ALL IN sull’azionario Europa che vuole recuperare il tempo perduto
Ormai è evidente che ci siamo detti già un po’ tutto. Il mercato è pregno di rischi latenti che non sono ponderati. Questo può servire per la cronaca ma, per i portafogli e le performance, interessa poco visto che Wall Street non fa altro che macinare nuovi massimi.
In moderata ascesa Wall Street dove l’indice Dow Jones si è apprezzato dello 0,41%, lo S&P 500 circa dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,46%. Per questi ultimi due si tratta dei nuovi livelli record.
A sostenere le borse sono stati soprattutto i prezzi del petrolio, che sono saliti circa del 2% con il Wti a 48,85 e il Brent a 51,8 dollari al barile. Russia e Arabia Saudita, principali produttori di greggio al mondo, hanno detto di voler prorogare l’intesa sul taglio della produzione per stabilizzare il mercato e ridurre le scorte commerciali di petrolio alla media degli ultimi cinque anni. Prima della prossima riunione dell’Opec, in programma per il 25 maggio, è prevista una consultazione anche con gli altri Paesi produttori. (MF)
Si sa, è una questione di sentiment, L’ottimismo va a gonfie vele e spinge il denaro, che dio certo non manca nel mondo della finanza, verso l’azionario. Sempre e solo Wall Street? Questa volta no.
Per carità, la borsa USA non viene certo ignorata (altrimenti come giustificare i nuovi massimi?). Nel complesso si tratta del flusso positivo più significativo da ottanta settimane a questa parte ($8,8 mld) e anche del flusso più consistente sulle azioni europee ($6,1 mld).

Tutti i timori del cosiddetto “rischio sistemico” vengono cancellati dalla vittoria di Macron che, questo è vero, cancella o forse solo rimanda il rischio della Euroframmentazione, ma di certo non risolve le mille magagne a cui siamo potenzialmente soggetti.
E se da una parte il cosiddetto “Macronomics” riempie di fiducia gli investitori in Europa, dall’altra abbiamo pur sempre un “Trumponomics” che fa acqua da tutte le parti, in cui il mercato, per ora, ha ancora una fiducia quasi cieca.
Cosa importa che c’è il rischio di un nuovo Watergate. Fin che la barca va, lasciamola andare. La liquidità, come detto, è la regina assoluta, questi soldi devono pur essere investiti da qualche parte, e fintanto che il mercato ci crede, tutto continua imperterrito al rialzo e l’Europa, rimasta indietro rispetto ad altre piazze azionarie, ha tutte le intenzioni di recuperare il tempo perduto.
Viviamo alla giornata, e la totale impermeabilità del mercato a qualsiasi evento può solo dire due cose. La prima: la convinzione degli investitori resta forte anche se è il retail, come detto, a farla da padrone. La seconda: il non ponderare nulla è un segnale secondo me estremamente pericoloso. Non c’è rischio, non c’è missile lanciato per gioco, non c’è attacco hacker, non c’è Watergate che regga il confronto con il sentiment. Appunto, finchè dura.
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