AGIRE! E Subito! (senza guardare a Merkel, Bruxelles ed Eurozona)

Pubblicato 24 Settembre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:29

Germania: trionfa la Merkel, non arriva al 5% l’AfD, ma NESSUNO ci farà MAI sconti. Dobbiamo finalmente puntare su NOI stessi. Prima che sia troppo tardi.

Chi più, chi meno, si è dilettato come il sottoscritto a giocare un po’ nelle ultime ore, illudendosi di diventare un esperto di politica teutonica.
Le elezioni tedesche ovviamente avevano un’importanza siderale per meglio capire cosa potrebbe succedere all’Eurozona nei prossimi mesi.
Noi siamo attenti sopratutto ai NOSTRI interessi, cioè capire se a noi conveniva questa rielezione oppure no.
Non posso negarvi che io, fino a qualche settimana fa, ero decisamente positivo nel caso di rielezione della arcinota Frau Merkel. E mi preoccupava non poco l’eventuale raggiungimento, da parte del partito AfD, del livello soglia 5% che gli permetteva di entrare nel Bundestag, con tutto quello che derivava in ambito di ostruzionismo da parte di un partito così radicalmente anti-europeista.
Quindi, alla fine della fiera, dovrei essere soddisfatto!

* Merkel rieletta.
* AfD fuori dai giochi essendosi fermato al 4.7%.

Ma non è così.

Nelle ultime settimane, leggendo i vari siti e giornali non solo italiani, mi sono reso conto che Angela ha cercato di fare fondamentalmente due cose. Innanzitutto cercare di accaparrarsi tutti coloro che facevano parte di un partito che, sempre più, domina nelle fasi pre-elettorali, ovvero il “partito degli indecisi”.
E in secondo luogo, la Merkel ha cercato di accattivarsi tutti quelli che facevano un pensierno, nel subconscio, a dare il voto ad Afd, diventando molto più nazionalista e meno Euro permissiva.
Lei sapeva benissimo che con AfD nel Bundestag qualsiasi votazioni in ambito “Eurozona” sarebbe stata bocciata sonoramente e rimandata in Corte Costituzionale.
Brava Angelina, sei riuscita in tutti I tuoi intenti!
Il prezzo da pagare, però, è stato un violento inasprimento delle sue posizioni europeiste.
Se fino a ieri si aveva la speranza di una Merkel Filo UE, con cui discutere di Unione Bancaria, e poi a tendere Unione Fiscale, oggi tutto questo può venire archiviato.

“Non concederemo mai gli Eurobond ” (detto nel suo ultimo comizio elettorale).

Ecco, appunto…
Ora la situazione sembra schiarirsi.
Rischiamo di trovarci…tutto come prima se non peggio. Germania che vuol continuare a correre PIU’ degli altri e il resto d’Europa che annaspa alla disperata, in un sistema che purtroppo non dà via di scampo a quei paesi che, come l’Italia, non possono sopravvivere se non arriva un ammorbidimento dell’austerity e della rigidità di Bruxelles (e chi comanda è la Germania ovviamente)
Per farla breve, dice bene Guido Gentili in un suo brillante articolo:

Il sistema-euro, come si è edificato nel tempo, è lo specchio del permanente successo tedesco, scaturito delle coraggiose riforme della prima metà del decennio scorso ma consolidatosi poi sotto lo stesso mantello protettivo dell’euro. L’export, fondato su un’industria di qualità altissima a capace di competere con successo su tutti i mercati del mondo, gira oggi al massimo e la disoccupazione è inferiore al 5,5%. Non sarà tutto oro quello che riluce, milioni sono i “minijob” (gli impieghi minimi pagati al massimo 450 euro al mese senza tasse e contributi previdenziali limitati), ma la Germania è in gran forma.

“Fate come noi, siate competitivi”, ha appena detto rivolto all’Italia che produce, lavora e governa, il presidente degli industriali tedeschi Ulrich Grillo. Parole, in un’Europa degli Stati dove comanda quello più forte, che suonano diverse da quelle diplomatiche del ministro delle Finanze Wolfgang Schauble: «Non chiediamo agli altri di essere come noi, non vogliamo un’Europa tedesca». Già, ma anche a volerlo, alle condizioni date dell’euro-costruzione, che possibilità hanno i paesi in crisi di avvicinarsi al modello, e al successo, tedesco? E come si spiega il passo doppio della Cancelliera Angela Merkel che da un lato esclude gli eurobond e dall’altro dice che «quello che va bene all’Europa va bene per la Germania?». (Source)

Ma se la Germania continua con la sua politica tedesca di nome e di fatto, che ne sarà di noi? Come possiamo pretendere di tornare a crescere se non ci vengono fatte delle concessioni per poter fare proprio quello che LORO chiedono?
E’ un problema di competitività, di crescita, di investimenti, di taglio del cuneo fiscale, di disequilibri comunitari (paesi del Nord in surplus e del Sud in deficit).
E mi sembra abbastanza ridicolo che la Merkel se ne esca dicendo “alla lunga la Germania può andare bene solo se va bene l’Europa”.
Alla lunga però saremmo tutti morti. E questo non me lo deva ricordare Angelina…

ATTENZIONE: ma noi facciamo la nostra parte?

Certo, noi dobbiamo metterci del “nostro”, agendo sulla spesa pubblica andando a tagliare tutte le voci inefficienti. Ma perdonatemi…oramai questi sono LUOGHI COMUNI che ci diciamo da anni.
Tante cose sono state promesse ma MAI si è agito. E non è un caso che molti tentativi di spending review negli ultimi anni siano poi stati archiviati con un “Nulla di fatto”.
E siccome oggi mi sento molto “critico”, vorrei però pregare tutti ad evitare di continuare a piangersi addosso.

Sono finiti quei tempi in cui “Berta filava”. Ora occorre AGIRE! Dare la colpa del nostro cronico e grave stato di cris SOLO alla Germania o all’Euro , sarebbe una vera e propria mancanza di realismo.
La verità è che noi ci siamo illusi che, entrando nell’Euro, ci fosse la matematica soluzione a tutti i nostri problemi di debito e di bilancio.
“Ci penserà Mamma Eurozona!”
Abbiamo avuto per anni la possibilità di “metterci in riga”, proprio quando, entrando nell’Euro, ci siamo ritrovati con tassi a livelli mai visti prima. Ed invece ora…debito PIL al 130%. Complimenti.

Dobbiamo suicidarci?

E allora che facciamo? Game over?
NO! Non deve essere così. Se allora dovevamo fare delle riforme, le stesse riforme si possono e si DEVONO FARE ORA!!!
Abbiamo perso più di 10 anni, vero. Ma possiamo ancora (con più sacrifici) fare qualcosa di buono.
E lo possiamo fare non perché ce lo dice Bruxelles o la Merkel. Dobbiamo farlo per noi, per i nostri figli e il nostro futuro.
Certe manovre saranno anche impopolari. E chi mi segue da più tempo, sa a cosa mi riferisco. Pagheremo, come detto, il tempo perso, ma DOBBIAMO AGIRE.

E se continuiamo a piangerci addosso, a fare ridicoli teatrini di politica, a rimandare tutto, sarà SEMPRE peggio. L’esempio ce l’abbiamo davanti agli occhi, che è anche il nostro futuro assicurato se continuiamo con una politica NON interventista. Si chiama GRECIA.

Sta a noi, popolo italiano, decidere.

STAY TUNED!

DT

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