FOMC: ancora nulla di fatto. Ma ATTENZIONE ai messaggi lanciati dalla FED

17 Settembre 2015 23:40

Federal-Reserve-Building-rate

Il tormentone dei tassi è terminato dopo il FOMC di ieri sera? Ma neanche per sogno, visto che le cose sono andate esattamente come abbiamo più volte ipotizzato sul blog I&M.
Provate a riprendervi le parole di Janet Yellen e ne avrete la prova.

Alla fine la FED ha fatto quanto pensavamo. Il rialzo dei tassi di interesse non c’è stato ed è arrivato un rinvio, forse ad ottobre. Una scadenza non così remota e teoricamente insignificante dal punto di vista temporale.
Quindi, tanto per capirci, se la FED voleva alzare i tassi, perché aspettare ad ottobre e non alzarli a settembre? Semplice, non è una questione di reale utilità ma di gestione psicologica della questione.

Con il rimando, la FED ha accontentato i vari organismi internazionali che chiedevano a gran voce il rinvio. WB, BIS e FMI erano tutti d’accordo, meglio un rinvio per il bene dell’economia globale. Ma la Yellen non deve curare l’economia USA innanzitutto? Non è una chiara dichiarazione di NON indipendenza?
Tutto dipende da come viene giustificato il rinvio.
Ma andiamo con ordine.

Fed_cartoon_tassi_aumentoSe da una parte la ripresa degli Stati Uniti appare ormai (apparentemente) solida e credibile, tanto da poter reggere e giustificare un aumento del costo del denaro (lasciando da parte un’inflazione sotto al target del 2%), dall’altra bisogna ammettere che i mercati non si trovano in una condizione di tranquillità.
Ecco quindi la prima giustificazione: la FED preferisce non alzare con una volatilità che tende ad essere pericolosamente elevata. Sbaglio o…ne parlavamo qualche ora fa? (Cliccate qui).
Inoltre ci sono i mercati emergenti. Ma attenzione, la Yellen non ha detto che NON alza i tassi per sostenere le economie emergenti. Se lo avesse detto sarebbe stato un errore madornale. Dice invece che in eventuale aumento dei tassi avrebbe portato ad una nuova fuga di capitali da quei paesi ed indirettamente un esagerata rivaluazione del Dollaro USA; che avrebbe messo in difficoltà l’economia USA:
Due piccioni con una fava.

“La preoccupazione per la Cina e i mercati emergenti ha portato volatilita’ sui mercati e, date le significative interconnessioni tra gli Usa e il resto del mondo, la situazione va osservata con atteanzione” (…) “il primo rialzo dei tassi sara’ opportuno una volta che avremo visto ulteriori miglioramenti sul mercato del lavoro e l’inflazione sara’ tornata a crescere'”.

Credo che i dati sul lavoro sono già fin troppo positivi. Invece sull’inflazione c’è ancora molta strada da fare. Ma quello che ho ipotizzato da tempo e che la Yellen ha fatto percepire chiaramente stasera, è un fatto: la politica monetaria USA non subisce una violenta inversione, ma vivrà una fase di “dolce transizione”. Quindi OK ad un primo rialzo ma dopo, si vedrà.

FED: tassi di interesse confernati
FED: tassi di interesse confernati

E’ una cosa positiva questa? Per certi versi si perché lascia la speranza di un ulteriore intervento sui tassi in data remota. Ma dall’altra parte mette a nudo quello che, secondo me, nasconde un problema enorme: siamo onesti, la FED NON ha una strategia sui tassi. Vive alla giornata, ormai succube di quel mostro che ha generato negli ultimi anni. Una bolla di liquidità che, non lo ammetta chiaramente ma lo si capisce; alla fine ha drogato l’economia ma senza fornirla di quelle basi necessarie per poterla definire solida.
Infatti se così non fosse, la FED avrebbe alzato e tutto sarebbe stato “naturale”.
Invece qui di naturale c’è poco visto che la finanza ha preso il dominio della scena.

“Dopo il primo rialzo dei tassi di interesse, la politica monetaria della Federal Reserve restera’ molto accomodante per un po’ di tempo. E rimane la possibilita’ che il primo ritocco avvenga in occasione del direttivo di ottobre”

Timing-fed-rialzo-tassi

E a ottobre cambierà qualcosa? Forse si, alzerà il tasso di 0.25%, il che cambierà per nulla il quadro macro. Ma in quell’occasione la FED saprà essere più chiara su cosa vuol fare? Ci illustretà una strategia più netta e trasparente?

No, non lo potrà fare perché non ne ha la possibilità, in quanto la FED “subirà i mercati e gli eventi”. Segnale di debolezza? Sicuramente. Segnale di mancanza di indipendeza? Per certi versi si. Segnale di fallimento del QE? Questo non lo possono dire apertamente. Possono solo fare il possibile nel gestirlo. E in che modo? Appunto, navigando a vista.

Se ci pensate un attimo, gli elementi per far perdere la fiducia nella FED ci sono tutti, come non mancano i fattori che mettono a nudo il rischio di ritrovarsi un giorno in un mercato che la potente banca centrale americana non saprà o non potrà più controllare.
Ma i mercati, oggi non hanno alternative. Devono accettare questo giochino, anche se iniziano ad interrogarsi su come stanno realmente le cose.
Guardate la borsa di stasera. Alla fine era come se non ci fosse una logica, una nave che naviga in un mare senza bussola. Quello che per certi versi sta facendo la FED: Ma non diciamolo troppo forte, rischia di diventare destabilizzante.

Il nuovo Dot Plot
Il nuovo Dot Plot

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Danilo DT

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