ITALIA: i mirabolanti calcoli previsionali per i conti pubblici

20 Ottobre 2015 09:30

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Benvenuti all’ennesima puntata della trasmissione “La matematica può diventare un’opinione”.
A volte mi stupisco persino delle qualità oratorie dei politici che cercano di poter rendere credibile qualsiasi ragionamento e previsione.
Siamo d’accordo che il Governo Renzi qualcosa sta facendo, è certo che il Jobs Act ha mosso le acque, ma è anche vero che la fase congiunturale ci sta aiutando. Le commodity ai minimi ed un Dollaro USA forte (che rende appetibili le nsotre merci) hanno sicuramente dato un quid in più alla nostra crescita economica. Però non possiamo negare che, malgrado tutto, qualche miglioramento che va “oltre” a queste logiche non solo locali, c’è stato.

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Ho provato a dare un’occhiata alle previsioni del nostro Governo, e nella fattispecie alla tabella che poi ho provveduto anche a “twittare”  avente come oggeto le “Previsioni per i conti pubblici dell’Italia”, slide che vi ripropongo qui sotto.

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Fonte: IlSole24Ore

C’è poco da fare, il quadro che ne deriva è molto interessante. Malgrado un PIL previsto stabile in area 1.3-1.5%, e malgrado un rapporto deficit/PIL che parte da un -2.6% (condivido, per crescere ci vuole un po’ di deficit spending, basta austerity) e che poi arrivera in territorio positivo (auguri) ecco la notizia BOOM che tutti volevano sentirsi dire: Il rapporto Debito Pubblico /PIL collasserà. Si, perché la previsione parla chiaro. 132.8% nel 2016 poi poi tendere a 119.8% nel 2019.
Ma è fantastico!

Innanzitutto un fattore positivo.
Grazie all’ombrello protettivo della BCE e grazie a QE e alla sua politica monetaria espansiva, il costo del nostro debito pubblico ha raggiunto il minimo storico assoluto. E questa è una GRANDE notizia. Pensate che quest’anno, raccogliere denaro fresco è costato all’Italia il ridicolo (permettetemi) tasso dello 0.7%-0.75% contro il già minimo storico registrato l’anno scorso, pari a 1.35%.

Quindi il costo del debito non avrà un impatto devastante sul rapporto debito pubblico/PIL. Ma come giustificare il crollo di tale rapporto? Che i tassi diventino fortemente negativi tanto che comprare un BTp obblighi un risparmiatore a PAGARE allo Stato per il servizio di custodia del denaro un tasso fortemente negativo come in Svizzera o in Germania?
Non credo sia fattibile.

Ah ma certo! C’è il fattore che diventa una benedizione per chi è iperindebitato! E’ l’inflazione! Quindi, anche se in modo poco credibile, lo Stato potrebbe aver ipotizzato un periodo di iperinflazione che aiuterebbe non poco ad abbattere il debito pubblico. Poi però si va a vedere e si scopre che il Governo Renzi va a scontare per il nostro paese il credibile tasso inflazione pari a circa l’1.1%, ben al di sotto del target BCE che, ricordiamolo, è al 2%.
Quindi matematicamente i conteggi del Governo non stanno in piedi.

Parlavo di previsione di tasso inflazione. E’ credibile in quanto con una frenata Cinese, un raggiungimento di un top del ciclo economico per gli USA, gli effetti del dieselgate per la Germania (al momento non percepibile), un evidente fase di difficoltà per i mercati emergenti, non si può pensare un tasso inflazione “galoppante”. E tantomeno possiamo illuderci di una crescita economica troppo virtuosa.
Eccovi l’ormai nono Eur Inflation Swap 5y5y, ovvero il tasso inflazione previsto tra 5 anni per i 5 anni successivi. Insomma, una previsione di tasso inflazione a lungo termine. Come vedete anche in questo caso, le previsioni distano non poco dal famoso 2%.

Eur Inflation Swap 5y5y

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sapete tutti benissimo che un tasso inflazione “importante” può aiutare (e non poco) chi ha contratto molti debiti. L‘inflazione è l’unico rimedio possibile per “mangiare” il debito senza provocare i disastri che hanno invece generato le politiche di austerity fine a se stesse. Con una inflazione al 4% l’erosione sarebbe sempre e comunque moderata ma, di certo, darebbe una mano senza essere troppo traumatica per il sistema economico. Ma ahimè la BCE non accetterebbe mai un tale tasso inflazione.

Si tenga conto che, tra l’altro, facendo ripartire l’economia, il rapporto debito pubblico/PIl chiuderebbe anche grazie alla crescita del Pil stesso, ma questo non basta. Ora capite benissimo che un tasso inflazione molto basso è un disastro per chi è molto indebitato. Quindi come arrivare a certi calcoli previsionali per il rapporto debito pubblico/PIL?

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Danilo DT

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