CINA: economia che si stabilizza e Baltic Dry Index che collassa?
Dopo la grande paura di quest’estate, dove si percepiva il rischio di un collasso del gigante cinese, l’economia di Pechino sembra in fase di stabilizzazione.
Questo per lo meno è quanto si può percepire leggendo gli ultimi dati.
PECHINO (Reuters) – L’economia cinese sta mostrando i primi segnali di ripresa e ci saranno ulteriori segnali positivi nei prossimi mesi a mano a mano che le politiche di sostegno del governo inizieranno a portare i loro frutti. Lo ha detto oggi l’Ufficio Nazionale di Statistiche cinese. In un comunicato pubblicato sul sito dell’istituto, il portavoce dell’Ufficio Sheng Laiyun ha detto che c’è un’alta possibilità che la produzione si sia ripresa a novembre grazie al miglioramento della domanda domestica. Sheng ha ribadito di avere piena fiducia che la Cina possa raggiungere l’obiettivo di crescita di circa il 7% nel 2015.
7% per il 2015?
Utopia pura. Poi per carità, sappiamo tutti benissimo la qualità dei dati in arrivo dalla Cina. Spesso dobbiamo “prenderli per buoni” anche se qualche dubbio viene. E di fatti non mi risulta di essere l’unico “dubbioso”.
Mentre l’economia cinese continua ad affrontare una pressione al ribasso della domanda interna e delle esportazioni, la crescita della seconda più grande economia del mondo potrebbe rallentare ulteriormente il prossimo anno, come ha fatto notare un think tank cinese domenica. La previsione negativa da parte dell’istituto di ricerca economico della Commissione per lo Sviluppo e Riforma Nazionale della Cina e (abbreviato con la sigla inglese NDRC) arriva pochi giorni dopo il nuovo dato della Bank of China, che ha rivisto la sua previsione di crescita per il 2016 al 6,8 per cento – in calo rispetto alla precedente previsione del 6,9 per cento di quest’anno. (…) (Source)
Un calo minimale e quantomai discutibile, vista la relatività dei dati cinesi. Io mi riferisco solo ad un dato che è oggettivo e che forse vale più di mille parole. Torniamo a parlare di Baltic Index.
Baltic Dry Index: minimi da 30 anni!
Un Baltic Dry Index in queste condizioni non è giustificabile e soprattutto non è compatibile con un’economia cinese in fase di stabilizzazione. Il traffico di materie prime è propedeutico ad una fase di stabilizzazione prima e di ripresa poi. Diventa quindi difficile poter immaginare un Baltic Index che continua a scendere in concomitanza con un’economia che invece si stabilizza. Ho paura che i cinesi, tanto per cambiare, non ce la contino giusta.
Riproduzione riservata
STAY TUNED!


