BITCOIN: un asset class che ormai non può essere ignorata

22 Ottobre 2020 15:20

Quando bitcoin fa dei movimenti troppo violenti, come quelle degli ultimi giorni (+12% negli ultimi 7 giorni), mi mette angoscia. In questo momento sta sfiorando i 13.000 Dollari. Sarà solo una toccata e fuga o sarà un nuovo zoccolo delle sue quotazioni? Non saprei e non sono la persona adatta per queste domande. Del resto non seguo quotidianamente le quotazioni di bitcoin e delle criptovalute in generale, così quando accadono movimenti improvvisi al rialzo sono gli amici che me lo segnalano, forse sperando di avere qualche altra notizia a riguardo.

In effetti questa volta il movimento al rialzo può avere un motivo ben delineato: può essere dovuta al comunicato diramato da PAYPAL con il quale ha preannunciato l’ingresso delle criptovalute nella propria carta, che permetterà la compravendita di bitcoin e relativo uso per gli acquisti online. Ma indiscrezioni a riguardo circolavano già da qualche mese, quindi la notizia non mi ha stupito particolarmente; semmai avrà stupito (ed invitato ad investirci) i trader che non credevano nella solidità del progetto!

Perché c’entra Douglas Rushkoff

Nella vita per farsi un’opinione di un qualcosa è sempre necessario unire i puntini o, detta in un altra maniera, comporre i tasselli del puzzle. Uno dei tasselli che ritengo particolarmente importante per farsi un’opinione su bitcoin ma soprattutto sul nostro futuro, è un articolo pubblicato nel 2018 dal professore americano Douglas Rushkoff, grande esperto di mezzi di comunicazione. L’articolo, inconsapevolmente, è finito per diventare un pezzo direi cult i certi movimenti ambientalisti o per la decrescita felice, e si intitola La Sopravvivenza dei più ricchi. Qui l’autore ci racconta un episodio personale, l’incontro quasi segreto che ebbe con alcuni “ricchi” amministratori di importanti fondi di investimento (qui una delle traduzioni) con alcune loro stravaganti domande.

Ve la faccio breve, i pochi CEO presenti all’incontro, dopo aver posto a Rushkoff domande come “E’ megilio Bitcoin o Ethereum?” oppure “Quale sarà la regione che subirà di meno gli impatti dell’imminente crisi climatica?” ecco che li pongono la domanda di tutte le domande, la domanda fondamentale sulla vita l’universo e tutto quanto degna di un film di Douglas Adams:

Come potremo pagare le nostre guardie del corpo dopo che il denaro sarà diventato carta straccia?

[But how would they pay the guards once money was worthless?]

Avete capito bene: già da qualche anno chi maneggia grosse grosse cifre sa molto bene che l’attuale denaro, la moneta fiat, è destinata a finire. e sta cercando delle soluzioni, delle alternative. Se avete fatto caso negli ultimi mesi su questo argomento si è esposto il capo ricerca della Deutsche Bank, Jim Reid, ma nel 2019 persino il governatore della Banca d’Inghilterra aveva denunciato la necessità di trovare un sostituto del dollaro come moneta di riserva mondiale. Unite con la penna i puntini…Fine di un’era.

Chart BITCOIN BTC by Tradingview

Perché Bitcoin volta più alto della Fiat Money

Ricordiamoci che bitcoin è come l’oro, è una moneta-merce. Estrarre l’oro costa, così come costa estrarre un bitcoin. Bitcoin ha dei costi di produzioni importanti (potrei calcolarli ma non sto a tediarvi oltre). così come li ha l’oro. Macchinari, energia, forza lavoro. Che differenza c’è, dal punto di vista del valore, se questo “impegno” lo ho svolto in una miniera o in un datacenter? Per l’utente finale nessuno: ha in mano un oncia d’oro o un bitcoin (nel proprio cellulare) che comunque sono il risultato di fatica. Come lo è la produzione di un pomodoro o di una automobile. Soltanto che bitcoin è come l’oro, perché è raro e non subisce invecchiamento. Ed è di più, perché può spostarsi in lungo ed in largo per il pianeta in pochi secondi e senza particolari costi.

Con queste prerogative Bitcoin surclassa le valute nazionali, la carta straccia che ci rifilano i governi per far stare in piedi la baracca. Ma il giochetto della creazione di moneta debito sta arrivando al capolinea.

 

Bitcoin e SP500, 12 mesi.

 

Perché Bitcoin fa paura

Bitcoin oggi capitalizza 235 Miliardi di dollari, all’incirca come la banca JP Morgan (trovate qui la classifica delle “Largest Company”); praticamente un puntino nell’universo.

Ma cosa succederebbe se improvvisamente qualcuno non si fidasse più delle monete che stanno stampando a pieno ritmo le Banche Centrali ? E cosa succederebbe se questo qualcuno iniziasse a spostarsi su Bitcoin? Vi ricordo che i bitcoin disponibili sul mercato sono pochi, molto pochi. Meno di 15 milioni. Cosa direbbe la gente per strada se bitcoin arrivasse a 100.000 Dollari? E cosa penserebbero gli investitori e tutti quelli che non sono entrati ? Ve lo dico io, sarebbe il panico. Sarebbe come se il Titanic suonasse la sirena di abbandonare la nave prima ancora di vedere l’iceberg. Anche se il capitano annunciasse “abbiamo il radar, lo possiamo evitare”, tutti si butterebbero a mare. A partire da quelli che hanno le cifre maggiori da mettere al riparo.

 

Ho visto cose che voi umani

Quando nel dicembre 2017 in un momento di delirio collettivo bitcoin ha raggiunto i 20.000 dollari, io c’ero. Allora ho visto una corsa sfrenata alla ricerca della ricchezza facile. Oggi fortunatamente il mercato delle criptovalute è più maturo, più consapevole, e vi sono entrati anche operatori istituzionali.

Ma il periodo storico è diverso perché c’è una paura che ieri non c’era, dovuta a molteplici fattori: la stampa infinita delle banche centrali, la bolla enorme dei mercati azionari, l’assurdità degli interessi negativi, l’enorme numero di aziende zombie, la bolla dei debiti corporate e quella dei debiti statali, ma soprattutto i 2 Milioni di Miliardi di Derivati.

Per chi non le ha viste e vuole divertirsi con in numeri c’è il sito Visual Capitalist oppure il contatore del US Debt Clock. o un recente articolo di Andrea Cecchi sui derivati.

Ecco perché ho paura quando bitcoin si muove al rialzo troppo violentemente, perché potrebbe essere l’innesco della sfiducia verso il sistema in cui viviamo, sarebbe la valanga che trascina giù tutto, l’ago che punge la bolla globale. Ma una bolla che deflagrerebbe in un modo che l’umanità non ha mai sperimentato. Sarebbe la fine per molti Stati. Peggio di una guerra mondiale. Peggio di una crisi sanitaria.Come direbbe lo scrittore Mauro Corona, sarebbe la fine del mondo storto.

Ma non sperate nella salvezza portata dai governi, la soluzione deve essere cercata individualmente. Ed io credo che Bitcoin sia una di queste.