ORO: forte correzione in atto. Motivazioni e prospettive sul metallo giallo
Il rischio sistemico sembra debellato? Mah, non saprei, intanto però l’asset considerato per antonomasia il “bene rifugio”; ovvero l’oro, ha registrato nella giornata di ieri una seduta particolarmente negativa.
I motivi? Sembra che l’oro sia sceso perché sembra evidente che l’inflazione USA si stia riprendendo, anche grazie all’andamento del petrolio che gode delle decisioni dell’OPEC.
Andiamo con ordine.
Il grafico che salta all’occhio non è quello sull’inflazione USA, ma su quella prospettiva, ovvero il grafico della 5y5y Inflation Swap Forward. Vale a dire la previsione dell’inflazione attesa tra 5 anni sui 5 anni successivi.
Come potete vedere il mercato ha iniziato a scontare un aumento dell’inflazione USA in futuro e quantomeno i minimi “sembrano” ormai lontani.
La logica vorrebbe però una certa correlazione tra ORO ed INFLAZIONE. Infatti occorre ricordare che nei periodi di forte inflazione, si osserva solitamente un incremento significativo delle quotazioni dell’oro, ma non sempre e non per tutti i valori di inflazione tale correlazione è valida. In qualunque caso però l’oro rappresenta una buona difesa nei periodi inflattivi, poiché a fronte di una diminuzione del potere d’acquisto della moneta, l’oro è la maniera perfetta per conservare la propria ricchezza.
Riprendiamo però la frase scritta in apertura del post: l’oro corregge perché l’inflazione aumenta… Ma allora mi sono fuso il cervello? In realtà no.
Infatti quando si arriva ad essere in regime ZIRP o NIRP (tasso zero o negativo), è evidente che una delle protezioni più tradizionali, ovvero il bond ad alto rating, non ha più senso in quanto porta rendimenti reali negativi. E allora in questo caso, l’oro diventa proprio come nei periodo fortemente inflattivi, un bene rifugio.
Quando poi però l’inflazione si “normalizza” ecco che i soldi usciti dal mercato obbligazionario, in quanto considerato poco interessante a favore del mercato aurifero, tornano sui bond.
Quello che ha mosso l’oro quindi è la SPECULAZIONE, un attore del mercato che si muove sempre in anticipo e che anche in questo caso ha contribuito ad enfatizzare in modo forte questa correlazione che vi ho appena spiegato. Ma adesso, che ne sarà dell’oro? Lascio la parola al grafico.
Grafico ORO
Inoltre è chiaro che le notizie in arrivo in ambito FED non possono che andare a favore di un possibile aumento del tasso inflazione, visto che sembra sempre più forte la possibilità che la FED a dicembre alzi i tassi. Secondo il mercato, tale possibilità oggi supera il 61%, un numero ben diverso da quello scontato già solo una settimana fa quanto tale percentuale era sotto il 50%.
Quindi è evdente che la correzione non è certo casuale. Un rinnovato interesse per il mercato dei titoli Inflation linked, un tasso inflazione che dovrebbe tornare a salire, l’aumento della probabilitià dell’aumento dei tassi FED… Quindi l’oro perde tutte quelle motivazioni che lo facevano interessante. Tranne una: in caso di rischio sistemico, allora vedrete che tornerà di moda. Ma non per motivi economici. Ma per un altro fattore: la PAURA. Intanto però è chiaro che i flussi in uscita sopratutto dal mondo degli ETF è chiaro . MI domando: non è che in questo sell off ci sia anche la responsabilità dei timori su uno degli intermediari più importanti al mondo sull’oro, vale a dire Deutsche bank?
STAY TUNED!




