IL MERCATO DEI RECORD (ma che porterà al disastro)
Inutile farsi troppe domande. Occorre prendere atto della complicata realtà che si sta venendo a formare. Anche se sembrava veramente impossibile, invece è accaduto. Il 2016 si sta rivelando per il mercato obbligazionario un ottimo anno. Ma non lo dico di certo con grande entusiasmo in quanto questa positività è un qualcosa di estremamente anomalo visto che ormai una grandissima parte dei bond quotati (investment grade) viaggia a rendimenti negativi.
L’assurdo e quasi antieconomico. Ma signori, è così. Questa realtà è stata generata dal sistema per cercare a tutti i costi un po’ di crescita ed assieme ad essa, una ripartenza dell’inflazione. Il risultato è questo. Secondo Bank of America, oggi i tassi sono ai minimi degli ultimi…5000 anni. Non chiedetemi però di verificare…

Intanto il mercato obbligazionario. Mai bene come in questo inizio 2016. E di certo un risultato così entusiasmante non era facilmente prevedibile. Si poteva pensare ad una performance ancora positiva o quantomeno ad una stabilità, vista la volontà di tutte le banche centrali di mantenere profili molto vicini alla politica ZIRP (Zero Interest Rate Protocol).
Ed è altrettanto nota la reazione dei mercati a questa politica ultraespansiva. Altro che inflazione, siamo arrivati ad una “Giapponesizzazione globale”… Eccovi cosa sconta i mercati, Questo è ormai il noto (per chi segue questo blog) Inflation Swap Forward 5y5y, il tasso previsionale dell’inflazione tra 5 anni per i 5 anni successivi.
Le tendenza mi sembrano più che chiare e, a parte il Giappone che prova a rialzare la testa in un contesto però drammaticamente deflattivo, tutti gli altri scenari sono di disinflazione con forte rischio deflazione.
In questi giorni il guru del mercato obbligazionario Bill Gross ha definito, questo contesto di mercato una “Supernova” pronta ad esplodere. E non possiamo dargli troppo torto. Stiamo parlando di un qualcosa di mai visto, il che innervosisce tutti in quanto non ci sono precedenti a cui aggrapparsi. Lo stesso Bill Gross ci ricorda che i rendimenti sono ai minimi degli ultimi 500 anni e che ci sono un qualcosa come 10.000.000.000.000 $ di bond a tassi negativi. (dicasi diecimila miliardi di USD)
In questo contesto poi però scopriamo che l’economia USA sta frenando, ok, ma non è ancora sulla strada della recessione. Non ora.
E quindi ecco l’assurdo nell’assurdo. C’è spazio per far salire i tassi. Ma non si può perchè se la FED alza i tassi in modo troppo sostanzioso o, se preferite, come dovrebbe, il mondo si inchioda, i paesi emergenti, indebitati in Dollari USA e profondamente feriti dalla recessione (vedi Brasile) e dalla crisi del petrolio (che un po’ però è migliorato) rischierebbero di saltare e, in un contesto di frenata globale, significherebbe solo una cosa: HARAKIRI.
Senza poi dimenticare gli effetti sul sistema finanziario.
Insomma, avete capito benissimo che il lavoro del banchiere centrale, oggi, è tutt’altro che agevole. Come detto stiamo vivendo una fase nuova, senza precedenti, senza linee guida, e diciamolo pure, con una politica monetaria ormai che mira a VIVERE ALLA GIORNATA, schiava del mondo della finanza e consapevole di aver contribuito a gonfiare il più grande bubbone finanziario probabilmente della storia.
Idee? Soluzioni? Vie di uscita?
Noi ci “divertiamo” spesso a criticare i banchieri centrali. Oggi però dobbiamo essere realisti. Si sono infilati tutti in un “cul de sac” da cui sarà impossibile uscirne se non in modo traumatico, oppure con un LUNGHISSIMO periodo di piattezza economica e di logorante peggioramento progressivo del quadro economico generale.
Per il quieto vivere, stanno mirando proprio a questo: intanto comprano tempo (vedi la FED che non fa altro che rimandare i rialzi dei tassi) e poi, come dice un mio conoscente, ci penserà qualcun altro. E indirettamente saranno tutti cavoli nostri.
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