ACQUISTI BCE: frenata sui bond periferici
Il quantitative easing della BCE funge da garanzia per le quotazioni dei titoli di stato italiani e dei cosiddetti PIGS. Ma qualcosa sta cambiando in merito alla politica degli acquisti?
E’ evidente, l’Italia ha subìto negli ultimi mesi una vera e propria “fuga di capitali”. Ad enfatizzare poi il movimento ribassista sul nostro listino, è stata la speculazione.
Ma se per l’equity sembra tutto abbastanza chiaro, a livello di motivazioni di quanto sta accadendo (ho scritto parecchio negli ultimi giorni sull’argomento), mi ha incuriosito la situazione sul mercato obbligazionario comunitario.
Il differenziale di rendimento tra il Bund e il BTP continua ad essere stabile, malgrado tutto. Siamo sempre a 147 bp. Se veramente ci fosse un timore “default generalizzato”, lo spread BTP Bund dovrebbe aggirarsi ben oltre i 200 bp. Ma così non è
Eccovi il grafico del confronto.
Spread BTP Bund: analisi curva
In molti, me compreso, sono convinti che questo spread sia fortemente influenzato da quella che è la politica monetaria della BCE. Il suo QE è, come detto più volte, una vera polizza assicurativa per i nostri titoli di stato. Anche se poi…ricevo questo grafico decisamente curioso da Lampo, un amico lettore che ormai mi accompagna da tempo immemore in questo percorso.
Cosa notate? a luglio la BCE ha frenato sensibilmente la sua attività in acquisto proprio sui bond periferici. E chi più di tutti ci ha rimesso è stata l’Italia, che si è vista diminuire gli acquisti per circa 900 milioni. La Germania invece si è vista con un ulteriore incremento negli acquisti. Scelta motivata oppure la BCE sta iniziando a valutare di “diminuire il rischi” sugli acquisti, andando a limare le quote sui bond dei paesi periferici?
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