WALL STREET: la borsa dei record non molla un colpo. E anche i più scettici iniziano a ricredersi

Che la borsa USA non lasciasse dubbi sulla sua forza è ormai noto. Ma, in ambito COT Report, anche gli small traders, ora iniziano a ricredersi. E la festa continua e sembra non volersi fermare…mai. [Guest post]
Cari amici, nella settimana appena trascorsa, sono giunte una vera e propria serie di notizie, talune inattese, ma tutte molto positive per i mercati finanziari internazionali. Innanzitutto, il presidente della BCE Mario Draghi ha confermato anche per il prossimo futuro un atteggiamento dovish ed accomodante per la politica monetaria dell’eurozona; è intervenuta, poi, la sorpresa del dato preliminare relativo al PIL Usa del terzo trimestre, pari ad un inatteso + 3 %; infine, molte grandi imprese Usa hanno comunicato utili trimestrali davvero notevoli, oserei dire quasi mostruosi. Notizie che giustificano, seppur a posteriori, il sentimento bullish imperante ormai da molti mesi su tutti i mercati finanziari internazionali.
Notizie che hanno avuto, inevitabilmente, un impatto anche sullo scenario intermarket. In primo luogo, segnalo un notevole rafforzamento del dollaro index, apprezzatosi in quest’ultima ottava dell’1,3 %. Di conseguenza il cambio EURUSD, dopo molti mesi, storna sino a quota 1,16. Anche le quotazioni delle commodities sembrano adeguarsi al migliorato clima economico, e rimbalzano del 2 % in termini reali. Meno euforia si registra, invece, sul mercato obbligazionario. I rendimenti dei bond decennali Usa, crescono infatti di soli 3 bps, e raggiungono quota 2,42 %. I rendimenti dei bond a 2 anni, invece arretrano di 1 bps, e tornano a quota 1,59 %. Di conseguenza la yield curve Usa risulta oggi più inclinata delle scorse settimane, e ciò rassicura circa la prosecuzione della crescita economica sia negli Usa che nel resto del mondo. I mercati azionari, come spesso accade, avevano già scontato le buone notizie di quest’ultima ottava.
Evidentemente erano dati attesi dagli operatori meglio informati. Anche in quest’ultima ottava registriamo, comunque, nuovi record storici sugli indici Usa. In particolare il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, cresce dello 0,23 % e raggiunge quota
2581,07 punti.
Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:
Commercial Traders : – 40.365
Large Traders : + 48.102
Small Traders : – 7.737
Non cambia, pertanto, la favorevole configurazione del mercato dei derivati azionari Usa, che accompagna, ormai da ben 21 mesi, la forte ascesa dell’equity Usa. In quest’ultima ottava registriamo variazioni ancora limitate nelle posizioni dei diversi operatori, pari a soli 4.645 contratti. In particolare, gli Small Traders cominciano forse a capire che il loro scetticismo e le loro paure sono del tutto ingiustificate, acquistano infatti l’intero lotto dei 4.645 contratti long, ma permangono tuttora in un’errata posizione Net Short. I Large Traders, invece, allentano un po’ la presa, cedono infatti 3.149 contratti long, ma restano saldamente e da soli in posizione Net Long. I forti Commercial Traders, infine, appaiono sempre molto sicuri e tranquilli, cedono infatti i residui 1.496 contratti long, e consolidano la loro abituale posizione di copertura, Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, ancora esigue, iniziano forse a testimoniare che in molti, negli ultimi mesi, si sono sbagliati. In realtà già dall’inizio quest’ormai storico bull market dell’azionario è stato considerato con molta diffidenza. Diffidenza trasformatasi poi in incredulità e scetticismo, e sfociata, negli ultimi mesi in vera e propria rabbia. Rabbia, credo verso se stessi, per non aver capito e creduto nelle opportunità offerte da un contesto, monetario politico ed economico, particolarmente favorevole. E’ infatti evidente, sin dal 2008, che il mondo, dopo la crisi del 1929, si è ritrovato per la seconda volta a combattere una gravissima situazione di deflazione diffusa e persistente. Onde evitare le tragiche conseguenze dello scorso secolo, frutto di molti errori, è stato quindi del tutto naturale e giustificato il comportamento accomodante assunto delle più importanti autorità monetarie a livello mondiale. Abbondante liquidità e bassi tassi d’interesse, associati al contenimento dei costi sia delle materie prime che del lavoro, costituiscono, per chi non lo sapesse, l’eden peril conto economico di ogni impresa. Se a ciò si aggiunge l’incremento di produttività indotto dagli straordinari progressi tecnologici e dalla crescente digitalizzazione dell’economia, il boom degli utili aziendali dell’ultima settimana appare del tutto logico e molto meno sorprendente di quanto si voglia far credere.
Di conseguenza anche le quotazioni azionarie, che altro non esprimono se non le prospettive di profitto delle singole società quotate, appaiono oggi del tutto logiche e tutt’altro che in bolla. Certo se le favorevoli condizioni attuali dovessero mutare, ad esempio se le politiche monetarie diventano più restrittive, se il petrolio torna a 100 dollari il barile, se i salari ricominciano a crescere, le attuali quotazioni non sono più sostenibili ed il mercato stornerà, ed anche di brutto. Per il momento, però, tale mutamento non sembra proprio all’orizzonte, credo quindi che il bull market dell’azionario proseguirà ulteriormente, forse anche ben oltre le mie iniziali aspettative.
Futuro prossimo che si prospetta, quindi, ancora positivo per i corsi azionari, che, come sempre, cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio dell’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance positiva pari al + 17,33 %. Performance che premia la mia ottimistica view, inferiore, tuttavia, a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 19,69 %. Una sotto- performance del 2,36 %, che non fa però venir meno la fiducia nel nostro approccio operativo, che nei precedenti 4 anni ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al 20,8 %. In perfetta coerenza con l’analisi sopra esposta, questa settimana, non muto l’assetto del mio portafoglio costituito dall’85 % di posizioni long e dal 15 % di posizioni short, ossia da una posizione Net Long pari al 70 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.
Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
Lukas
