FUGA da LONDRA! [Atto I]

Pubblicato 6 Luglio 2016 Aggiornato 24 Ottobre 2016 08:39

La BREXIT torna subito protagonista sui mercati. E i primi a risentirne sono Sterlina GBP e immobiliare. Come previsto. Ma la cosa preoccupante sono le analogie con la crisi subprime e i fatti di Lehman Brothers.

Quanto sta accadendo non mi sorprende per nulla. Sia perché proprio ieri sera ho scritto (nel post poi uscito stamattina) che il problema BREXIT era sottovalutato dai mercati, al momento, ma che stava per tornare protagonista alla grande. Sia perché abbiamo più volte ribadito che la Brexit rappresentava uno di quei “rischi sistemici” che non sarebbero dovuto avvenire (in quanto inattesi) e che poi…sono arrivati.
Detto fatto.
Torna a crollare la Sterlina Inglese…

Ancora in pesante ribasso la sterlina. Il cambio GBP/USD cede l’1,64% e si riporta a 1,305. Si tratta di un livello che non si vedeva dal settembre del 1985 e che rende bene il peso del Brexit sulle prospettive del Regno Unito.
Il Financial Policy Committee (FPC) della Banca d’Inghilterra nel report pubblicato oggi sulla stabilità finanziaria d’altronde dipinge uno scenario decisamente preoccupante ed elenca i canali attraverso i quali potrebbero aumentare i rischi per la stabilità finanziaria del Regno Unito.
Si comincia dal finanziamento dell’ampio deficit di conto corrente della Gran Bretagna, attualmente basato sugli afflussi di portafoglio e di investimenti stranieri diretti (ora a rischio). Nel primo trimestre la cifra in valore assoluto è stata pari a un deficit di 32,59 miliardi di sterline. (Source)

crollo-sterlina-inglese-gbp-dopo-brexit

E come ampiamente anticipato, crollo del mercato immobiliare. Ma ovviamente questo crollo lo si poteva vedere solo da prodotti quotati, come ad esempio questo ETF settoriale sull’UK Property, che è arrivato a perdere anche il 25% dal giorno pre-Brexit.

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Ma non solo è fuga dall’ETF.

Lo stop ai rimborsi dei fondi immobiliari britannici si diffonde in un effetto domino che promette di essere inarrestabile. Dopo Standard Life è stata la volta di Aviva e poi, nel tardo pomeriggio di una giornata da dimenticare sui listini per i titoli esposti nel real estate, di M&G che fa capo al gruppo Prudential. La minaccia pende ora su tutti i giganti della City che investono nel mattone. Quello commerciale, per il momento almeno.
«Straordinarie condizioni di mercato – ha spiegato in un cominucato Aviva – hanno prodotto scaristà di immediata liquidità nell’Investors property trust del gruppo. La sospensione dei rimborsi ci garantirà i mezzi per gestire con ordine la vendita degli asset e soddisfare i nostri investitori». Il tono è analogo a quello di Standard Life la taglia del fondo, tuttavia, inferiore ai 2,9 miliardi di sterline: quello di Aviva vale 1,8 miliardi. Molto più consistente, invece, la mano che gioca M&G, espressione del fund management di Prudential. Il gruppo ha sospeso i rimborsi del fondo da 4,4 miliardi di sterline esposto in proprietà commerciali. (…)

STOP. Fermatevi un attimo e fate un salto indietro con la memoria… non vi ricorda qualcosa? Non è un deja vu? Lo so che mi definirete un catastrofista. Ma chissenegrega, occorre essere realisti. Un quadro molto simile si era visto nel 2007. E poi arrivò la crisi subprime e Lehman Brothers… La dinamica delle CORRELAZIONI INTERMARKET potrebbe non essere assolutamente diversa. E non fate l’errore di pensare che i settori viaggino in modo “indipendente” l’uno dall’altro.

(…) La dinamica dunque non cambia: i tre fondi hanno dimostrato di non riuscire a sostenere il passo delle liquidazioni chieste dagli investitori. Rimborsi a un ritmo così serrato da costringere al time out per cercare di vendere asset, fare cassa e ripagare chi chiede di uscire. Dinamica che se dovesse accelerare eccessivamente finirebbe per porre pressione violenta sui prezzi degli immbili destinati a una rapida vendita per poter garantire la liquidità richiesta. (…)

Beh, questo conferma quanto detto sopra. La crisi potrebbe ripartire proprio da qui.
IMMOBILIARE, una bolla (specialmente a Londra) più che nota e che potrebbe sgonfiarsi con estrema rapidità, trascinando nell’abisso anche il mondo bancario.
Ricordate per caso la vicenda Northern Rock? Ricordate cosa è il bank run? Occhio che il deja vu potrebbe ripresentarsi impietosamente. E il 2008, 8 anni dopo, tornerebbe a divenire realtà.
Ma leggiamo che dice Morgan Stanley.

(Bloomberg) — Morgan Stanley analysts see potential for
further stress with GBP25b-40b of AUM in property funds, or 2-5%
of total U.K. mutual fund assets, according to note.

* Outflows are always high when REIT discounts are wide,
whilst Henderson, Aberdeen and Schroders have some exposure
among asset managers
* Number of redemption requests normally correlated with
discount to NAV for listed property stocks, currently close
to historical wides
* Fund suspensions designed as circuit-breakers, but sentiment
generated can still drive negative feedback loop similar to
that seen during last financial crisis
* Liquidity mismatch the main concern:
* Liquidity of investment funds is a significant concern
for global regulators, particularly where illiquid
underlying investments are being sold in daily dealing
fund structures to retail investors

Beh, il fatto che una banca d’affari dica queste cose non è certo una buona notizia. Forte stress del mondo immobiliare con grande rischio liquidità, che viene ribadito come rischio principale.
Aprite gli ombrelli signori. Forti temporali. Di mattoni e sterline, tanto per cominciare.

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Danilo DT

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