Dove sono finiti i soldi spesi per SALVARE la GRECIA?

Pubblicato 14 Luglio 2015 Aggiornato 15 Luglio 2015 09:57

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Nell’arco di pochi anni, la Grecia ha ottenuto il terzo pacchetto consistente di aiuti (con tutti i benefici di inventario). E’ diventato luogo comune dire che i soldi elargiti sono indirettamente finiti nelle casse delle banche tedesche e francesi. Mi spiace, non è assolutamente vero. Leggete e capirete in QUALI banche sono finiti…con tanto di finale a sorpresa.

La Crisi Grecia, come detto, non è ancora risolta. Il passaggio dell’approvazione al Parlamento NON solo greco, come spiegato QUI, è più che una formalità.
La cifra messa a disposizione della Grecia, pari a circa 85 miliardi di Euro, è decisamente importante ma per certi versi necessaria se si vuole rattoppare la situazione, SENZA ahimè risolverla.

Il motivo di questo mio ragionamento è di una banalità enorme ma è anche molto trasparente. Signori, stiamo parlando di un paese che ha un PIL praticamente insignificante per l’Eurozona (nemmeno il 2%) e che è stato falcidiato dalla crisi economica e dall’austerity. Questo PIL oggi è pari a circa 237 miliardi di Euro. Concedere aiuti per 85 miliardi di Euro significa un sostegno pari al 36% del PIL prodotto. Domanda: secondo voi come lo ripagheranno? Ah già… c’è il nuovo fondo di garanzia che vale 50 miliardi. Quel famoso contenitore che mira a “confiscare” asset greci per una percentuale pari a circa il 21% del PIL attuale.

Grafico PIL Grecia

A conti fatti a garanzia quasi 1/4 del PIL greco
A conti fatti a garanzia quasi 1/4 del PIL greco

Grafico già proposto ieri ma voglio sottolineare la cosa. Questi numeri, ovviamente fanno rabbrividire e mettono in modo estremamente evidente il fatto che la Grecia non ne verrà di certo fuori se non spolpata e ridotta ad una triste provincia dell’Unione Europea, o forse della Germania.

No dai, non abbassiamoci a certi generalismi, se ne fanno già troppi. Cerchiamo invece di capire veramente DOVE vanno questi soldi. Nel dettaglio, questo ultimo salvataggio ve l’ho spiegato QUI. 
Tutti però si chiedono chi saranno gli EFFETTIVI beneficiari di questi nuovi finanziamenti. E’ quindi giusto che i soldi servono sempre e SOLO per salvare le banche?

Questa volta, proprio come nel bail out del 2010 e del 2012, bisogna fare dei distingui e mettere nero su bianco la verità che spesso viene trascurata e oscurata dalle parole inutili. I soldi NON sono finiti tutti per salvare le banche tedesche, sia ben chiaro. La maggior parte sono finiti al Governo il quale se poi li ha usati per rafforzare il sistema bancario o per pagare baby pensioni o chissà cosa, questo non lo sappiamo. E poi tantissimi soldi sono finiti si alle banche, ma a quelle GRECHE. Molto utile in questo caso rilegger e l’analisi di Nicola Borri e Pietro Reichlin .

PRIMO ROUND

Utilizzando i dati della Bank of International Settlements (Bis)

[…] alla fine del 2009, il debito pubblico greco collocato presso investitori esteri era pari a 68 miliardi di euro. Alla fine del 2011, quindi dopo il primo bail-out, la cifra si era ridotta a 30 miliardi. Dunque, circa il 35 per cento dei complessivi 110 miliardi del primo bail-out è stato utilizzato per ripagare i creditori esteri. E il rimanente 65 per cento? Circa 15 miliardi sono finiti nelle casse delle banche greche e i restanti 57, poco meno del 30 per cento del Pil, in quelle del governo greco.

Fatevi due conti: la maggioranza del denaro è finito al Governo e non alle banche. Inoltre analizzando i dati risulta che…

[…] Se applichiamo alle banche tedesche e francesi la stessa proporzione tra crediti verso il governo e i privati che vale per il totale dei creditori esteri, si arriva a una esposizione, nei confronti del debito pubblico di Atene, rispettivamente di 16 e 25 miliardi. Quindi è lecito ipotizzare che nelle casse delle banche tedesche e francesi siano finiti, rispettivamente, 9 e 14 miliardi del piano di salvataggio, ovvero, rispettivamente, solo 0,8 e 1,2 per cento del totale dei loro crediti esteri.

Sfatato per questo salvataggio il MITO delle banche mangiatutto. Meglio dire che il Governo ha fatto FORTEMENTE la sua parte.

SECONDO ROUND

Nel caso del secondo salvataggio, ecco quali sono i numeri che forse a tanti lettori sono sfuggiti e anche a MOLTI politici che usano il “rumore” delle notizie per fare propaganda fine a se stessa. E che sia BEN chiaro, non ho NESSUN interes se a difendere le banche, anzi! Chi mi segue da più tempo avrà letto in passato articoli non certo teneri soprattutto su certi istituti di credito…

[…] Nel 2012 la Grecia beneficia di un secondo bail-out. Questa volta, il governo greco riesce a imporre un haircut sul debito pari al 52 per cento del valore nominale. Nel frattempo, l’esposizione delle banche europee nei confronti del governo greco era diminuita rispetto al 2010, ed era pari a circa 60 miliardi. Quindi, l’haircut sul debito ha comportato una perdita di 30 miliardi rispetto al valore nominale. Anche le banche greche sono state vittime del taglio del debito, perdendo 22 miliardi, subito però ripianati dal governo greco grazie a un prestito dal fondo salva-stati (Efsf). […]

A parte il fatto che già leggendo questi numeri si capisce il forte insuccesso per primo salvataggio. Ma tant’è… Nel 2012 invece assistiamo ad uno switch del debito pubblico. Interviene il fondo EFSF e quindi il debito viene “condiviso” alla comunità internazionale. Ma chi ne ha beneficiato? Le banche tedesche e francesi? Risposta sbagliata: le banche GRECHE. Invece quelle di Parigi e Berlino hanno perso fior di quattrini.

[…] Queste banche, principalmente francesi e tedesche, avrebbero “evitato” perdite per 40 miliardi nel 2010 (che si sarebbero verificate sotto l’ipotesi di default completo) per poi perderne circa 30 due anni dopo. Una differenza, 10 miliardi, relativamente modesta, e che corrisponde a un limite massimo in quanto calcolata senza tenere conto che l’allungamento delle scadenze ha comportato un haircut maggiore in occasione del secondo salvataggio. […]

Morale: in questi due ROUND che vi ho spiegato è EVIDENTE che i salvataggi alla Grecia non sono andati a finire nelle tasche delle banche di Francia e Germania ma sono finiti al sistema bancario Greco e al governo. Entrambi hanno fatto il possibile per gestire al peggio gli aiuti e su questo non si discute.
Io non leggo di particolari favori al sistema bancario francese e teutonico. Nel primo e nel secondo round, sommando le cifre, otteniamo che delle cifre elargite, il 48% è servito per pagare interessi e capitale sul debito esistente e il 19% per ricapitalizzare le banche greche. Questo grafico illustra in modo esaustivo questo ragionamento.

Dove sono finiti i soldi dei precedenti salvataggi?

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TERZO ROUND

Riprendiamo cosa ho scritto ieri.

Sono stati messi sul piatto circa 86 miliardi che verranno elargiti dal fondo salva stati ESM. 25 di questi si utilizzeranno per ricapitalizzare le banche almeno in un primo momento.. Previsto poi 50 miliardi che faranno parte di un fondo per le privatizzazioni. […]Una volta fatte le privatizzazioni, i fondi ottenuti saranno diretti per 25 miliardi alla ricapitalizzazione del sistema bancario, che verranno “salvate” già prima dall’ESM. Tutto ciò che rimane (25 miliardi ovvero la metà) verranno destinati per il 50% agli investimenti strutturali (12.5 miliardi saranno sufficenti?) e l’altro 50% per ridurre il debito. […] Possibile un prestito ponte per pagare le incombenze di breve (leggasi debiti a BCE). […]

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Non mi sembra di vedere grossi numeri a favore delle banche extra Grecia. Mentre è indiscutibile un fatto: lasciando da parte la gestione governativa fallace, è evidente che le banche greche hanno polverizzato una quantità di denaro impressionante, senza però mai migliorare i loro numeri e, cosa ancor più grave, come ricorda Zingales in un recente articolo apparso su LaVocesenza diventare nazionalizzate o se preferite Europeizzate.

Quindi perché le banche GRECHE, in tutti questi salvataggi sono rimaste sempre private? Come mai invece non sono diventate pubbliche? Semplice: il potere di queste e le loro priorità SUPERANO quelle del Governo e dei contribuenti.

Quindi, bando alle false verità. Le banche francesi, italiane, e sopratutto tedesche avranno ottenuto qualche piccolo vantaggop dai vari bail out ma è altrettanto giusto dire che ci hanno anche rimesso fior di quattrini. Questo grafico, che contesta i miei ragionamenti, illustra un quadro più “acido” verso le banche europee in quanto le considera come beneficiarie del salvataggio, sia in un primo tempo quando è stato “switchato” molto debito bancario in debito pubblico, e poi nei vari salvataggi di quest’ultimo. Non ho in questa sede gli strumenti per poter avvalorare tale tesi in modo preciso.

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€58,2 billion (28,13%) were used to recapitalise Greek banks – instead of restructuring the too big and moribund sector in a sustainable way and letting the banks’ owners pay for their losses.

€101,331 billion (48,98%) went to creditors of the Greek state. €55,44 billion of these were used to repay maturing government bonds – instead of letting the creditors bear the risk for which they had received interest payments before. Another €34,6 billion served as incentive to make creditors agree to the so-called “haircut” in March 2012. €11,3 billion were used in a debt buyback in December 2012, when the Greek state bought back almost worthless bonds from its creditors.

€43,7 billion (22,46%) went into the national budget or couldn’t be definitively attributed.

€0,9 billion (0,43%) were used as Greek contribution to the new bail-out fund ESM. (Source) 

Chi invece ha ottenuto tantissimi aiuti e se li è polverizzati tutti sono state le banche della GRECIA. ATTENZIONE PERO’: una volta concessi i denari resta un misteo che fine hanno fatto i quattrini. Anche nei commenti qui sotto riportati sembra abbastanza palese il fatto che quei soldi, non essendosi volatilizzati e tantomeno polverizzati TUTTI in NPL, forse sono stati utilizzati dalle stess banche greche per pagare debiti verso estero. Quindi a favore di altre banche. E in questo caso ecco che entrano in gioco le banche che avevano una maggiore esposizione nei confronti degli istituti ellenici. Ne abbiamo la matematica certezza? Purtroppo no, ma se i numeri non ci aiutano in modo chiarissimo, il quadro di fondo sembra abbastanza ben delineato.

Il grafico che vi propongo è del BIS e quindi affidabile ed illustra l’esposizione europea nei confronti della Grecia nel 2011

Countries-most-exposed-to-Greece-bank-govMa sopratutto guardate il “cambiamento” del quadro dell’esposizione in questo grafico

debito-grecia-esposizioneClamoroso il passaggio dal 2009 al 2012. Ed è altrettanto OVVIO che il terzo bailout servirà nuovamente per pagare i debiti, sopratutto nei confronti delle istituzioni internazionali.

creditori-grecia-debitoMa torniamo alla questione di cui vi parlavo prima.Il che rende ancora tutto più assurdo.

Domanda: vi risulta che si parli, nel TERZO ROUND di nazionalizzazione degli istituti di credito, o ancor meglio di Europeizzazione?

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Danilo DT

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