THE BIG CRISIS #16: SHUT-IN ECONOMY, vivere ai tempi della crisi

20 Marzo 2020 09:20

Cosa è la shut-in economy? Cosa comporta? Perché il Coronavirus ha cambiato e cambierà la nostra vita oltre che velocizzato alcuni processi.

Il Covid-19 è stato quell’elemento che da tempo temavamo. Nei post di gennaio abbiamo più volte spiegato che il sistema era estremamente fragile, pilotato dal sistema (governi e banche centrali) ma che, in caso di crisi esogena, rischiava di sbriciolarsi.
Detto, fatto.

Certo, il cigno nero si sarebbe immaginato di ben altra forma e dimensione. Ma poi è arrivato quello che non ti aspetti. Una guerra. Perché questa, se non lo avete capito, è una guerra. Una guerra contro un alieno, un nemico di tutti, che ci costringe ad una vita per forza di cose diversa.
Giusto definirlo un cigno nero? Al momento preferisco definirlo CIGNO GRIGIO perché risulta difficile poter capire esattamente dove ci porta e come sarà il mondo post Covid-19.
Ma ribadisco per l’ennesima volta quanto detto in passato. Dovremo imparare a convivere con il Coronavirus. E soprattutto sarà necessaria da parte nostra grande DISCIPLINA ancora per molto tempo.
Qui sul blog avrete avuto modo di leggere molto sull’argomento Coronavirus, , oltre che gli eccellenti articoli e commenti dell’amico John e dei vari lettori.
Aggiungo questa analisi tratta da uno studio del MIT Technology Review.

(…) “Per fermare il coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo: come lavoriamo, facciamo esercizio fisico, socializziamo, facciamo shopping, gestiamo la nostra salute, educhiamo i nostri figli, ci prendiamo cura dei nostri familiari”. Così comincia un’analisi di Gordon Lichfield, direttore di MIT Technology Review (il magazine della prestigiosa università americana) dedicato ai cambiamenti nella vita personale e nel mondo del business che la pandemia finirà per cristallizzare anche dopo che sarà attenuata. “La maggior parte di noi probabilmente non ha ancora capito, e lo farà presto, che le cose non torneranno alla normalità dopo qualche settimana, o addirittura dopo qualche mese. Alcune cose non torneranno mai più”. (…)

In realtà l’articolo è molto “forte” e vi lascio il LINK  per poterlo visionare ed eventualmente commentare. In questo post vorrei però focalizzarmi su un altro importante aspetto, cui prima accennava il Prof. Lichfield. I cambiamenti a livello di abitudini. Molte cose cambieranno, molte cose sono già cambiate e molte cose, forse spariranno.
Io preferisco definirla un’evoluzione della resilienza, un percorso che ci porta ad una realtà che forse era il futuro ma causa il Coronavirus, ci ritroviamo già molto attuale.
Immaginate tutti quei processi “smart” che erano prevedibili tra qualche anno. Remote Working, spese on line e tutto il resto. Certo, questo cambiamento rischia di essere drammaticamente INVASIVO per molte categorie di persone. Basta pensare a chi (anche tra i lettori) ha un negozio. Potrà mai tornare ad essere “tutto come prima”? Se già era dura, come sarà d’ora in avanti?

(…) Secondo Technology Review, a breve termine ciò sarà estremamente dannoso per le imprese che contano su un gran numero di persone che si riuniscono in massa: ristoranti, caffè, bar, discoteche, palestre, hotel, teatri, cinema, gallerie d’arte, centri commerciali, fiere dell’artigianato, musei, musicisti e altri artisti, luoghi sportivi (e squadre sportive), sedi di congressi (e produttori di congressi), compagnie di crociera, compagnie aeree, trasporti pubblici, scuole private, centri diurni.(…)

Ma sarà anche un trauma sociale per tutti, grandi e piccini…

(…) Per non parlare dello stress dei genitori spinti a far studiare a casa i loro figli, delle persone che cercano di prendersi cura di parenti anziani senza esporli al virus, delle persone intrappolate in relazioni extramatrimoniali, e di chiunque non abbia un ammortizzatore finanziario per affrontare le oscillazioni del reddito.(…)

E arriverà il momento della resilienza…

(…) Ci sarà comunque una stagione di adattamento: le palestre cominceranno a vendere attrezzature per esercizio a casa e fare sessioni online, vedremo un’esplosione di nuovi servizi di quella che si può già definire la Shut-in economy. Ci si può consolare con il fatto che le nuove abitudini diminuiranno l’impatto ambientale dei viaggi, favoriranno il ritorno a filiere produttive locali, a un maggior ricorso al camminare e alla bicicletta. Ma lo sconvolgimento di molte, molte imprese e mezzi di sussistenza sarà impossibile da gestire. Uno stile di vita da recluso non è sostenibile per periodi così lunghi. (…)

Già la Shut-it economy. Ma cosa è la Shut-in Economy?

Anche se è un concetto relativamente nuovo, la Shut-In Economy sta assumendo una posizione centrale nella quotidianità delle persone già fin da oggi. Proprio a causa del Coronavirus. Shut-In Economy significa “economia chiusa”, o meglio ancora “economia tra i confini”, fa riferimento a tutto ciò che è on demand, ordinato da casa, chiesto e usufruito online. Certo, non è una vera novità, il trend di questo tipo di economia era già fortemente in ascesa. Ma oggi causa Covid-19 la Shut-in Economy è stata catapultata violentemente nella realtà di tuti, anche coloro che erano meno esperti o pronti.

Ma attenzione, secondo me questo processo non sarà temporaneo. Anche nel momento in cui il Coronavirus fosse debellato, la Shut-In Economy avrà ormai preso piede nell’abitudinario collettivo, cambiando certi modi di fare che poi non muteranno e non si abbandoneranno più. Economia tradizionale, quindi che rischia non poco e mi spiace dirlo anche perché so che molti amici del blog hanno piccole attività che dovranno, per forza, trasformarsi.

Ovvio, cari amici, sono pensieri e ragionamenti soggettivi (suffragati da questi studi) ma possono essere anche profondamente errati. Ma questo è il mio parere.

(…) Quindi come possiamo vivere in questo nuovo mondo? Una parte della risposta , spera Lichfield, sarà nel miglioramento dei sistemi sanitari, con la costituzione di unità di risposta alle pandemie in grado di muoversi rapidamente per identificare e contenere le epidemie prima che comincino a diffondersi. Poi occorre sviluppare la capacità di aumentare rapidamente la produzione di attrezzature mediche, kit di test e farmaci. Sarà troppo tardi per fermare la Covid-19, ma sarà d’aiuto per le future pandemie. (…)

Il Covid-19 ha messo a nudo una grande verità, la fragilità del sistema sanitario in ogni dove. E questo porta, secondo me, ad una grande certezza. In ogni dove fioccheranno gli investimenti nel settore sanitario. Solo a parole o anche nel concreto? Lo vedremo. Intanto state pur certi che la tematica “inadeguatezza sanitaria” sarà cavalcata dalla classe politica per anni all’interno delle prossime campagne politiche.

(…) Naturalmente nessuno sa esattamente come sarà questo nuovo futuro. Ma si può immaginare un mondo in cui, per salire su un volo, forse si dovrà essere iscritti a un servizio che tracci i vostri spostamenti attraverso il vostro telefono. (…)

Già sapevamo di essere all’interno de Il Grande Fratello, immaginate d’ora in avanti. Il tutto prima però ledeva la privacy. Ora ce lo venderanno (anche giustamente, ci mancherebbe) come una necessità.

(…) Come al solito, però, il vero costo sarà sostenuto dai più poveri e dai più deboli. Le persone che hanno meno accesso all’assistenza sanitaria, o che vivono in zone più esposte alle malattie, saranno ora più frequentemente escluse dai luoghi e dalle opportunità aperte a tutti gli altri. I gig-worker, quelli che fanno lavoretti e sono molto in giro, come autisti, idraulici, istruttori di yoga freelance, vedranno il loro lavoro diventare ancora più precario. Gli immigrati, i rifugiati, i clandestini e gli ex detenuti dovranno affrontare l’ennesimo ostacolo all’ingresso nella società, prevede Lichfield.(…)

Qui si apre la pagina più triste e complessa. E sicuramente più incerta. Preferisco non commentare, credo sia una tematica veramente impossibile da prevedere, adesso.

(…) Il mondo è cambiato molte volte, e sta cambiando di nuovo. Tutti noi dovremo adattarci a un nuovo modo di vivere, di lavorare e di creare relazioni. Ma come per tutti i cambiamenti, ci saranno alcuni che ci perderanno più degli altri, e saranno quelli che hanno già perso troppo. Il meglio che possiamo sperare, conclude l’analisi di Lichfield, è che la profondità di questa crisi costringa finalmente i Paesi e gli Stati Uniti in particolare, a porre rimedio alle palesi ingiustizie sociali che rendono così intensamente vulnerabili ampie fasce della loro popolazione. (…)

Il riferimento è agli USA ma il discorso è valido per tutti. Intanto prendiamo atto del fatto che qualcosa sta cambiando radicalmente la nostra vita e che la Shut-In Economy potrebbe diventare un qualcosa di molto triste ma necessario per continuare la nostra esistenza in modo quantomeno decoroso, per chi se lo potrà permettere.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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