Tolto il CAP sul CHF, Franco Svizzero vola verso la parità contro Euro.
La SNB decide per una manovra a sorpresa. Visto anche il tasso negativo (-0.75%) a cui si è arrivati, la manovra è legata ai capitali in arrivo dai paesi dove si registrano le fughe di capitali (Ucraina e Russia in primis?). Cross EUR-CHF ora a 1.02
La Banca Centrale Svizzera gioca d’azzardo, proponendosi con una manovra “kamikaze” che ha sorpreso gli operatori ed ha causato un vero tracollo della borsa svizzera. Infatti, dopo aver deciso un taglio tassi al -0.75% (rendendo quindi teoricamente molto poco appetibile un investimento in CHF, e notate bene, il tasso è negativo)-+, ha deciso clamorosamente di cancellare il cambio fisso contro Euro che da settembre del 2011 lo teneva fermo in area 1.20. Già altre volte si era temuto che la SNB abbandonasse il “cap” ma il mercato ha sempre smentito tutto.
La manovra sorprende ancor di più in quanto proprio qualche settimana fa, il buon Jordan della SNB aveva ammesso: “assicuriamo i mercati, difenderemo quota 1.20 con la MASSIMA determinazione”.
Una volta tolto il cap, il Franco Svizzero è partito come un razzo verso quota 1.00 (dove poi si è fermato) e la borsa svizzera, ovviamente, èandata a picco, sui timori per le esportazioni.
Ma come mai è arrivata proprio ora l’abolizione di questo tetto? Non escluderei che la responsabilità sia anche legata alla difficile situazione in diverse aree del globo (Ucraina e Russia in primis) da dove molti capitali vengono “esportati” in porti sicuri (chi meglio della Svizzera?), il che stava rendendo il lavoro della SNB insostenibile.
Ma la mia è solo un’ipotesi, anche perché, poi, forse questa è solo la prima puntata di una nuova storia, dove però è stata tradita la fiducia. E questo non è un elemento positivo.
Ed ecco le dichiarazioni di Jordan dopo la manovra:
[…] Rispondendo alle domande dei giornalisti, il presidente ha spiegato come “la pressione fosse diventata troppo grande” e il cambio minimo “non fosse sensato”. Tale politica non poteva più essere mantenuta a furia d’interventi.
Sulla sorpresa generata dall’annuncio della revoca della soglia, Jordan ha commentato: “La decisione della BNS doveva essere per forza sorprendente”, per non dare modo di agire agli speculatori. Non è stata una decisione presa dalla sera alla mattina, replica il presidente a un cronista: è stata anzi lungamente ponderata.
“Abolire la soglia minima permetterà alla BNS di essere più flessibile”. Il momento era giunto, prosegue Jordan, a costo delle ripercussioni violente sui mercati. Ma “mantenendo il cambio di 1,20 le ripercussioni sarebbero state ancora più pesanti. Meglio farlo adesso che più tardi, quando la situazione sarà ancora più problematica”.
La soglia minima potrà tornare, in futuro? Jordan resta vago, ma non lo esclude. (TCH)
Una manovra che quindi anticipa il QE by BCE della settimana prossima dove forse la stessa SNB si sarebbe trovata in forte difficoltà a difendere il cap a 1.20. Ma nessuno e dico nessuno poteva immaginare oggi quanto è accaduto, in questo momento.
PS: e pensare che proprio ieri facevo notare l’anomalo rendimento dei titoil di stato svizzeri. Certo, era quindi prevedibile il taglio dei tassi, ma la rimozione del CAP era da escludere, viste anche le parole di Jordan. Vatti a fidare di sti svizzeri…
+ SVIZZERA + Rendimento Bond negativi. Almeno fino a 7 anni . pic.twitter.com/yqr0hKNA2v
— Danilo DT (@intermarketblog) January 14, 2015
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