Accordo Grecia ed Eurozona: così vicini, cosi lontani…
Alla fine sembra tutto deciso. Ma attenzione: le ripercussioni a livello politico vanno ben oltre alla sola situazione di Atene. Ma è meglio allora uno shock subito (#Grexit) oppure una lunga agonia?
Tutto come previsto. Nessuna soluzione per la Crisi Grecia.
L’incontro tra gli ellenici ed i rappresentanti dell’Eurozona a Bruxelles è finito con un nulla di fatto. Ovvio, come poteva essere diversamente! Le posizioni di Grecia ed Europa sono molto distanti. Però sorprende il commento di Yaroufakis.
(ANSA) – BRUXELLES, 16 FEB – “Siamo stati eletti per cambiare questo programma, non per portarlo a termine, ma non ho dubbi che arriveremo ad un accordo nei prossimi due giorni, non vogliamo arrivare a un punto morto”: così il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis.
Anche la direttrice del Fmi Christine Lagarde è categorica: «Niente fondi alla Grecia se non completa il piano concordato con la Troika». Per fortuna che sono tutti così positivi, visto che ormai l’economia greca è finita in un “buco nero” economico che, come ricorda Fubini, ormai, ha oltrepassato il “punto di non ritorno”.
Così vicini…così lontani…soprattutto se poi si leggono i commenti ufficiali del governo greco che definiscono “irragionevole” e “inaccettabile” le proposte dell’Eurogruppo.
Tre sono i punti in massima sintesi bocciati da Atene:
a) estensione del programma attuale
b) uso migliore della flessibilità
c) controllo delle politiche economiche
d) la necessità di «assicurare surplus primari adeguati» (invece che riferirsi all’obiettivo del 3% nel 2015)
Il quarto punto è chiaramente molto più lasso e quindi non crea problemi.
La conseguenza dell’eventuale accettazione della Grecia del piano proposto da Bruxelles, è il via libera dell’Eurogruppo alla richiesta greca di estendere di sei mesi l’attuale programma «come passo intermedio» verso un accordo più complessivo. Intanto NON dimenticate che un terzo bailout greco comporta un esborso in aiuti di altri 60 miliardi di Euro.
Farsa in corso?
Insomma, tutto è molto complesso. Da una parte è palese la forte differenza tra le parti, come chiaramente evidenziato dal programma elettorale di Syriza. Ma dall’altra c’è la volontà di chiudere. Ma attenzione, per certi versi la soluzione del problema è già stata scritta. E ce l’ha detta Varoufakis: “…ma non ho dubbi che arriveremo ad un accordo nei prossimi due giorni…”
Quindi la Grecia è convinta di raggiungere l’accordo. Quindi in massima sintesi:
A) la Grecia vuole l’accordo
B) la Grecia arriva ad accettare un compromesso
Certo, sicuramente andranno incontro ad Atene, magari con migliori condizioni, o si inventeranno delle alchimie strane. Ma la cosa che conta è che SE la Grecia accetterà, o meglio se Syriza accetterà, avrà fallito.
Dico così perché così facendo tollererà il fatto di essere sempre e comunque non indipendente e libera come invece diceva di voler essere. Cosa che potrebbe fare solo se esce dall’Euro.
E sarà la vittoria dell’Europa, in quanto il compromesso greco andrà sicuramente a danno di tutti quei movimenti emergenti in Europa con chiara ispirazione antieuropeista. Inoltre (tranne casi estremi) verrà mantenuto, anche se solo parzialmente quel rigore voluto dalla Germania, anche perché quanto deciso dal meeting Atene-Bruxelles sarà un esempio per il futuro, un precedente a cui anche gli altri paesi più deboli dell’Eurozona si appelleranno per ottenere maggiore flessibilità e minor austerity.
Giovedi: il D-Day
Giovedi è il D-Day, almeno secondo le parole del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.
E alla fine… anche Syriza finirà per essere messa all’angolo e nulla cambierà: resta da capire se e come l’Europa sarà vittima di un ricatto. Visto che si arriverà ad un compromesso, molto dipenderà da quale parte penderà la soluzione presa.
Se le richieste della Grecia sono considerate “irresponsabili” da Schaeuble, è altrettanto vero che tutto il progetto Euro NON deve sottostare ad un eventuale ricatto di Atene.
Signori, NON dimenticate MAI tutti i brogli fatti dalla Grecia già fin prima dell’Euro, brogli che poi sono continuati imperterriti e che, forse, continueranno ancora dopo.
Se poi la Grecia dovesse mai uscire dall’Euro, il rischio di una frammentazione dell’Eurozona non si può escludere. Ma mi domando: a questo punto è meglio uno shock ed una ripartenza oppure una lunga e lenta agonia?
Tranquilli, la mia domanda ha già una risposta. Sicuramente una lunga agonia, è nello stile della politica economica degli ultimi anni (vedi USA).
Mettiamoci comodi, quindi, ed aspettiamo il compromesso. E scommesso che poi saranno tutti soddisfatti, ovviamente. Il teatrino continua.
STAY TUNED!
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