Accordo raggiunto. Cipro sarà salvata e verranno sacrificati i depositi oltre i 100.000 Euro

Pubblicato 25 Marzo 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:49

CRISI CIPRO: Raggiunto l’accordo nella notte. In questo modo, tassando i correntisti si cerca di ovviare la paura più grande: il rischio contagio (effetto domino). E in Italia? Massima allerta sulle obbligazioni subordinate.

Era quasi un pro forma quello che si aspettava dal Meeting straordinario dell’Eurogruppo di stanotte.
L’obiettivo chiaro a tutti era quello di evitare che le banche cipriote collassassero inderogabilmente, cercando una soluzione in extremis per evitare che la BCE, con il suo ELA non fornisse più liquidità alle banche di Nicosia.

Ma il sacrificio sarà comunque non da poco. La ormai arcinota Banca Popolare di Cipro, la Laiki Bank non sarà ventura ma sarà letteralmente CHIUSA. Penalizzati gli obbligazionisti, mentre verranno tutelati i depositanti. Anche se sugli stessi arrievrà la mazzata della tassazione. Come anticipato nei vari post del week end e della settiamna scorsa, arriverà una mega tassazione per i depositi oltre i 100.000 Euro. Aliquota ancora da decidere, si saprà nelle prossime ore. Accordo raggiunto alle 3 di stanotte.
CLICCATE QUI per leggere l’ Eurogroup Statement on Cyprus.

L’intesa prevede la completa risoluzione della banca Laiki, la seconda del Paese, “con il pieno contributo di titolari di azioni, obbligazioni e depositi non garantiti,” si legge nella dichiarazione dell’Eurogruppo. “Laiki verrà divisa in una buona e in una cattiva banca,” continua la dichiarazione. La parte sana della banca confluirà nella Banca di Cipro, il primo istituto di credito del paese.
Nella buona banca confluiranno i depositi sotto i 100mila euro, mentre quelli al di sopra di questa soglia “resteranno congelati finché non sarà effettuata la ricapitalizzazione della banca,” si legge nel testo pubblicato dall’Eurogruppo. Questi depositi “potrebbero successivamente essere soggetti a misure appropriate,” continua la nota. A sua volta la Banca di Cipro sarà soggetta a ricapitalizzazione, anche in questo caso, “con un pieno contributo dei titolari di azioni e di obbligazioni,” e “con una conversione dei depositi non garantiti in azioni”.

Garanzia sui depositi al di sotto del 100 mila euro – L’entità del prelievo che di fatto verrà effettuato su tali depositi non è calcolabile al momento, ma fonti Ue lasciano intendere che sarà sostanzioso. I 10 miliardi di aiuti dall’Ue non saranno utilizzati per la ricapitalizzazione delle banche cipriote. D’altra parte, “tutti i depositi garantiti in tutte le banche saranno pienamente protetti in linea con la legislazione Ue,” si legge nella nota. Le regole Ue prevedono appunto la garanzia assoluta sui depositi al di sotto dei 100mila euro.

I primi aiuti disponibili a maggio – L’accordo sul finanziamento Ue da 10 miliardi verrà finalizzato “entro la terza settimana di aprile”, si legge nella dichiarazione dell’Eurogruppo, in modo da poter avere i primi aiuti stanziati a maggio. A questi fondi, potrebbe aggiungersi un finanziamento extra da parte del Fondo monetario internazionale, come auspicato dall’Eurogruppo nella nota conclusiva. Nel frattempo, misure di controllo dei capitali verranno applicate a Cipro “vista la situazione di emergenza,” continua la nota precisando che “le misure saranno temporanee, proporzionate, non discriminatorie e soggette ad una rigida supervisione”. (Source)

I commenti di Sarris sono quasi entusiastici: «Abbiamo evitato una disastrosa uscita dall’euro e la bancarotta, andiamo incontro a tempi duri per Cipro, ma è il miglior accordo che potessimo fare». E tra le altre cose, il provvedimento non dovrà nemmeno passare in Parlamento, non essendo una tassa, bensì una ristrutturazione straordinaria delle banche.
Alla fine questo provvedimento accontenta anche tutti coloro che voleva mantenuto un principio sacrosanto, che andava a difendere il risparmio, in particolar modo dei più deboli. I conti correnti dovrebbero essere garantiti dal governo almeno fino a 100.000 euro. Lo scorso fine settimana questa certezza è crollata. Ora con le ultime news si rimette un po’ di ordine anche in quest’ambito. Verranno invece tassati i depositi OLTRE i 100.000 euro. Il che resta grave comunque. Il motivo?

La risposta è semplice: il timore per il rischio contagio. Come già detto, si propende a bastonare i risparmiatori, anziché far ricadere gli oneri sul sistema finanziario comunitario (ESM, creato ed abilitato per il bailout bancario), per evitare appunto che il mercato si “agiti troppo”. Ma è la soluzione giusta? Non credo proprio .Però ormai questo è il nuovo stile. E tutti, anche in Italia, guardano con sospetto cosa accade a Cipro. Temendo ovviamente che poi accada anche qui da noi… Ribadisco quanto detto in passato. Massima attenzione soprattutto ai Bond subordinati. Saranno il primo elemento che verrà colpito in caso di ristrutturazione del settore bancario in Italia.

STAY TUNED!

DT

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