INFLAZIONE EUROZONA: il grande paradosso dei salari
Eccolo qui, il grafico sul tasso inflazione che va a certificare l’impennata del costo della vita in Eurozona. Anche per l’anemica (a livello di crescita economica) Italia potete notare una forte impennata. Possiamo quindi festeggiare? E’ reflazione VERA? (per la cronaca la reflazione sarebbe inflazione indotta da stimoli economici che quindi alimentano la crescita economica).
Ne grafico vedete anche l’andamento del tasso inflazione Italia. Quasi sorprendente. Ma occorre andare a fondo. Le cause sono ahimè non così entusiasmanti perché non legate ad una vera reflazione.
I prezzi degli alimentari e dei beni energetici – quelli più variabili nel paniere dell’Istat – spingono l’andamento dell’inflazione: secondo i dati provvisori rilasciati dall’Istitituto di Statistica, a febbraio ha segnato un rialzo dello 0,3% su gennaio e dell’1,5% sul febbraio del 2016. (Rep)
Il grafico qui sopra vi spiega il VERO tasso inflazione (inflazione core) ed il gap che c’è invece dall’indice dei prezzi onnicomprensivo, drogato da energia (aumento prezzo petrolio) e alimentari (per questioni soprattutto climatiche).
A dire il vero, i dati sull’inflazione stanno sorprendendo non solo in Europa ma un po’ in tutto il mondo. Eccovi l’indice CESI sulle aspettative dell’inflazione. E’ evidente che in molti non si aspettavano certi livelli del CPI in Europa soprattutto.
Citigroup Inflation Surprise Index
Ma attenzione, possiamo fidarci quindi di questa impennata generalizzata del tasso inflazione? In realtà no, proprio perché comandato NON da variabili strutturali (quali ad esempio l’aumento degli stipendi) bensi da elementi non comandabili.E questo è un vero paradosso per l’Eurozona che merita la giusta attenzione.
Chiudo con un’ultima nota. Torniamo al primo grafico e noterete come in Eurozona il tasso inflazione cambi a seconda del paese in cui viene rilevato. Merita una menzione special e la Germania.
L’inflazione in Germania accelera il passo, grazie anche alla risalita dei prezzi energetici. Lo rileva l’ufficio statistico Destatis, che ha pubblicato oggi i dati preliminari, sulla base delle risultanze dell’indagine condotta sui Lander tedeschi. I prezzi hanno fatto segnare un aumento tendenziale del 2,2% dopo il +1,9% del mese precedente. (Mess)
Proprio ieri Weidmann ha espresso preoccupazione per il tasso inflazione tedesco, che per il 2017 quest’anno potrebbe risultare ben più alta di quanto atteso inizialmente , anche se poi verso fine anno è atteso un raffreddamento. Quello che diventa interessante e capire quali strade prenderà ora la BCE. Per i tedeschi, sarebbe giunto il momento di abbandonare il QE, ma per gli altri paesi questo rappresenterebbe un pericolo non indifferente,anche a livello di stabilità di prezzi del mondo dei bond governativi. Si apre un braccio di ferro quindi molto importante che potrebbe autoregolarsi se, come previsto dal Weidmann, l’indice dei prezzi tornasse a rallentare un pochino, rasserenando quindi anche i teutonici (senza mai dimenticare che molto è dovuto al prezzo delle materie prime).
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