BCE: si prepara un maxi taglio dei tassi sui depositi
I mercati già si sono mossi. La forward guidance di Mario Draghi ha come sempre alimentato la speculazione e la voglia di rischiare degli operatori. Dicembre non è poi così lontano. Il giorno 3 sarà quello della verità e in molti si aspettano un potenziamento del QE Europeo.
Un recente report di Reuters in stile Wikileaks illustra un chiaro intento, da parte della maggioranza del Board BCE, ad aumentare la presa di posizione sui tassi di deposito.
Quindi, sembra che la Bce voglia prendere esempio da banche centrali come quella svizzera o da quelle nordiche, e portare il tasso dei depositi presso la BCE stessa, molto al di sotto dell’attuale quota che, ricordiamolo, è già negativa (-0.2%).
Paesi come Svizzera e Danimarca sono a livelli ben più bassi (area -0.75%) e non si esclude un avvicinamento a tali quote. Certo, non in un solo colpo, ma un ulteriore -0.15 fino ad -0.30% ulteriore non si può escludere.
A consensus is forming at the European Central Bank to take the interest rate it charges banks to park money deeper into negative territory in December, four governing council members said, a move that could weaken the euro and push up inflation. Some argue that a deposit rate cut should even be larger than the 0.1 percent reduction currently expected in financial markets, the policymakers said. (…) (RTRS)
Ma attenzione. Non sottovalutiamo l’intraprendenza di Draghi. Lo stesso report di Reuters ci racconta che addirittura sono 20 le opzioni sul tavolo della BCE. Insomma, Draghi ha scoperchiato tutti i cassoni di munizioni e le ha messi sul tavolo. Si vuole giocare ad armi scoperte ed ora sta al board BCE la decisione sul come comportarsi.
The ECB is working with around 20 different action proposals, mostly relating to asset purchases, and its committees are expected to narrow down the options in the weeks leading to the December rate meeting after circulating them among the euro areas 19 central banks, a source familiar with the situation said.
Gli effetti? Innanzitutto sulle banche che ovviamente si vedrebbero ridurre ulteriormente i margini dalla loro attività tradizionale (negoziazione del denaro). Teoricamente poi gli istituti sarebbero disincentivati a depositare i soldi in BCE, in quanto il costo sarebbe insostenibile. Quindi che fare? Bisogna investire il denaro altrove. Nell’economia reale? Magari, ma il tasso di insolvenza resta molto elevato. Quindi puntare sulle aziende più solide? Si, ma queste imprese sono antieconomiche in quanto: o non hanno bisogno di finanziamenti, oppure…il prezzo lo fanno loro.
Ma la cosa interessante che queste elucubrazioni le stiamo facendo proprio nel momento in cui Banca d’Italia comunica l’ammontare dei cosiddetti NPL, alias Non Performing Loans, ovvero le soferenze bancarie. Raggiungono i 200 miliardi di euro e sono pari al 13.5%. Con questi numeri, secondo voi, le banche inizieranno a prestare denaro “a pioggia”?

Questo è il quadro dei tassi BCE: vediamo se a dicembre arriverà una ulteriore compressione al ribasso. Il tutto condito da un potenziamento della campagna di acquisti (QE europeo).
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