BANCHE ITALIANE: mai fare i conti senza l’oste

31 Marzo 2016 09:30

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Siamo così sicuri che il clima sul sistema bancario italiano sia così “idilliaco”?
Ieri mattina, il ministro Padoan si è lasciato andare in dichiarazioni molto rassicuranti. Come sempre.

(…) Padoan spiega che le banche italiane non sono “in alcun modo” a rischio, “escono da tre anni di profonda recessione, l’hanno sormontata rafforzando il loro capitale proprio e diminuendo progressivamente i loro crediti in sofferenza. Il governo ha incitato le banche cooperative a trasformarsi in Spa e a consolidare i propri asset con i loro mezzi”. E aggiunge: “Questa fusione (tra Banco popolare e Bpm, ndr.) mostra con evidenza che il sistema bancario italiano è molto forte”. – (RAI) 

Non sto parlando di solidità. La solidità, in un modo o nell’altro si cerca di generarla con fusioni o operazioni di finanza straordinaria. Ma mi sto riferendo al “clima” sul settore.
In altri termini, mi sembra che si stia sottovalutando certi tipi di operazioni che si danno per scontate e che invece non lo sono per niente, proprio perché richiedono la compartecipazione degli investitori.
Un esempio su tutti è la Banca Popolare di Vicenza.
Il Financial Times ha messo in dubbio, nella giornata di ieri, la garanzia che Unicredit ha dato per il buon esito dell’aumento di capitale. Anzi, sembra che Unicredit abbia chiesto al Governo Italiano un sostegno visto che molto probabilmente dovrà accollarsi buona parte delle azioni date in sede di aumento di capitale. Certo è che, se Unicredit ritirasse la sua garanzia (cosa che sembra possa fare, appoggiandosi ad alcune clausole del contratto) , sarebbero problemi non da poco.
Inoltre, tanto per aumentare un po’ la suspence, gira voce che l’aumento non sarà di 1.5 ma di 2 miliardi di Euro. Dato questo che però deve essere confermato, visto che il roadshow è viene condotto basandosi sul primo importo.

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Danilo DT

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