GRECIA come lo ZAMBIA: NON paga il FMI e rinvia tutto a fine mese
Crisi Grecia: il FMI accetta la proposta di Atene. Si pagherà il debito in scadenza oggi a fine mese. Ma Tsipras non aveva detto che il pagamento era possibile? Forse preferisce usare il denaro per stipendi e pensioni.
Mentre si resta in attesa di una decisione “forte” che possa risolvere il problema in modo “definitivo” (utopia, lo temo fortemente ma staremo a vedere) ecco che qualcosa si muove. O meglio, più che muoversi, possiamo dire che viene congelato. Mi riferisco al pagamento dovuto al FMI proprio oggi, un pagamento da 300 milioni di Euro che viene “spostato” a fine mese in concomitanza con altre scadenze.
La cosa non mi sorprende per nulla. Infatti proprio qualche giorno fa scrivevo di questa possibilità.
Il FMI accetta la proposta di Atene e quindi tutto rimandato a fine mese.
Quindi che si è fatto? Si è comprato tempo.
«In base a una decisione adottata dal comitato esecutivo alla fine degli anni ‘70, i paesi membri possono chiedere di accorpare pagamenti multipli che cadano nello stesso mese, a esclusione degli interessi», spiega il Fmi. L’obiettivo per cui fu presa la decisione, spiega ancora Washington, è «risolvere le difficoltà amministrative legate alla necessità di procedere a pagamenti multipli in un breve periodo». (Source)
Quindi va ancora a finire che Atene fa un piacere al FMI se li paga in ritardo.
Una storia che per la cronaca si era già vista in passato (metà ani ottanta, con lo Zambia). Uno scenario che addirittura aveva già anticipato recentemente Mario Draghi:
Su Atene, il banchiere romano ha ribadito la necessità che ci sia un “accordo solido” tra la Grecia e i suoi creditori e che tale intesa “crei crescita, che sia fiscalmente sostenibile e che affronti le fonti di instabilità finanziaria rimanenti”. Alla domanda, cosa succederebbe se non rispettasse il rimborso, Draghi ha detto che è già accaduto una volta a metà Anni 70 (in Zambia). L’opzione nel caso specifico potrebbe essere unire tutte e 4 le rate dovute all’Fmi per il mese di giugno in un solo pagamento da 1,6 miliardi di euro. (Source)
Intanto però le trattative vanno avanti. Da una parte, Tsipras si confronta con i colleghi di governo, assicurando però che non accetterà «proposte estreme» dai creditori.
Quindi cadono nel vuoto, ad esempio le richieste su aumento dell’Iva, progressivo surplus del bilancio, tagli alle pensioni e agli assegni familiari e di invalidità.
Ma quanto e come sono lontane le posizioni delle due controparti. Questa slide sintetizza bene i due schieramenti: Grecia contro i creditori.
Ma a dire il vero sembrava che i soldi per pagare il FMI, la Grecia li avesse trovati. Però quei soldi servono per la sussistenza ed ordinaria amministrazione, tra cui pagare stipendi e pensioni. Il compromesso raggiunto con il FMI aiuta non poco le casse di Atene che ovviamente sposta il problema in avanti e compra un po’ di tempo, in attesa di un qualcosa di più concreto all’interno di una farsa dove tutti vogliono l’accordo ma le parti sono sempre distanti.
Volere e non potere. Forse sarebbe meglio essere un pochino più realisti.
La Grecia “è pronta e vuole” un accordo con l’Europa, ma ha bisogno di speranza. Una speranza che deve arrivare dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo afferma il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Intanto in serata (di giovedi 4 giugno) è previsto un colloquio telefonico tra il primo ministro, Alexis Tsipras, la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese, Francois Hollande. (Source)
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