ADDIO rialzo dei tassi, cara FED…
Il recentissimo dato sul costo del lavoro USA toglie ogni dubbio sulla possibilità di un aumento dei tassi di interesse a settembre. E questo dato sommato a PIl e inflazione…
Quando parliamo di tassi di interesse e della possibilità che gli stessi vengano alzati dalla FED,occorre fare delle distinzioni. Una cosa sono le dichiarazioni della FED, con tutto quanto ne deriva per la gestione della psicologia e della volatilità del mercato. Un’altra è alzare realmente i tassi di interesse.
Credo che avrete avuto modo di leggere circa 1000 volte tutte le motivazioni che continuano a mantenermi dubbioso su un possibile aumento del Fed Funds Rate.
Riprenderei per l’occasione un mio post datato 17 luglio (che vi consiglio di leggere cliccando sulla data, anche alla luce di quanto sta accadendo) dove scrivevo…
Questi sono i tre indicatori che io monitoro per cercare di “tastare” il polso alla FED.
a) Livello aumento retribuzioni ( lo dico sempre, i salari sono la chiave fondamentale per leggere in anticipo un aumento dell’inflazione “che conta”. Se notate addirittura le retribuzioni, in verde, sono scese)
b) Previsione PIL USA (l’area di alert è oltre il 2.5% , ora siamo in area 2.30% con trend discendente quindi NON in area di pericolo)
c) Tasso proiezione inflazione 5yr5yr (inflazione prevista tra 5 anni sui 5 anni successivi). Siamo in area 2.36% quindi oltre il 2%. Dovrebbe essere un’area di pericolo ma in realtà siamo BEN al di sotto dalla media storica (area 3%) e sopratutto siamo in trend discendente
Allora, facciamo ordine…
Partiamo dal punto c)
Tasso proiezione inflazione 5yr5yr
Il grafico riprende anche il tasso dell’Eurozona che ovviamente non ci interessa e che comunque mette in fuga qualsiasi ipotesi di rialzo dei tassi per i prossimi 12 mesi.
In questo ambito prendiamo in esame il tasso proiezione inflazione 5yr5yr degli USA. Siamo a 2.29%. NON è un’area di rischio. [ZIRP 1 – HIKE 0]
Ora il punto b)
Previsioni su PIL USA
All’indomani della seconda seduta consecutiva in rialzo, Wall Street si prepara a un avvio delle contrattazioni in leggero ribasso. E’ quello che suggerisce l’andamento dei future, che restano in calo dopo la diffusione del dato sul Pil del secondo trimestre, cresciuto del 2,3% rispetto allo stesso periodo … (Source)
(segue grafico in fondo ) [ZIRP 2 – HIKE 0]
Infine il punto a), di recentissimo aggiornamento.
US Employment Cost Index
Wages and salaries in the U.S. rose in the second quarter at the slowest pace on record, dashing projections that an improving labor market would boost pay.
The 0.2 percent advance was the smallest since records began in 1982 and followed a 0.7 percent increase in the first quarter, the Labor Department said Friday. The agency’s employment cost index, which also includes benefits, also rose 0.2 percent in the second quarter from the prior three months. (Source)
PEGGIOR DATO DAL 1982. Su base annua si traduce in una brusca inversione di tendenza ed un dato che è pari al 2%. Come vedere le rilevazione precedente era in area 2.6%, quindi molto superiore. [ZIRP 3 – HIKE 0]
Grafico FINALE
L’ho chiamata la “regola del 2.50%”. Sono i cosiddetti “requisiti minimi” che considero necessari per poter giustificare un rialzo dei tassi. Il risultato calcistico non dà scampo a dubbi, un 3-0 netto e rotondo. Il dato sul costo del lavoro uscito oggi, toglie poi qualsiasi dubbio. Rialzo a settembre? Ma per favore….
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