CINA: riserve valutarie sotto il livello critico
A molti questo dettaglio sarà sfuggito, anche perchè si tratta di una situazione abbastanza lontana dalla nostra realtà. Ma non è da sottovalutare. Ne parlavo con un collega blogger proprio qualche settimana fa. Per carità, non sto dicendo che abbiamo trovato il cigno nero oppure una miniera d’oro ma è un dato interessante.
Parliamo di Cina. Un paese che spesso rientra nei nostri discorsi visto che potenzialmente, come scritto QUI, potrebbe diventare nei prossimi anni la potenza economia mondiale assoluta.
Eccovi la notizia.
Al settimo calo consecutivo, e per la prima volta in sei anni, le riserve in valuta estera detenute dalle autorità cinesi a gennaio sono scese sotto quota 3 mila miliardi di dollari. Lo ha annunciato la Banca centrale cinese, la People’s Bank of China.
Nello specifico, nel primo mese dell’anno il dato ha segnato un rosso di 12,3 a 2.998 miliardi (-41,1 miliardi a dicembre). (FOL)
Domanda: cosa significa? Cosa comporta il fatto che le riserve valutarie cinesi sono crollate sotto i 3.000 miliardi? Significa fondamentalmente che stanno continuando i deflussi di capitali dal paese asiatico.
Dagli ultimi dati, siamo oggi a 2998 miliardi. L’emorragia però non si arresta. Sono stati persi 833 miliardi in meno in 2 anni (infatti a giugno 2014 le riserve in valuta estera ammontavano a ben 4 mila miliardi).

Nel concreto poi ha influito anche l’operato della PBoC. Infatti il crollo delle riserve valutarie è stato causato anche dai continui e massicci acquisti di yuan effettuati dalla banca centrale, finalizzati a sostenere il cambio della valuta locale che era influenzato dalla stessa politica monetaria della PBoC. Il circolo vizioso di chi agisce e che poi ne paga le conseguenze. Ad oggi lo Yuan ha perso, contro il Dollaro USA da inizio anno, il 6.5%. Secondo molti lo Yuan dovrebbe essere lasciato fluttuare liberamente. Il che però porterebbe molto probabilmente ad un eccessivo indebolimento. Uno scenario, seppur positivo per l’export, che rischia di soffocare tutte quelle imprese esposte in debiti esteri che si ritroverebbero con l’acqua alla gola.
Insomma, qualcosa non quadra nella gestione monetaria cinese, sembra di essere infilati in un circolo vizioso senza uscita. Intanto però le riserve sono finite sotto il livello considerato “di sicurezza” dal mercato.
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