecatombe simil 2012, quando si rischiò la fine del progetto Euro.

È stato membro del comitato esecutivo della Bce ma anche consigliere del governo tedesco e viceministro delle Finanze, è uomo di fiducia sia di Mario Draghi, sia di Angela Merkel e Wolfgang Schäuble. In queste settimane di attesa ansiosa dell’ennesima tappa del dramma greco, forse il solo uomo che poteva tentare la «mission impossible», una triangolazione dietro le quinte tra Berlino-Francoforte-Atene per preparare il dopo-elezioni elleniche. Così Jörg Asmussen sta già incontrando in segreto i vertici del partito che uscirà probabilmente vincitore dalle urne: Syriza. L’attuale sottosegretario al Lavoro tedesco è volato ad Atene nelle scorse settimane, ma ha anche incontrato gli uomini di Tsipras a Berlino per cominciare a prefigurare uno scenario post-elettorale (Source)

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Come vedete NULLA è lasciato al caso e difficilmente ci troveremo (comunque vadano le elezioni) a scenari apocalittici. Come ci ricorda Tonia Mastrobuoni su La Stampa…

Anche ieri il portavoce di Tsipras, Niko Pappas, ha dichiarato al telefono da Atene che nel caso di un governo Tsipras, la Grecia «non prenderà decisioni unilaterali» e si è detto «sicuro» che «con l’Europa troveremo un’intesa che terrà conto dell’interesse di ambo le parti». È certo anche, ha aggiunto, «che non ci saranno più tagli» ma anche «che faremo riforme serie nella pubblica amministrazione e per attirare investitori stranieri avvieremo una seria lotta all’evasione fiscale».  (…)
È altrettanto evidente che a questo punto l’ipotesi di un «quantitative easing» della Bce diventa più difficile, già a gennaio. Per i greci significherebbe un assegno in bianco, dal punto di vista non solo tedesco. Una fonte greca vicina al dossier giura però che «Draghi è la chiave» della questione ellenica. Anche perché una fetta di debito greco è in pancia a Francoforte. E l’italiano è l’altro mediatore fuoriclasse ai tavoli europei. (Source)

Morale: si mira a mantenere tutto sotto controllo, anche in caso di un scenario più estremo. Unica pecca, quindi, è un possibile ritardo del QE che comunque, secondo il mio punto di vista, difficilmente sarebbe arrivato a Gennaio. Quindi, alla fine, tutto va avanti come da programma.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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