CROLLO BTP: il cerino che può diventare una bomba
E’ stato il grande protagonista delle ultime settimane, prima per la sua emissione e poi per il suo andamento e rispettivo rendimento. Una cosa sembra abbastanza certa, il BTP cinquantennale 2067, un vero e proprio Mathusalem Bond, sta facendo (finalmente) risvegliare dal torpore molti investitori che si stavano illudendo che i tassi potevano al massimo scendere ancora e che un BTP così poteva essere una buona occasione d’investimento oppure un buon titolo da trading.
Per carità, all’inizio non è nemmeno andato malissimo e ci mancherebbe ma poi…qualcosa sul mercato è cambiato.
A dire il vero anche chi non è un super tecnico poteva sospettare che qualcosa cominciava a non quadrare sul nostro mercato.
E’ chiaro che sul mercato, al momento, troviamo sempre un compratore molto importante come la BCE ma è altrettanto vero che ancora non si è capito cosa potrebbe succedere a marzo 2017. E siccome i margini di rivalutazione sono molto minori di quanto invece si può quantificare un potenziale storno (in altri termini, a livello di potenzialità ci sono più rischi che benefici) già nelle ultime aste di titoli di stato si è notata un minor entusiasmo. Un esempio: nelle statistiche dei conti finanziari della Banca d’Italia il possesso dei BoT (da tempo a rendimenti negativi con il Qe) da parte delle famiglie è calato dai già modesti 25 miliardi di fine 2011 ai 1,5 miliardi del secondo trimestre 2016. Ovviamente il BOT è il caso estremo essendo un titolo come detto a rendimento NEGATIVO. Però anche i BTP si sono ridimensionati nei portafogli degli investitori, passando dai 220 miliardi di BTp e CcT di fine 2014 ai 120 miliardi di metà 2016.
Malgrado tutto, però, i BTp hanno sempre retto bene, ma poi qualcosa succede. Vuoi per l‘incertezza sul QE della BCE (vedi la slide qui sotto e il post dedicato), vuoi le reazioni sulla curva dei tassi USA alle intenzioni restrittive della FED, vuoi un aumento dell’inflazione indotto anche dalla ripresa del petrolio, vuoi che qualcuno inizi a credere in un movimento reflazionistico di mercato. Insomma, tanti ingredienti ma un solo risultato. I bond a tasso fisso prendono la strada della correzione.
BTP cinquantennale sugli scudi
Il BTP cinquantennale è già a 91 circa contro il prezzo di 99 in emissione. Un bello schiaffone per chi sperava di avere benefici dal Mathusalem Bond marchiato Repubblica Italiana.
Per carità, gli istituzionali non andranno probabilmente a registrare grosse minus da questi acquisti, in quanto le compagnie assicurative e le grandi fondazioni, ad esempio, classificano questo tipo di bond come portafoglio di investimento dunque al costo, non al valore di mercato. ma si tratta di grossi investitori istituzionali con un’ottica di investimento di lunghissimo periodo. Ma….per gli altri?
Parlando un po’ in giro ho avuto la percezione che molti operatori e molti risparmiatori non hanno la percezione di quale cerino stiano tenendo tra le dita. un cerino che diventa una bomba se “scoppia” a delle condizioni poi nemmeno così impossibili.
Proviamo a fare un discorso molto concreto, visto che di filosofia in giro ce n’è già anche troppa.
Questo è il grafico del titolo governativo italiano a 30 anni generico. Quindi, epr farla breve, il rendimento di cui avremmo goduto investendo a tasso fisso a 30 anni nei vari momenti degli ultimi 10 anni.
Grafico BTP 30yr (generico)
Come potete vedere, il trentennale era arrivato a rendere, a fine 2011, ben il 7.65%. Erano i giorni antecedenti al mitico “whatever it takes” di Draghi, tempi che oggi non si ricordano nemmeno più ma che non sono poi così distanti dalla realtà se la BCE decidesse mai di mollare gli ormeggi e lasciare l’Italia (con il debito) al suo destino. Ipotesi certamente molto remota, ma non così irrealistica…
Questo è quanto ha fatto il trentennale. Il cinquantennale ovviamente non esisteva ancora, a quei tempi.
Ho provato allora a fare un esercizio teorico ma non troppo.
Ipotizziamo che, causa shock sistemico, problemi politici, oppure eventi oggi non immaginabili, torniamo a QUEI rendimenti, ovvero con il BTP a 30 yr che rende il 7.65%. Ed ipotizziamo che, sempre teoricamente, il BTP a 50 anni renda esattamente come il BTP a 30 anni (quindi faccio un ragionamento persino prudenziale visto che, per questioni di logica, dovrebbe rendere ben di più).
DOMANDA: quanto dovrebbe venire a valere il Mathusalem Bond Italico (BTP a 50yr)?
La risposta è nell’immagine qui sotto. E vi fa capire che il mercato obbligazionario può essere ben più pericoloso del mercato azionario e che, come tutte le cose, bisogna MAI generalizzare e SEMPRE conoscere bene sia i PRO che i CONTRO di ogni singolo tipo di investimento.
Eccovi il risultato. Non male vero?
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