E ora che succede con la GRECIA?

20 Aprile 2015 09:11

greece-crisisOrmai tutti dicono la loro, e tra le tante parole buttate al vento, una cosa è indiscutibile: la distanza tra la Troika e la Grecia continua ad essere molto ampia, ormai è incolmabile.

Come vi scrivevo nel post del week end, la Grecia non pensa lontanamente al Grexit, mentre vedrebbe a questo punto il default come il male minore. La Troika ovviamente non prende nemmeno in considerazione il Grexit, essendo un elemento molto pericoloso e destabilizzante. Ma allo stesso tempo non contempla il default, in quanto la maggioranza del debito greco è proprio in pancia alle principali organizzazioni internazionali.

Questa slide parla chiarissimo.

detentori-debito-pubblico-grecia

Il piano B non è il Grexit

Ora, facciamo il conteggio delle ipotesi. Su Grexit entrambe le parti escludono epiloghi che portino in quella direzione. Ma sul default Grecia le cose cambiano. FMI, BCE ed organismi internazionali non vogliono il fallimento di Atene, ma alla fine Tsipras e Varoufakis, ne parlano quasi in modo spavaldo e minaccioso.
Tradotto in modo più spiccio: “ signori, la Grecia è senza soldi. O ci date una mano oppure falliamo. Le nostre promesse non sono sufficienti? Allora pazienza, falliamo”.

Se ci pensate un attimo, la Grecia si trova in uno stato di “forza”, malgrado la scomoda posizione. Se non riceve gli aiuti alle sue condizioni, il default creerà più danni alla Troika che alla Grecia stessa, in quanto è già allo stremo assoluto.
Anche perché, ed è questo il nocciolo della questione, default non significa obbligatoriamente Grexit. Ed è questo, secondo me il dossier su cui stanno iniziando a lavorare.
Il problema potrebbe essere il sistema bancario greco, ma sicuramente Mario Draghi & Co già ci staranno pensando.
Non facciamo pensieri da fessi, hanno già capito che la situazione è complessa e non si faranno cogliere impreparati.

E se arriva il piano C?

Oltre al default, la Grecia sta iniziando a pensare ad un qualcosa di estremamente pericoloso. Un accordo con la Russia che potrebbe portare nelle casse di Atene circa 5 miliardi di Euro come anticipo sul gasdotto. Mosca smentisce, ma di certo l’ipotesi russa rappresenta per l’Eurozona un elemento estremamente destabilizzante. Questa ipotesi, avanzata da Der Spiegel  prevederebbe già un pre-accordo con firma martedi prossimo ad Atene.
Una boccata di ossigeno che non potrà non essere un gas velenoso per l’Eurozona.

Ma tu guarda…il piano D…

Ma la BCE, a quanto sembra, sta anche lavorando a come gestire un cosiddetto piano D.
Facciamo un salto indietro nel tempo.
Nel mese di febbraio, un blogger come tanti ce ne sono, avanzò sul suo blog, un’ipotesi che proprio la Bce, ora sta iniziando a valutare.
Questo blogger scriveva:

Ipotizziamo che oggi non si raggiunga nessun accordo e che l’Unione Europea voglia proseguire con la SUA linea dura, senza concedere gli aiuto richiesti da Atene alle condizioni volute da Varoufakis. Diventerebbe normale un altro default del sistema Grecia, no? Si andrebbe a dare un’ulteriore coltellata ad una popolazione già messa allo stremo dall’austerity della Troika. Però, in perfetto stile democristiano, il tutto verrebbe probabilmente montato cercando comunque di Non far uscire la Grecia dall’Euro in quanto diventerebbe troppo pericoloso. Si andrebbero a creare dei precedenti per potrebbero essere utilizzati e sfruttati da altri paesi per fare altrettanto.
Lo Stato non avrebbe più soldi per pagare stipendi, pensioni e quant’altro. E che fa a quel punto Atene? Da ai cittadini delle forme di “pagherò” che a quel punto verranno scambiati anche per l’acquisto dei beni di prima necessità.
Ora, quei “pagherò”, come li possiamo chiamare? Semplicemente, senza nemmeno farlo apposta, si avrebbero DUE monete. Una, quella ufficiale che sarebbe l’Euro, e poi quella utilizzata dai greci, ovvero…la “Nuova Dracma”. (Source) 

Riprendetevi quel post, credo potrà esservi molto utile. E proprio quel mio parere è praticamente parallelo a quanto sta iniziando a valutare la BCE.

(Reuters)  – The European Central Bank has analyzed a scenario in which Greece runs out of money and starts paying civil servants with IOUs, creating a virtual second currency within the euro bloc, people with knowledge of the exercise told Reuters.

Quindi, un’ipotesi che sarebbe l’inizio del tanto temuto Grexit, ma in versione più soft. In questo momento mi sentirei di escludere questa ultima ipotesi, anche se la vedo più plausibile della soluzione Grexit secca.

Possibili ulteriori compromessi? Tutto può essere, ma di certo stavolta sarà molto difficile trovare accordi. E’ in ballo la dignità delle parti. Sempre se esiste ancora una dignità.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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