ABI: sofferenze bancarie a 200 miliardi. E con il 10% di NPL che cosa fareste?
Luci ed ombre per le banche italiane nell’ultimo report mensile dell’ABI.
Partiamo dalle luci che ho notato nel suddetto report.
Innanzitutto parliamo delle “nuove erogazioni” del credito. Il report ABI parla di un incremento degli impeghi per una percentuale pari a circa il 16% per i finanziamenti e un + 92,1% per i mutui immobiliari (surroghe pari al 30%). Dati che però meritano approfondimenti. Infatti relativamente allo stock totale dei mutui in essere, da quello che vediamo dalle statistiche fornite nel report, NON esiste alcun incremento. I MUTUI CONCESSI SONO SI, DECOLLATI, MA HANNO SEMPLICEMENTE COMPENSATO QUELLI ESTINTI. E difatti la variazione dello stock pari al -0.04% la dice lunga.
Poi sicuramente occorre dare merito a Mario Draghi e alla BCE che hanno lavorato per portare i tassi a livelli minimi e rendere agevole e conveniente l’accesso al credito e permettere almeno la compensazione.
Infatti i tassi sono ai minimi dal 2010.
Ma la cosa che un po’ preoccupa e che va a compensare i dati (buoni?) prima descritti è il peso delle sofferenze bancarie. Infatti in una fase di ipotetica ripartenza scopriamo che…
A settembre 2015 le sofferenze lorde sono risultate pari a 200,4 miliardi di euro, 2 miliardi in più rispetto ad agosto 2015 e circa 23,5 miliardi in più rispetto a fine settembre 2014, segnando un incremento annuo di circa il 13,3%; +22,4% a settembre 2014 (cfr. Tabella 7). In rapporto agli impieghi le sofferenze risultano pari al 10,5% a settembre 2015, il valore più elevato dell’ultimo ventennio: a fine 1996 aveva raggiunto il 9,9%, (9,3% un anno prima; 2,8% a fine 2007, prima dell’inizio della crisi), valore che raggiunge il 17,4% per i piccoli operatori economici (15,6% a settembre 2014), il 17,9% per le imprese (15,4% un anno prima) ed il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,7% a settembre 2014) (ABI)
Ops… ma non eravamo ripartiti? 10,5% rappresenta il valore più ALTO degli ultimi 20 anni. Ma forse questo dato potrebbe essere fuorviante. Andiamo più a fondo e…purtroppo abbiamo delle conferme. Con riguardo alle sofferenze al netto delle svalutazioni a settembre 2015 esse sono risultate pari a circa 87,1 miliardi di euro, in aumento rispetto a 85,9 miliardi del mese precedente. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente esse sono aumentate di circa 6 miliardi (+7,3% l’incremento annuo, in decelerazione rispetto al +13,4% di un anno prima).
Ma non solo. Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si è collocato al 4,84% (4,79% ad agosto 2015 e 4,49% a settembre 2014) e quindi in evidente peggioramento.
Draghi fa il possibile per pompare denaro, e per rendere interessanti come non mai finanziamenti ed i mutui. Ma il sistema economico continua ad essere claudicante e, con questo quadro (aumento sofferenze) è palese che le banche italiane non aprono veramente i rubinetti del credito.
Sul mutuo immobiliare, viene fatta una concessione di credito con ipoteca, (stilata in modo più prudenziale di quanto fatto in passato). Ma per le imprese funziona anche così?
In realtà si concede denaro soprattutto alle aziende ipersolide, che ovviamente ti rendono poco ma che almeno ti danno una buona tranquillità in sede di restituzione di capitale. Tanto per capirci, in queste aziende le condizioni le fa il cliente e non la banca.
E le altre aziende, quelle che invece hanno più bisogno? Per loro ottenere credito è ancora molto complesso. E le banche, vedendosi ancora questi livelli di NPL, non concedono a chi invece ne avrebbe veramente bisogno.
Volete prendervela con le banche? Beh, se voi foste al posto loro, in un mercato dove con 100 euro concesso, sapete che 10 euro non vi saranno restituiti, con una remunerazione di questi 100 euro pari ad annui 1.5 euro … che cosa fareste?
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