ATOMIC BOMB LIQUIDITY (parte II) : nothing is impossible!
Alla fine anche lo SP500 ce l’ha fatta, è tornato alle quotazioni a cui si trovava a metà febbraio, prima del Covid. Un discorso a parte (già ampiamente sviluppato nei precedenti post (CLICK HERE) sull’oro, discorsi che non posso che confermare in toto.
Integro quanto detto ieri e nei giorni precedenti con una slide di importanza veramente assoluta, per capire in modo definitivo in quale grande pasticcio ci siamo cacciati.
Parlo di pasticcio perché lo sforzo fatto è impressionante e molto probabilmente non è ancora terminato. Ma è stupido non pensare che ci sarà anche un momento dove gli effetti collaterali si faranno sentire e “la natura manderà il conto da pagare”. Il New Normal può essere per sempre? Secondo me è molto difficile. E’ come se il sistema economico, per fuggire dalla recessione e dalla crisi, abbia deciso di aumentare sempre di più la velocità. Sempre in modo più importante, dimenticando che poi prima o poi bisognerà frenare, prima o poi ci sarà un imprevisto che potrebbe portare ad avere degli incidenti che potranno essere gestiti…come?
Fatta questa premessa, torniamo a noi.
21 maggio 2020, ho pubblicato un post che rappresenta un po’ la testimonianza di come tutto sia cambiato grazie all’intervento del “sistema” (governi e banche centrali).
La slide che vi consiglio di riprendere cliccando QUI riportava l’impatto del sistema rapportandolo al PIL globale. Nel periodo febbraio/arile ha significato globalmente un intervento pari ad ¼ del prodotto interno lordo di tutto il mondo.
Passano i mesi, ed ecco una slide aggiornata di JPMorgan a fine luglio, quindi non dell’ultima ora ma comunque molto interessante.
Come vedete la super bomba gli USA l’hanno sganciata subito e poi si sono fermati. La parte del leone l’ha fatta l’Europa, che passa ad un sostegno praticamente paritetico a quello USA rapportato al PIL. E poi l’incorreggibile Giappone, addirittura oltre il 60% in un’economia già oberata di debiti e che quindi fatica a beneficiare degli stimoli. Sempre interessante la posizione della Cina, che al momento è intervenuta ma con la mano leggera, pronta quindi ad eventuali situazioni critiche con l’arsenale pronto all’uso.
Totale? Ad oggi circa il 30% ma mi sembra chiaro che, se Europa e Giappone hanno fatto molto e anche recentemente, gli USA potrebbero tornare all’attacco, sia per necessità che per motivi di propaganda politica. E poi restano Cina e UK che sono per ora “di vedetta”.
Senza ombra di dubbio per fine anno il sostegno sarà almeno pari ad 1/3 del PIL globale, sempre che la situazione non degeneri (e allora a quel punto nulla diventa impossibile, quantomeno sulla carta, visto che di carta se ne sta stampando il giusto…).
Queste considerazioni devono servire per capire e meglio interpretare alcuni comportamenti sui mercati finanziari che sembrano assurdi, ma alla luce di quanto detto, assumono delle logiche ben definite.
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