WALL STREET: solo prese di profitto e nulla più

GUEST POST – C’è poco da fare. Le recenti correzioni del mercato e nella fattispecie di Wall Street, non sono altro che riposizionamenti, take profit e prese di profitto. Ma il quadro di fondo non cambia. Quando il mercato si indebolisce, entrano e correggono tutto le mani forti. Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.
Cari amici, nella settimana appena trascorsa, le tensioni, manifestatesi di recente, sui mercati finanziari internazionali, si sono molto attenuate, rendendo evidente che non siamo di fronte ad un loro mutamento strutturale, ma assistiamo soltanto ad un circoscritto, limitato, e forse benefico, processo di riequilibrio delle quotazioni di alcuni importanti asset finanziari.
Lo scenario intermarket ha, infatti, registrato, un nuovo consistente storno dell’ 1,75 % delle quotazioni del dollar index. Storno della valuta Usa, in corso da oltre 2 mesi, e pari ormai al 7 %, che corregge gli eccessi rialzisti dell’ultimo anno. Allo storno ulteriore della valuta Usa non ha però fatto da contraltare un analogo apprezzamento nominale delle quotazioni delle commodities, cresciute in settimana soltanto dell’1,2 %. Ciò conferma che il mercato delle commodities, in termini reali, ha solo arrestato l’ingente down-trend degli scorsi mesi, ma non ha ancora invertito con decisione il corso delle sue quotazioni, che rimangono tuttora alquanto moderate. Che siamo ancora ben lontani daIl’inizio di un apprezzabile processo inflazionistico è confermato, peraltro, anche dagli accadimenti del mercato obbligazionario. I rendimenti dei titoli decennali Usa, rimasti invariati rispetto alla precedente ottava, e pari al 2,15 %, nonostante i recenti rialzi, risultano ancora inferiori, di 2 bps, a quelli che si registravano ad inizio d’anno. Stesso discorso per i rendimenti del bund tedesco, pari allo 0,63 %, che nonostante la recente impennata, risultano superiori solo di 9 bps, rispetto a quelli d’inizio d’anno.
Che gli accadimenti delle ultime settimane non evidenzino alcun mutamento strutturale del mercato è infine testimoniato dalle risultanze dei mercati azionari. In quest’ultima ottava, infatti, il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, ha addirittura ritoccato i suoi massimi storici, mentre i listini europei, che hanno già corso molto in quest’inizio d’anno, restano ancora ben intonati, sorretti sia dal QE che dagli incoraggianti dati sul PIL pubblicati nei giorni scorsi.
Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:
Commercial Traders : – 17.365
Large Traders : + 6.035
Small Traders : + 11.330
Anche questa settimana, si riconferma, pertanto, la configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa in auge ormai da circa 200 giorni. In quest’ultima ottava, le movimentazioni dei diversi operatori risultano nuovamente modeste, pari a soli 3.400 contratti. In particolare, gli Small Traders, manifestano maggiore fiducia rispetto alle precedenti settimane, acquistano l’intero lotto dei 3.400 contratti long, e puntellano la loro abituale posizione Net Long, che rimane, tuttavia, a livelli ancora di gran lunga inferiore a quelli della loro media storica. I Large Traders, invece, cedono altri 2.344 contratti long, e riducono la loro posizione Net Long al livello più basso degli ultimi 6 mesi, ormai davvero molto prossima all’inversione. I Commercial Traders, infine, dopo il decisivo intervento della scorsa settimana, rimangono alquanto tranquilli, seppur sempre molto vigili, cedono 1.056 contratti long, e consolidano l’entità della loro precedente posizione Net short. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, che riequilibrano, seppur molto parzialmente, l’assetto generale del mercato dei derivati azionari Usa, associate alle considerazioni espresse sullo scenario intermarket, suffragano la mia vision di medio termine sulle prospettive future dei mercati azionari Usa e mondiali. Come ho già espresso in passato, non intravvedo alcuna seria correzione all’orizzonte, e ritengo che l’attuale moderato trend lateral – rialzista proseguirà, sino alla fine dell’anno, con ritmi molto lenti, probabilmente noiosi ed esasperanti.
Prospettive, dunque, solo moderatamente positive, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che, come ormai ben sapete, si propone di valorizzare l’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, individuato nelle pregevoli ricerche condotte dai professori Jegadeesh e Titman, ed i cui presupposti scientifici sono illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, il mio portafoglio “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance annua pari al + 23,38 %, che risulta ancora inferiore, a differenza del biennio precedente, a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 24,46 %. Probabilmente l’eccessiva velocità d’ascesa del listino italico, in questo inizio d’anno, non ci ha permesso di cogliere tempestivamente i maggiori trends. Ciò, non ci fa, tuttavia, venir meno la fiducia circa la bontà dell’ approccio teorico ed operativo utilizzato, anzi credo che nello scenario dei prossimi mesi sarà proprio lo stock picking a fare la differenza nelle performance dei diversi operatori. Per maggiori dettagli ed informazioni sulle ricerche di Jegadeesh e Titman, nonchè sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono consultare direttamente il mio sito.
Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
Riproduzione riservata
Lukas
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