Mercato del lavoro USA: boom occupazionale allontana la recessione e spinge Wall Street

Quanto è successo venerdi deve esser quantomeno considerato. Il mercato del lavoro americano ha sorpreso tutti positivamente, ribaltando completamente lo scenario di inizio agosto. Questo dato inaspettato ha definitivamente allontanato i timori di una recessione negli Stati Uniti, causando un effetto negativo sui titoli a reddito fisso ma dando nuovo slancio alla crescita del mercato azionario.
Gli investitori si aspettavano delle sorprese dal mercato del lavoro per ottobre, e le hanno avute – ma non quelle che temevano. A differenza di due mesi fa, quando i dati deludenti avevano causato un moderato aggiustamento del mercato, i dati sull’occupazione di settembre hanno superato anche le previsioni più ottimistiche.
Sono stati creati 254.000 nuovi posti di lavoro, ben al di sopra della media degli ultimi cinque mesi (149.000), periodo in cui l’economia americana sembrava rallentare. Inoltre, il tasso di disoccupazione è sceso al 4,05%, un livello che in estate aveva preoccupato molti investitori.
Questo fatto mi ha subito fatto venire in mente due domande:
1. Possiamo accantonare la cosiddetta “Regola di Sahm” (un indicatore di recessione) alias la Sahm Rule, così come è già successo con altri indicatori economici che si sono rivelati potenzialmente inaffidabili? La stessa Claudia Sahm aveva previsto che questa regola avrebbe perso validità. Storicamente, quando si attivava questo indicatore, l’economia americana era già in recessione da circa due mesi. Ma oggi, dopo due mesi, non solo non c’è recessione, ma le analisi suggeriscono che non ce ne sarà una nei prossimi dodici mesi.
2. Le aspettative di un taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve si sono rivelate irrealistiche? La probabilità di un taglio di 50 punti base a novembre è solo del 10%. Di conseguenza, il mercato obbligazionario ne risente, con i rendimenti in aumento.
Al contrario, le borse reagiscono positivamente: le buone notizie tornano ad essere interpretate come tali. Goldman Sachs ha alzato le sue previsioni, stimando che l’indice S&P500 raggiungerà i 6000 punti entro fine anno e i 6300 punti nei prossimi dodici mesi. Il Dow Jones ha già toccato nuovi massimi storici.
Evviva evviva ma andiamoci cauti. Torniamo a parlare della Sahm Rule. Tanto per cominciare il dato di venerdi sull’occupazione secondo me è da prendere con le molle. Forse come la rilevazione precedente, che era decisamente negativa. La verità sta nel mezzo? Lo scopriremo già al prossimo giro. Intanto però, cari amici, una considerazione statistica.
La Sahm Rule al momento NON è ancora stata violata. Guardate il grafico qui sotto. Siamo ancora sopra lo 0,5 e se usassimo non la rilevazione U-3 ma quella U-6 i numeri sarebbero ben diversi. Ma lasciamo stare, teniamoci la più moderata versione U-3 e aspettiamo la prossima puntata che sicuramente ci dirà molto di più.
Sahm Rule con U-3 e U-6
