WALL STREET: anno nuovo e si torna a COT pre-elezioni

Si torna ad una valutazione oggettiva degli asset. Ora però il mercato deve tradurre con i fatti e devono arrivare le conferme di un forte momento di crescita economica. [Guest post]
Cari amici, nell’ultima settimana dell’anno, i mercati finanziari internazionali hanno cercato di eliminare taluno degli eccessi prodottisi dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America.
Assestamento in corso delle quotazioni degli asset da valutare in maniera positiva, poiché nella realtà nulla è ancora davvero mutato, e le problematiche che la nuova Amministrazione Usa si troverà ad affrontare sono davvero impegnative, alcune addirittura ataviche, ed il compito si prospetta tutt’altro che facile.
Nell’ultima ottava, come accennato, lo scenario intermarket ha evidenziato la volontà di riequilibrare il valore di alcuni importanti asset. In primo luogo, registriamo un salutare storno dello 0,8 % del valore del dollar index, che regredisce sino a quota 102. Storno, quello della valuta Usa, che favorisce un nuovo rimbalzo delle quotazioni delle commodities, che crescono dell’1,4 % in termini nominali , e dello 0,6 % in termini reali. La positiva evoluzione del mercato delle commodities, non ha però trovato alcun seguito nel mercato obbligazionario. I rendimenti dei bond decennali Usa, cedono infatti altri 10 bps ed arretrano sino a quota 2,45 %. Ciò, a mio avviso, conferma che, l’auspicata fuoriuscita dalla spirale deflazionistica dell’ultimo decennio è ancora molto lontana, e che non sarà affatto facile raggiungerla. Anche i mercati azionari sembrano esserne ben consci. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, arretra infatti dell’1,1 % e chiude l’anno a quota 2.238,83, ossia circa 20 punti sopra quello che era il mio target di inizio d’anno, che come ricorderete era fissato a quota 2.220 punti.
Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:
Commercial Traders : – 19.628
Large Traders : + 20.483
Small Traders : – 855
Anche sul finire dell’anno, si conferma , ed anzi si consolida, la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa che l’ha fatta da padrone per gran parte del 2016. Nell’ultima ottava si sono registrate altre significative variazioni nelle posizioni nette dei vari operatori, pari complessivamente a 10.202 contratti. In particolare, i Commercial Traders, le cosiddette “ Mani Forti “ di questo mercato, anche questa settimana cedono l’intero lotto dei 10.202 long e consolidano la loro posizione Net Short. I Large Traders, invece, riprendono completamente il testimone del comando, acquistano infatti altri 9.080 contratti long, e consolidano in tal modo la loro posizione Net Long. Gli Small Traders, infine, appaiono sempre molto timorosi e cauti, acquistano infatti anch’essi 1.122 contratti long, ma restano ancora in posizione Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, a mio avviso, confermano che, passata l’euforia post elettorale, ora si attende la nuova Amministrazione Usa alla prova dei fatti. Personalmente non credo che la stessa avrà la capacità di modificare strutturalmente, ed in breve termine, le dinamiche macroeconomiche dell’ultimo decennio. Mi attendo, invece, più realisticamente, almeno per quest’anno, una prosecuzione della crescita economica sia Usa che mondiale a tassi ancora lenti e moderati. E la crescita si confermerà ancor più esigua in Europa e nell’ambito di questa, sopratutto, in Italia. Crescita lenta e moderata che, come testimoniano gli ultimi anni, non costituisce necessariamente un cattivo presagio per ciò che concerne le aspettative degli andamenti dei mercati azionari.
Questi ultimi, infatti, storicamente sono andati in difficoltà in periodi di iper-inflazione o di forte deflazione. Ma, al momento non mi sembrano affatto questi gli scenari prevalenti.
Futuro prossimo che si prospetta, quindi, ancora incerto, ma non drammatico, che cercherò, come al solito, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Nell’anno 2016, il mio portafoglio “ Azioni Italia – LTM “, ha conseguito una performance annua positiva, pari al + 20,69 %. Performance realizzata investendo solo sul listino di borsa italiano, che, a sua volta, ha registrato una perdita annua, misurata dal Ftse All Share, pari al 9,89 %. Conseguita, pertanto, in un contesto di mercato avverso, una sovra-performance del 30,58 %, superiore alle nostre attese, che ci ha dato altre importanti conferme sulla bontà delle indicazioni operative derivanti dalle ricerche dei due noti professori Usa. In coerenza con la mia positiva view d’ordine generale, questa settimana, apro l’anno all’insegna dell’ottimismo ed innalzo fino al 90 % le posizioni long del mio portafoglio, riducendo al 10 % l’entità delle mie posizioni short, assumendo di conseguenza una posizione Net long pari al 80 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.
Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
