ALERT: PETROLIO, ormai è panic selling (ma occhio agli estremi)

12 Gennaio 2016 10:20

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Ogni scusa è buona per far continuare a scendere il prezzo di Brent e WTI.
Il rallentamento globale, la pressione dell’OPEC, il Dollaro USA, l’arrivo dell’IRAN sul mercato, le esportazioni del WTI, insomma ci sono tante motivazioni che sono anche condivisibili. Ma come sempre poi, la speculazione accelera drasticamente i movimenti dell’oro nero.
Il grafico del WTI è impietoso. Vengono i brividi guardando i massimi raggiunti nel 2008 (area 140 $ al barile) raffrontati ai valori attuali.

Grafico WTI lungo termine

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I minimi in area 40 $ sono già stati polverizzati ed ora il grafico tende a valutazioni ben peggiori. Ma saranno realistiche?
Il primo livello a cui si dovrebbe tendere è quota 19.44$. Impossibile? Per Morgan Stanley questo target è tutt’altro che utopico.

A rapid appreciation of the U.S. dollar may send Brent oil to as low as $20 a barrel, according to Morgan Stanley.
Oil is particularly leveraged to the dollar and may fall between 10 to 25 percent if the currency gains 5 percent, Morgan Stanley analysts including Adam Longson said in a research note dated Jan. 11. A global glut may have pushed oil prices under $60 a barrel, but the difference between $35 and $55 is primarily the U.S. dollar, according to the report. “Given the continued U.S. dollar appreciation, $20-$25 oil price scenarios are possible simply due to currency,” the analysts wrote in the report. “The U.S. dollar and non-fundamental factors continue to drive oil prices.” (Source)

Quindi per MS, per ogni 5% guadagnato dall’USD c’è il rischio di un’ulteriore debacle tra il 10 ed il 25%. Un ragionamento quasi di tipo matematico e che mi sembra un pochino relativistico. Ma si sa, quando i mercati prendono certe direzioni, in molti iniziano a cercare giustificazioni ed iniziano a sparare target a raffica. La storia è piena di episodi simili (ovviamente poi smentiti dalla realtà anche in modo violento).

Ma torniamo al grafico. Dopo il target in area 20$ c’è un ultimo gradino, ovvero quota 11.22$. Siamo all’assurdo? Livelli impossibili? Premessa: NULLA è impossibile sui mercati quindi non illudiamoci troppo, tanto che un’altra grande banca (Standard Chartered) mira proprio a questi target.

Analysts at Barclays, Macquarie, Bank of America Merrill Lynch, Standard Chartered and Societe Generale all cut their 2016 oil price forecasts on Monday, with StanChart taking the most negative view. “We think prices could fall as low as $10/bbl before most of the money managers in the market conceded that matters had gone too far,” StanChart wrote. (Source)

I fondamentali, per carità, non lasciano presagire a nulla di buono. I Dipartimento dell’Energia di Washington stima un calo della produzione negli USA, quindi si va a conferma di un quadro di mercato molto freddo sull’oro nero.
E di certo il comportamento dell’OPEC non aiuta…

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Resta però interessante un fatto. Guardate la curva dei prezzi future per il petrolio. Cosa notate? A parte un evidente contango, ma la cosa anomala è l’estrema distanza del costo dei contratti da qui ad un solo anno. La curva appare molto “impennata” e questo volge a favore del petrolio.

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Questo non è certo un segnale di prossima inversione, ma va solo a testimoniare che sul mercato non tutti la pensano allo stesso modo. Che senso avrebbe pagare 37$ un contratto future scadenza agosto 2016, se ci si aspetta un prezzo pari a 20$ o addirittura a 10$?

MORALE:  Navigare a vista. Mare in burrasca. Entrare oggi e fare performance è solo più una questione di fortuna…

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Danilo DT

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