L’altra faccia della volatilità: VIX vs VXV

21 Marzo 2016 11:11

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A volte mi diverto a cercare dei particolari indicatori che vadano poi a tradursi in interessanti chiavi di lettura. Non mi fermo, però, ai” soliti” RSI o MACD, tanto per fare due esempi, ma mi diletto ad analizzare anche particolari “ratio” che vanno a legare certe asset class.

Quando parliamo di volatilità, viene in mente a tutti il classico volatility index, detto anche VIX. Ma non c’è solo il VIX. Per esempio, se andiamo a prendere il VIX a 3 mesi, si chiama VXV. Diventa molto interessante andare a mettere in relazione proprio il VIX con VXV, creando un nuovo ratio di volatilità che va a scoprire i vari estremi di mercato.
Se ve ne parlo è perché ho trovato qualcosa di interessante . Ed eccovi qui una rapida analisi.

VXV/VIX e minimi/massimi di mercato dello SP500

vxv-vix-spx

Quando il rapporto tra VXV e VIX raggiunge i suoi picchi massimi, ci troviamo molto spesso proprio coi massimi di mercato. Quando invece lo stesso ratio raggiunge i suoi liveli di minimo, allora è un eccellente segnale bullish.
Guardate ora invece dove si trova: 1.28, ovvero oltre il tradizionale livello di massimo che poi ha portato sempre a delle interessanti correzioni.
Ovviamente non c’è nessuna legge scritta che certifica la partenza di una correzione quando si arriva in area 1.24. Intanto però questa statistica risulta essere un esercizio degno di considerazione. Qualcuno magari sorriderà, altri prenderanno questa analisi in modo più serio. Vedremo chi avrà ragione.

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Danilo DT

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