CLAMOROSO: scoperto il motivo del crollo della borsa CINESE

1 Settembre 2015 08:25

Chinese economy background

Inutile cercare di capire cosa sta accadendo sui mercati finanziari. Superfluo addentrarsi all’interno della macroeconomia e cercare di scovare i punti bui e le grosse voragini che si stanno creando all’interno del sistema economico cinese. Tuti pensavano che la Cina avesse una serie di problematiche strutturali molto serie che avevano portato la borsa a crollare, delle giustificazioni che spiegassero il perché del sell offe delle ultime settimane di listini come lo Shanghai Index o lo Shenzhen.
Anche qui su I&M abbiamo speso ore di tempo in post e commenti per poi parlare di aria fritta.
Si perché di aria fritta si tratta, visto che oggi è stata ufficializzata la causa del crollo della borsa cinese, e sinceramente quando l’ho scoperto, mi sono fustigato e inginocchiato sui ceci per punizione in quanto avrei dovuto sospettarlo… Ma non ci ero arrivato.
Leggete qui…

Il colpevole si chiama Wang Xiaolu. E’ lui che ha fatto crollare a più riprese le borse asiatiche, trascinando giù lunedì scorso anche tutti i listini occidentali. Non il rallentamento dell’economia cinese, il timore che la transizione da un modello di crescita basato su investimenti ed esportazioni a uno centrato sui consumi interni fallisca e l’incapacità di Pechino di mettere in campo contromisure adeguate. Né i dubbi sull’efficacia degli interventi delle banche centrali di Ue e Usa. Mentre il premier Li Keqiang continua a ostentare ottimismo sulle magnifiche sorti del miracolo economico cinese, il governo della Repubblica popolare ha trovato il suo capro espiatorio: Xiaolu, giornalista per il magazine economico Caijing. L’unico mezzo di informazione del Paese ad aver dato notizia delle turbolenze sui mercati mentre Il quotidiano del popolo, voce ufficiale del Partito comunista, preferiva dar spazio ai preparativi per la parata del 3 settembre e allo sviluppo del Tibet.
Xiaolu è stato arrestato, spiegano i media statali, con l’accusa di aver “costruito ad arte e diffuso false informazioni sui titoli azionari e il mercato dei futures”. Le sue colpe le ha confessate lui stesso in diretta nazionale dagli studi della tv pubblica Cctv, questa mattina: “Ho ottenuto notizie da conversazioni private, quindi in un modo non è normale, e ho aggiunto il mio giudizio personale e opinioni soggettive per completare la storia. Non avrei mai dovuto pubblicare l’articolo, che ha avuto un forte impatto negativo sul mercato in un momento così delicato. Non avrei dovuto farlo solo per attirare l’attenzione, causando al Paese e agli investitori una così grave perdita. Sono molto dispiaciuto (…) e voglio confessare il mio crimine“. (..) (Source)

Avete capito? E’ solo tutta colpa del signor “Caprio Espiatorio” Wang Xiaolu, fautore di un crollo indiscriminato che ha portato i mercati a “bruciare” (come si dice spesso) tantissimi miliardi di dollari USA in capitalizzazione.

Shanghai Index

shanghai index

(…) Oltre a Wang, nel mirino sono finiti Xu Gang, direttore della maggiore banca di investimento del Paese Citic Securities, accusato insieme ad altri manager dell’istituto di insider trading, e alcuni Ouyang Jiansheng, ex-dirigente della China Securities Regulatory Commission (omologo della Consob), e Liu Shufan, capo divisione dello stesso ente. Anche Shufan ha confessato in diretta tv, raccontando di aver sfruttato notizie riservate per arricchirsi con la compravendita di azioni. (…)

Ovviamente nell’introduzione del post abbiamo scherzato. Però è veramente ridicolo e incredibile (non pensavo arrivassero a questo) quanto è successo. E soprattutto pensare che il mercato e i cinesi la bevano. Intanto però la Cina ha necessità che siano proprio i cinesi i primi a crederci, per evitare ulteriori sell off. Ma dall’estero ovviamente ci sono solo sonore risate e ulteriore preoccupazione per un mercato che ormai non solo è di regime, non solo NON è libero ma ormai è una vera BARZELLETTA. E ditemi voi… con che spirito un istituzionale o un investitore potrebbe ancora investire in queste aree?

(…) Sullo sfondo restano poi i dubbi sull’attendibilità dei dati ufficiali diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica: l’Economist si spinge ormai a scrivere che “la rivendicazione del governo che l’economia procede al ritmo del 7%, mai del tutto credibile, oggi suscita derisione“. (…)

Era ovvia la reazione dell’Economist. Ma è preoccupante la politica del “caprio espiatorio” attuata dal governo per giustificare il crollo della borsa. E permettetemi, non vi sembra veramente l’ultimo atto di teatrino che non può che avere un esito drammatico?

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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