OK all’Europa a DUE velocità. Intanto Crollano gli Ordini manifatturieri in Germania
Mi ha fato sorridere ritrovarmi stamattina il dato sugli ordini manifatturieri tedeschi di gennaio, usciti quasi in concomitanza con l’incontro di Versailles dove i quattro crociati che difendono la crescita economica di Italia, Francia, Spagna e Germania concordano sulla necessità di continuare “la costruzione europea” e di “avere il coraggio di accettare che alcuni Paesi possano andare avanti più rapidamente di altri”.
A Versailles prende forma l’Europa “a due velocità”, che trova la sua rappresentazione nella foto di famiglia del summit. Nella Reggia alle porte di Parigi si sono riuniti oggi il presidente francese Francois Hollande, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier spagnolo Mariano Rajoy. In sostanza i quattro Paesi rimasti a difendere il progetto dell’Unione, sempre più scricchiolante, hanno sentito la necessità di mostrare coesione, a pochi giorni dalla cerimonia per i 60 anni dei Trattati, in programma a Roma il prossimo 25 marzo.E l’idea di un assetto diverso dell’Ue, a geometrie variabili, con alcuni Paesi nel gruppo di testa e altri che procedano più lentamente, è stato messo ufficialmente sul tavolo. (Source)
Non è casuale che queste parole arrivino proprio in questo momento storico. Tutti i paesi sono pienamente concordi sul fatto che bisogna trovare soluzioni. Qualsiasi tipo di soluzione ma qualcosa occorre fare. E allora si sono inventati questa doppia Europa.
(…) In un “contesto con molte incertezze”, secondo Hollande, bisogna ripartire dal principio che “unità non è uniformità” e che serve una “nuova forma di cooperazione, una cooperazione differenziata, con Paesi che possano andare più veloci” anche se è “molto importante mostrare la solidarietà a 27”. Sulla stessa linea anche Merkel, secondo cui “dobbiamo avere il coraggio di accettare che alcuni Paesi possano andare avanti più rapidamente“, con “cooperazioni differenziate aperte a chi è più indietro”. (…)
Già ci sono difficoltà adesso, immaginiamoci dopo.
Già adesso ci sono spaccature, non oso immaginare cosa accadrà quando i paesi più forti si sentono AUTORIZZATI ad essere privilegiati. Perchè questo è successo. Io, Germania, ho la benedizione da parte degli altri paesi ad essere più leader e più forte e quindi ad avere l’autostrada, evitando le problematiche da “effetto domino” dei piccoli. Non male. Uno schema “win-win” dove alla fine che ci rimette la Germania? Anzi, tutto questo è eccellente propaganda politica, in un momento dove TUTTI i 4 leadres sono fortemente deboli nei rispettivi paesi.
(…) C’è bisogno di una Europa sociale, che guardi alla crescita e agli investimenti, in cui chi rimane indietro non consideri l’Ue la fonte delle proprie difficoltà ma la possibile risposta”, ha detto Gentiloni, secondo cui la bussola devono essere “i bisogni, gli interessi, i sentimenti dei popoli europei” (…) Certo, poi, soprattutto in materia economica, le posizioni sono ancora differenziate, più di quanto non appaiano nella conferenza stampa. E le difficoltà sono acuite dalle tante scadenze elettorali, a partire dalle presidenziali francesi. Ma i quattro leader sembrano consapevoli di essere a un passo dal punto di non ritorno. “I nostri Paesi, i 27 Paesi, – ha concluso Gentiloni – devono fare delle scelte, perchè senza fare scelte rischiamo di mettere in difficoltà il futuro stesso del progetto europeo”.
Certo…in materia economica le posizione sono ancora distanti. Ma tu guarda, classico minestrone propagandistico che non cambierà un bel niente sui temi che contano.
Intanto però per la Germania la mattina si apre con qualcosa che invece conta.
Ordini di Gennaio nel settore manifattura a -7.4%, con ordini interni a -10.5% ed esteri a -4.9%. Le attese erano si negative, ma molto diverse…
Sembra proprio che la Germania abbia voluto lanciare dei segnali in un momento di difficoltà. Sarà un caso?
Riproduzione riservata
STAY TUNED!


