GRECIA ed EURO: fallimento completo. E se fosse la Germania che esce dall’UE?

20 Luglio 2015 10:00

gerxit-grexit-austerity

In queste settimane abbiamo visto come la Grecia è stata salvata, quali sono state le difficoltà a livello politico ed economico e come l’indissolubile Eurozona ha traballato. Chiamarla Unione Europea credo sia ormai un eufemismo. E’ palese che ormai ognuno mira solo a tutelare i suoi interessi, soprattutto quando la situazione si fa difficile. Se poi parliamo della Germania, non solo si guarda al proprio orticello e basta. Qui si tratta proprio di una chiusura a “riccio” ed una volontà totalitaria di imporsi, mettendo a nudo tutti i limiti e i disequilibri presenti dell’Unione Europea stessa.

Il problema che ci troviamo di fronte è molto più grande di quanto si possa immaginare e cerco di parlarvene con il massimo realismo lasciando da parte quello che purtroppo va molto di moda nelle fasi di crisi, ovvero il terrorismo psicologico.

scioglimento-euroInnanzitutto una premessa. Pensare che l’Euro possa sciogliersi dall’oggi al domani come “neve al sole” è una falsità. Non dimentichiamo infatti che solo per il sistema di pagamenti target2 non è ipotizzabile “azzerare tutto” e ripartire domani sul pulito, con quello che potrebbe essere un nuovo progetto di moneta unica oppure un ritorno alla valuta nazionale

Ci vuole tempo, ci vuole un iter di uscita che deve essere MOLTO dolce, programmato, chiaro, trasparente e BEN architettato anche per evitare un terremoto che ne potrebbe conseguire sui mercati finanziari. Non dimentichiamo infatti che il mondo della finanza oggi poggia su basi molto relative, ovvero su un elemento, la FIDUCIA. Se si sgretola la fiducia, che ne sarà delle banche e dell’economia in generale, visto che oggi, non dimentichiamolo mai, i derivati pesano per circa 10 volte il PIL globale?

Bzzz bzz…. Sento delle onde radio in arrivo dai lettori che dicono “ Ma come! Danilo DT si è sempre detto un convinto Europeista e ora se ne esce con un discorso del genere?”
Risposta: la mia view non è cambiata. Ma ciò che (finalmente) è cambiata è l’ EVIDENZA (ormai talmente chiara e palese che gli stessi tedeschi non possono non considerarla) di un progetto fallace e mal architettato, un colabrodo che non può avere un futuro se non si corre rapidamente ai ripari.

new-euro-noteIo molto spesso ho spiegato come è importante, soprattutto alla luce di quanto visto in queste settimane, RIVOLUZIONARE l’Euro se gli si vuole dare un futuro. E’ necessario per il bene di tutti, per evitare che domani ci si ritrovi con un’altra Grecia. Senza poi dimenticare che, a partire dal 2017, quell’Altra Grecia potrebbe essere proprio l’Italia…

Perché 2017? Perché prima o poi finirà la protezione della Bce con il suo QE… E a quel punto che succederà? E se poi aumentano i tassi? E se il debito pubblico continuerà ad aumentare in questo modo? E se la ripresa non arriva e il rapporto debito/PIL e deficit/Pil non rispetterà le previsioni? Ma questa è un’altra storia.

Bisogna rifare i trattati, e ripartire (qui SI che bisogna farlo!) QUASI da ZERO. Abbiamo il collante della moneta unica. Ma tutto il resto deve essere rivisto. Tutto, sempre che si voglia ancora tendere all’Unione Europea.

Ma la Germania vuole ancora l’Unione Euroepa?

Lasciamo da parte per un attimo la Grecia, i suoi problemi , il sempre e comunque presente rischio di Grexit nel medio termine e l’incredibile “scoop ” di Kathimerini, il giornale greco, su cosa ha previsto come “Piano B” Bruxelles (CLICCATE QUI e stropicciatevi gli occhi).Non so voi, cari lettori, ma da quanto sta capitando mi sembra abbastanza evidente che la Germania, dopo tante parole inutili, ha messo a nudo la sua vera indole, in modo quasi inequivocabile. Praticamente, ciliegina sulla torta, dopo aver più volte celebrato l’indissolubilità dell’Euro, ha praticamente dato il “ben servito” ad Atene dopo l’affronto del referendum di Tsipras.
Sia ben chiaro, non voglio difendere la Grecia perché è indifendibile sia per quello che ha fatto e per come è stata gestita, ma sto solo cercando di analizzare gli ultimi fatti.
Si sono praticamente create due fazioni: da una parte quella filo-germanica, con appunto Germania, Paesi Bassi, Belgio, Austria e Finlandia. Dall’altra parte invece troviamo paesi come Italia, Francia, Spagna. Ok, non saranno il massimo della solidità e della forza economica, ma almeno hanno un’idea di Europa “differente” rispetto alla precedente fazione.

E se fosse Gerxit (uscita della Germania dall’Euro)?

euro-sgonfiamentoQuale potrebbe quindi essere una soluzione SE non si arriva in tempi RAPIDI ad un accordo che porti ad una NUOVA Eurozona con vantaggi notevoli anche per il Bel Paese?
Ne ho parlato già in passato e ve lo ripropongo. No Italexit, ma Gerxit.
In altri termini, se un progetto di Europa Unita non piace alla Germania, che sia la Germania stesa a farsi da parte.

Se esce la Germania (assieme ai suoi fidi stati satellite prima citati) si potrebbero formare due nuovi blocchi. Da una parte un Eurozona più “vip” con una valuta tipo “marco tedesco” e dall’altra un nuovo progetto di Eurozona.
Le conseguenze per la Germania politicamente potrebbero essere importanti.

Cari tedeschi, volevate dominare? Eccovi serviti, vi siete lasciati dietro gli anelli deboli e ora potrete fare ciò che volete.

Poi dal punto di vista economico, col “super Marco”, ci sarebbe da ridere…anche se per loro, un aggiustamento delle partite correnti è necessario. Il Super Marco fungerebbe da “equalizzatore”. Non dimentichiamo infatti che il disavanzo della Germania, dopo la crisi Grecia, ha raggiunto un nuovo massimo pari a € 215.300.000.000.

Dite che i tedeschi potrebbero anche avere delle conseguenze negative da questo passaggio. Vero, ma scusate, hanno goduto dell’Euro debole fino ad oggi… Il pericolo maggiore per loro sarebbe per le banche e le assicurazioni, le quali potrebbero ritrovarsi con dei grossi problemi di valutazione degli asset in pancia che, causa motivi valutari, subirebbero una forte svalutazione. Ma è anche vero che, in questo caso, potrebbe intervenire lo Stato tedesco che andrebbe ricapitalizzare e magari nazionalizzare (cosa che doveva essere fatta anche ad Atene) gli istituti di credito più in difficoltà.

Target2: restano sempre ampi i margini di miglioramento…

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E per l’Italia? Beh…i vantaggi sarebbero innegabili. Il Nuovo Euro subirebbe una bella svalutazione, una panacea per le nostre esportazioni. Finalmente si potrebbe ragionare un’Unione più vera, con forti impegni di condivisione a livello politico e fiscale, iniziando a delegare importanti poteri al parlamento Europeo e mirando ad un obiettivo: un modello federale che si avvicini a quello USA, senza chiaramente eguagliarlo in quanto ci vorrà del tempo.
Forse sarebbe un’Europa più “mediterranea”, meno forte rispetto a prima ma certamente più vera ed unita anche dal punto di vista culturale e di mentalità.

Quindi senza neanche volerlo, sarebbe una soluzione che alla fine potrebbe portare vantaggi a tutti e rimettere ordine. Ovvio, questo è un processo che necessita di tempo e di una chiara e trasparente organizzazione. Ma questo è il momento giusto per fare delle scelte. Ora o mai più, altrimenti l’unica alternativa è l’Euro-sfaldamento.
Politici dell’Eurozona, prendetene atto.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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