DRAGHI fa “ALL IN”, ma se perde la partita che succede?
Vorrei solo mettere in chiaro una cosa.
Spesso sulle pagine di questo blog mi capita di criticare gli effetti e le conseguenze della politica monetaria, in particolar modo di quella europea.
Infatti in molti dei miei post continuo a descrivere gli effetti positivi abbastanza minimali di una politica monetaria che invece è “monstre”, con un impegno di forze (e di finanze) senza precedenti. Senza poi dimenticare che nessuno, e dico nessuno, può dire con certezza come potrà essere condotta (e soprattutto quando) una difendibile “exit strategy”.
Si fa presto a sputare sentenze ed a giudicare male. Io però voglio sottolineare una cosa: non vi sto dicendo che Mario Draghi è un farabutto, un incapace, un visionario.
Secondo me Mario Draghi ha dimostrato di essere uno dei più grandi banchieri centrali. Con le sue mosse ha veramente fatto tutto il possibile per cercare di ridare tono all’economia. Senza poi dimenticare una cosa fondamentale, che oggi si dà per assodata, ma che è la vera chiave della prima fase dell’operatività di Draghi.
Super Mario ha salvato l’Unione Europea e, permettetemi, ha salvato l’Italia. da un default che si stava facendo sempre più concreto nel 2011.
E allora perché critico Mario Draghi?
Fermi tutti: io non critico Draghi ma il fatto che lo sforzo del presidente della BCE è assolutamente infruttifero in un quadro politico economico come quello in cui stiamo vivendo.
Vogliamo replicare i “successi” del QE americano? E’ necessaria una assoluta convergenza di vedute a livello politico. E’ necessaria una guida univoca della politica economica per tutta l’Europa. E’ necessaria, insomma, una VERA UE. Peccato che proprio oggi, come non mai, l’Europa si è trasformata in Unione assolutamente teorica.
Tutti pronti a chiudersi a riccio, tutti a curare il proprio orticello, tutti ad alzare le barriere ma voglia di collaborare e di rifondare l’UE sempre meno. Gli esempi che potrei fare, si sprecano. Ma anche in ambiti vicini Bce piovono le critiche. Leggetevi QUI l’ultimo testa a testa con Schaeuble.
Inoltre molti fattori di mercato (petrolio in primis) influiscono negativamente su certe tendenze inflattive, andando a vanificare gli sforzi monetari.
Ora Draghi, al tavolo da gioco, ha fatto un “ALL IN” con l’ultimo suo QE. Lui non sta bleffando, sta giocando in buona fede. Ma vincere il piatto si fa sempre più difficile. Ma se lo perde, poi…che succede?
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