ALERT: BANCHE CENTRALI NEL MIRINO
La Crisi Grecia resta tema predominante nei Meeting BCE e FOMC. Ma attenzione, Mario Draghi dovrà decidere se fornire ancora liquidità alle banche greche tramite l’ELA e la FED dovrà confermare quanto detto nell’ultimo incontro. Il clima si fa sempre più caldo.
Oggi sembra un mercoledì come molti altri. In realtà non è così. Due banche centrali si riuniranno e potrebbero ridisegnare la strada del futuro dei mercati finanziari. Dite che sto esagerando? Non voglio fare catastrofismi ma semplicemente illustrarvi la realtà delle cose.
Prima banca centrale a riunirsi è la BCE. Andando subito al nocciolo della questione, oggi Mario Draghi e soci si riuniranno in teleconferenza per prendere una decisione molto importante da cui potrebbe dipendere il futuro di un paese ed il comportamento di altre istituzioni finanziarie nei suoi confronti. Il paese in oggetto è ovviamente la Grecia.
Il board della Bce si riunirà, come ogni settimana, per decidere come comportarsi con le banche greche, nella fattispecie decidendo se innalzare o meno il tetto dei fondi ELA necessari alle banche greche per la gestione ordinaria della liquidità (che sta uscendo copiosamente dal paese) e che ammonta ad oggi a 83 miliardi di euro.
Per chi non conoscesse i fondi ELA eccovi un promemoria.
L’ELA consiste nell’erogazione da parte delle banche centrali nazionali (BCN) dell’Eurosistema di:
(a) moneta di banca centrale e/o
(b) qualsiasi altra tipologia di assistenza che possa comportare un incremento della moneta di banca centrale
a favore di un’istituzione finanziaria solvibile o di un gruppo di istituzioni finanziarie solvibili che si trovino ad affrontare temporanei problemi di liquidità, senza che tale operazione rientri nel quadro della politica monetaria unica. La responsabilità dell’erogazione di ELA compete alle rispettive BCN (banche centrali nazionali, ndr). Ciò significa che qualsiasi costo e rischio derivante dalla concessione di ELA è sopportato dalle rispettive BCN. (Source: BCE)
Allo stato attuale, le banche greche hanno bisogno di un ulteriore incremento di questo ELA. Ma se la BCE vede ormai vicino il default della Grecia, e siccome per erogare tali cifre la BCE pretende come garanzia dei bond, capite benissimo che ci potremmo trovare davanti a delle belle sorprese.
1) La BCE NON eroga più capitali ( il che significherebbe crisi di liquidità per gli istituti di credito ellenici)
2) La BCE continua ad erogare con lo stesso sconto sul nominale (pari circa ad un 30%) come ha fatto fino ad ora e quindi le banche continuerebbero a tirare avanti
3) La BCE aumenta sensibilmente lo sconto dei titoli dati in garanzia. A quel punto bisogna capire quali saranno le dinamiche e le conseguenze relative.
Draghi alcuni giorni fa ha dichiarato che le banche greche verranno aiutate fintanto che restano solventi. Ma fino a quando questi istituti possono essere considerati tali? E cosa potrebbe anche portare questo scenario? Alla necessità di mettere le “manette” alla liquidità greca con uno stretto controllo dei capitali. Immaginatevi lo scenario: bancomat a secco, banche chiuse per diversi giorni, stop a tutte le movimentazioni bancarie in uscita. Si andrebbe ad inchiodare il già martoriato sistema economico e bancario greco. Ma questa decisione non spetta alla BCE. E’ più di competenza dell’Eurogruppo il quale potrebbe già riunirsi nei prossimi giorni sopratuttonel caso in cui non si trovino soluzioni soddisfacenti per la crisi greca.
Ma oltre alla BCE , oggi è anche il giorno del Meeting FOMC.
Per carità, non ci aspettiamo nulla di rivoluzionario. Anzi, quello che mi aspetto è addirittura un “rafforzamento” delle dichiarazioni dell’ultimo FOMC.
Non solo i rialzi dei tassi d’interesse americani saranno graduali. Anche la rotta di avvicinamento sarà cauta e soprattutto ben segnalata. È questa la “bozza d’intesa” raggiunta nel dialogo instaurato dalla Federal Reserve con i mercati, l’equivalente economico-finanziario d’un negoziato diplomatico dall’alta posta in gioco. Pace o conflagrazioni. Una bozza che dovrebbe uscire rafforzata oggi, alla conclusione di due giorni di incontri al vertice della Banca centrale. Nessuna decisione immediata, ma tanto lavoro per valutare lo stato di salute dell’espansione, fiaccata da un primo trimestre in contrazione ma parsa in solido recupero nei mesi successivi. E per preparare il terreno a una stretta ben calibrata – la prima dal 2006 – ora attesa dai mercati per l’autunno. (Source)
Quindi la “mission” della FED sarà quella di rasserenare gli animi, già molto tesi per la Grecia, spostando l’attenzione degli operatori sull’autunno (SETTEMBRE) anche se poi bisognerà vedere se la FED in tale data aumenterà i tassi. I sondaggi più recenti vedono proprio settembre come la data “giusta” per il primo rialzo. Io continuo ad optare per il fine anno se non inizio 2016. E mi sento di escludere di vedere decisioni diverse. Sarebbero viste in chiave destabilizzate e la FED tutto può volere, tranne che vedere la percezione del rischio finanziario che torna a salire, e la fiducia che scema.
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