ITALIA: il bicchere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

8 Marzo 2016 14:45

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La domanda che l’italiano deve porsi è la seguente: ma come diavolo può fare l’Italia per diminuire il suo debito pubblico?
Beh… verrebbe da dire: basta che ad ogni scadenza di bond, non vengano più emesse nuove obbligazioni. Purtroppo non è così semplice. E allora bisogna tagliare la spesa. Ma se si taglia la spesa, limitando quel poco di deficit spending che Bruxelles ci lascia, rischiamo di inchiodare l’economia.
Magari spendere meglio il denaro pubblico? Utopia, cambiamo argomento.
O forse ancora, visto che il grande problema è il rapporto debito PIL, bisogna aumentare il prodotto interno lordo. In tal modo il denominatore “oscurerà” la staticità del numeratore. Ma cosa cresce di più in Italia, il debito o il PIL?

I numeri che vengono snoccilatiin queste ultime ore non sono proprio molto positivi.

(…) L’ultimo dato ufficiale, reso noto a febbraio da Banca d’Italia, riportava un debito pubblico a dicembre 2015 pari a 2.170 miliardi. I modelli previsionali della Mazziero Research stimano invece un aumento del debito pubblico per il mese di gennaio 2016 a 2.188 miliardi, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 2.185 e 2.190 miliardi, in aumento di 18 miliardi (il dato verrà pubblicato il 15 marzo 2016). Le stime per il mese di febbraio 2016 indicano un debito a 2.212 miliardi, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 2.208 e 2.215 miliardi, in aumento di 24 miliardi (il dato verrà pubblicato il 15 aprile 2016). Sempre secondo l’analisi pubblicata nell’Osservatorio trimestrale dei dati economici italiani da Maurizio Mazziero, è previsto che il dato continuerà a salire sino a maggio quando segnerà un nuovo massimo storico tra 2.259 e 2.269 miliardi, a cui seguirà un calo nel mese di giugno verso un valore compreso tra 2.247 e 2.260 miliardi. (Source)

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La news, battuta dall’amico Marco, su Borse.it,  non ci dà la precisione chirurgica dell’aumento ma di certo rende molto bene l’idea. Il grafico di un altro amico, Paolo di VincitoriEVinti,  rende bene l’idea di come si siano mossi negli ultimi anni debito e crescita economica.

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Quindi non sorprendiamoci se poi Bruxelles ci fa scattare sugli attenti e ci tira le orecchie.
scrive l’Eurogruppo:

(…) “sono state prese misure che aumentano il deficit, e c’è un rischio di significativa deviazione dall’aggiustamento”. Uno scostamento che “rimane anche se venisse accordato il massimo potenziale di flessibilità”. Non solo. L’Italia non rispetta la regola del debito né nel 2015 né nel 2016. (…) E nonostante riconosca che “il rapporto debito/pil si è stabilizzato nel 2015 e comincia a scendere nel 2016, l’alto debito resta motivo di preoccupazione”. Tanto che “in base alle previsioni d’inverno, l’Italia non rispetterà la regola del debito nel 2015 e 2016”. Le preoccupazioni dell’Eurogruppo, che hanno riguardato anche Spagna, Austria, Portogallo, Lituania, Belgio e Slovenia, dovrebbero essere riprese anche domani dall’Ecofin, che pure tornerà a discutere dei Paesi a rischio. Questo mentre la Commissione darà i suoi giudizi sugli squilibri macroeconomici, lasciando l’Italia tra i Paesi con squilibri eccessivi ma che non richiedono interventi correttivi. (Source)

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Ecco come cresce il debito pubblico italiano

Il fatto che non verrà chiesto un intervento correttivo è già molto importante. Ma è sintomatico il fatto che, malgrado gli ultimi importanti sforzi e, non dimentichiamolo, tassi ormai SOTTO ZERO che rendono poco oneroso il debito pubblico (e comunque molto meno caro che in passato), l’Italia non riesce a migliorare i suoi ratio. Ci vorrebbe un’accelerazione importante che il governo vuole lanciare, puntando tutto sulla fiducia. Ecco il motivo per cui quando ci si prova a guardare i dati con maggiore realismo, saltano fuori i paragoni coi “gufi”. E difatti…

(…) il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan non si allarma, e sottolinea come sia importante il fatto che ora lo stesso Eurogruppo riconosca che “il debito si è stabilizzato e che comincerà a scendere” nel 2016. Anche se, ammette, “ci sono alcuni margini di aggiustamento che andranno sfruttati”. (…)

Evviva la fiducia. Ma visto che non tutti son fessi, ecco la risposta dell’Eurogruppo…

(…) Invece l’Eurogruppo rileva che da novembre non sono state prese misure in tal senso.(…)

Ops… forse c’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto (Eurogruppo) e chi lo vede mezzo pieno (Italia). Ma non può essere altrimenti, sennò cari amici E’ FINITA.

Il problema sta nel fatto che lo spazio di manovra è drammaticamente limitato. In altri termini, visto l’impegno, le condizioni e gli sforzi importanti che vengono fatti oggi, e valutandone i risultati ottenuti, assolutamente NON soddisfacenti (anche se si dice il contrario), come si può pensare ad un ulteriore miglioramento? La coperta è straordinariamente corta, come detto gli spazi di manovra sono minimi, occorre qualcosa di diverso.

Il PIL addirittura rischia di essere meno forte del previsto (Fitch ha recentemente tagliato le stime da +1.3% a +1%). E se andiamo avanti così, bruceremo tutte le nostre energie per ottenere poco o niente.
Ecco perché ora come non mai ci vorrebbe maggiore coesione, maggiore Unione, maggiore Europa. Altrimenti la nostra strada è SEGNATA e non se ne esce fuori. E col tempo il rischio di haircut sul debito (non oggi, sia ben chiaro, ma non lo escludo tra un lustro) non si può sottovalutare.

 

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Danilo DT

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