MARKET ROULETTE: il confronto tra il rosso ed il nero
Facciamo molta attenzione, il mercato continua ad essere in preda ad un grosso sell off. Shanghai Index stamattina ha continuato con il suo downtrend, il prezzo del petrolio colleziona l’ennesima seduta la ribasso, insomma nulla di nuovo sulla carta.
Ma rendiamoci anche conto che questo sell off non è così giustificato, o almeno per il momento non lo è.
Sono d’accordo con voi: siamo all’interno di una pazzesca bolla di liquidità, ci troviamo con una Cina in forte rallentamento ma pur sempre con un PIL che viaggia “ufficiosamente” ben oltre il 6% (e domani sapremo se le stime di +6.8% per l’ultimo trimestre 2015 saranno mantenute), abbiamo gli USA che sono alla fine del loro ciclo economico ma NON sono in recessione, per il momento, le banche centrali hanno perso lo stimolo della FED ma abbiamo la BCE, la BOJ e la PBoC che possono buttare altra benzina sul fuoco. E poi abbiamo le trimestrali: martedì Bank of America, Morgan Stanley, Netflix, Unilever; mercoledì Goldman Sachs; giovedì Verizon, Amex, Starbucks; venerdì General Electric. Insomma da queste trimestrali capiremo molto di più sullo stato di salute dell’economia USA, e dal loro outlook potremo fare delle proiezioni più credibili.
Questi sono solo alcuni aspetti della situazioni e ce ne sono di certo altri molto importanti. Ma questo significa che molto probabilmente il vero sell off non è ancora questo, e mettersi short proprio ora rappresenta, secondo me, più un rischio che un’opportunità.
Dimenticavo il petrolio? Assolutamente no. E’ il nuovo termometro degli equilibri economici, è quello che fa muovere i mercati ed il sentiment degli operatori. E proprio in queste ore stiamo aspettando importanti dati, con la pubblicazione del suo report mensile. il prezzo del petrolio, che verrà guardato anche questa settimana, forse più delle decisioni delle banche centrali: oggi l’Opec pubblica il report mensile. Ma non solo questo. I produttori ormai sono ben coscienti dell’insostenibilità dell’attuale prezzo del petrolio.
Ricordate questa slide?
Persino il Kuwait, il paese teoricamente dove estrarre petrolio costa meno, è abbondantemente fuori dai parametri. E l’Oman? Il principale produttore del Middle East ha un prezzo di break even a 96$ e difatti… è insostenibile. Quindi non sorprende la mossa di iniziare a spingere per cambiare il cartello .
++ BREAKINGNEWS ++ #Oman, largest Middle East producer outside #OPEC, says ready to join #oil cuts with cartel.
— Danilo DT (@intermarketblog) January 18, 2016
Basterà questo? Non dimentichiamoci anche un altro importantissimo fatto storico: IRAN e fine delle sanzioni.
“Il ministero del petrolio, ordinando alle società di aumentare la produzione e ai terminali i prepararsi alle spedizioni, ha dato il via oggi al piano per aumentare l’export di greggio dell’Iran di 500mila barili al giorno“, ha fatto sapere, come riporta Bloomberg, l’agenzia ufficiale iraniana Irna. Il vice ministro del Petrolio, Amir Hossein Zamaninia, ha spiegato che il piano è “tuttora valido” e sarà attuato “in modo da minimizzare l’impatto negativo” sui prezzi del petrolio. (…) (Source)
Alla fine sarà una questione di sentiment e di speculazione. Ma di certo tutto quanto prima detto, comporterà volatilità, e potrebbe succedere di tutto.
Nuovi downtrend, oppure epici rimbalzi.
Vista la forte correzione, sono più indirizzato sulla seconda ipotesi, ma meglio essere prudenti. Le condizioni sono veramente da casinò. Scommettere sul rosso (in borsa quindi short) o sul nero (ripartenza del petrolio e quindi long).
A voi la scelta.
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