CINA: scoperto il GRANDE BLUFF. E Fitch lo conferma con dati paurosi!
Purtroppo mi rendo conto di non postare proprio delle notizie bellissime, ma quanto vi scrivo va a testimoniare lo sgretolamento di un sistema finanziario che non può continuare a reggere all’infinito. Sono sicuro che le istituzioni, a tutti i livelli, faranno l’impossibile prima di alzare bandiera bianca. Però è chiarissimo che certi disequilibri, certe manipolazioni e certi bluff sono destinati a crollare come un castello di carte.
Torniamo a parlare di Cina. In passato ho anche spezzato una lancia su Pechino, con post (vedi QUI) che illustrava le spalle drammaticamente larghe del colosso orientale. Malgrado questo, le ultime notizie (vedi QUI) in ambito corporate e non solo, non promettevano nulla di buono. E poi leggo un report, che non è scritto da un visionario ma dalla competente Fitch, pregno di analisi che forse chiudono il cerchio e confermano tutti i nostri sospetti. Nel nostro piccolo quindi avevamo visto giusto.
Bad debts in the Chinese banking system are ten times higher than officially admitted, and rescue costs could reach a third of GDP within two years if the authorities let the crisis fester, Fitch Ratings has warned.
The agency said the rate of non-performing loans (NPLs) has reached between 15pc and 21pc and is rising fast as the country delays serious reform, relying instead on a fresh burst of credit to put off the day of reckoning.
It would cost up to $2.1 trillion to clean up this toxic legacy even if the state acted today, and much of this would inevitably land in the lap of the government. (Telegraph)
Ok, ve lo traduco a scanso di equivoci. Il sistema bancario sarebbe indebitato per circa 10 volte oltre quanto dichiarato dalle autorità cinesi. E per salvare il sistema finanziario cinese potrebbe essere necessaria una cifra che…come definire se impossibile…pari ad 1/3 del PIL cinese. E se poi la notizia la volete leggere nella versione originale di Fitch, eccovi serviti. Cliccate qui.
Ecco come si è generato questa montagna di debito e a quali soggetti si riferisce.
Non male, vero? Anche perchè poi c’è tutto il componente dello shadow banking che fa da contorno e rende tutto più relativo.
Ma non solo, il problema deve essere visto non solo dal punto di vista del debito ma anche prendendo in esame quelle che in Italia sono considerate un vero problema ma che altrove, invece, si fa il possibile per nasconderle. Parliamo di sofferenze bancarie, crediti deteriorati insomma i NPL (non performing loans). Qui si stima un qualcosa come un 20% di NPL sul totale del debito bancario. Vero che molte aziende sono statali, ma se il gioco salta, qualcuno dovrà pagare e difficilmente si potrà prendere una gomma e cancellare il debito, vi pare?
Peccato però che, anche in questo caso, le istituzioni cinesi non ce la contino giusta e che invece stimano una percentuale di NPL estremamente più bassa. In questo mercato, il decimo di punto fa capitali enormi, immaginatevi questi gap volumetrici…
NPL Cinesi: qual è la verità sulle sofferenze bancarie di Pechino?
Ok, siamo magnanimi e diciamo che la verità sta nel mezzo. Ma questo dato non è assolutamente scontato dal mercato! E in un mercato che è cresciuto fondamentalmente per una sconsiderata crescita del debito privato, non è certo una buona notizia. Guardate questo grafico. La grande bolla del debito cinese è palesemente collegata alla crescita del PIL. Se scoppia la bolla, scoppia anche la speranza del governo di Pechino di mantenere una crescita virtuosa ( e viceversa).
Se poi volete che ci sia la certificazione di quanto vi dico, questo ovviamente non ve lo posso dare perché solo la Cina potrebbe arrivare a tanto, ma non lo farà mai e sicuramente nasconderà la verità fin quando potrà. E poi a quel punto, i nodi verranno al pettine. Intanto però, cari amici, io avrò cercato di creare in voi la consapevolezza in quanto stava per accadere. E di li in avanti…sta a voi.
STAY TUNED!






