ANALISI CICLICA: Grafico DAX e previsioni di tendenza

Pubblicato 17 Settembre 2012 Aggiornato 7 Agosto 2014 23:33

Guest post: analisi ciclica dell’indice benchmark europeo, il DAX

 

L’Intermedio o T+3, dalla durata medio-statistica-convensionale di 64 giorni, è la ciclicità temporale che gode della maggiore considerazione per una serie di validi motivi:

  • perché è convenzionalmente riconosciuto e analizzato permettendo agli analisti di confrontare le proprie opinioni partendo da assunti condivisi. Il primo di essi è che esiste;
  • perché ha una durata ragionevolmente adatta ad operazioni di medio periodo e a fornire indicazioni di trend per la direzionalità di  lungo periodo e dei suoi cicli superiori e di breve periodo indicando la tendenza per i suoi sottocicli;
  • perché il T+3 come quasi sempre i cicli dispari (T-3, T-1, T+1) è dominante rispetto ai cicli pari; c’è sempre, insomma, o quasi.

Ricordiamo però che rimane pur sempre una unità di misura convenzionale, non un obbligo precostituito a cui i prezzi hanno il dovere di assecondare il loro andamento. E soprattutto convenzionale è definirne ed imporne la durata.

Se il T+3 deve essere orientativamente la quarta (o la terza o la quinta) parte di un Annuale, la metà (o parte di esso o un terzo di esso) di un Semestrale, il ciclo superiore di un Mensile, allora l’applicazione degli assunti ciclici permette di sgrossare una definizione di T+3 che vada al di là di un puro recinto temporale costituito da numero di giorni minimi e massimi: un Intermedio di conseguenza è un ciclo che insieme:

  • interrompe una sequenza negativa di ordine Tracy superandone o meno il massimo
  • parte da un minimo capace di durare almeno un T+1 (T+1 positivo) oppure, più raramente e in caso di sequenze dei sottocicli – – – -, che duri almeno il 75% di un T+1 (T+1 negativo ma in configurazione rialzista)
  • chiude con almeno un Tracy al ribasso che insiste nella sua seconda (o terza se esistente) parte
  • non è più riconducibile ad un unico ordine T+2 e non ancora riconoscibile come unico T+4 individuati secondo le medesime cognizioni
  • una volta intrapresa senza dubbio la sua fase di chiusura nella sua seconda (o terza) parte non ospita un Tracy al rialzo

Con questa metodologia le congnizioni Prezzo/Tempo ritengo garantiscano una individuazione più corretta rispetto a quella offerta da un semplice conteggio delle barre o da quella, in presenza di trend impulsivi e persistenti ancor meno affidabile, ricavata da indicatori e oscillatori.

Ovviamente in uno svolgimento scolastico di un Intermedio (come di qualsiasi ciclo) scolastico, Prezzo/Tempo, conteggio temporale, indicatori ed oscillatori parlano la stessa lingua e forniscono all’analisi ricche e preziose indicazioni oltre che reciproche conferme. Ma di scolastico l’investitore sa per esperienza che un grafico offre ben pochi esempi.

Ecco allora perché dal minimo del 30/8/2012 ed in assenza di alcuna scolastica e usuale informazione da parte di medie mobili semplici, indicatori di momentum e di ipercomprato/ipervenduto, velocità centrate ed indicatori di ciclo le nostre cognizioni cicliche di Prezzo e Tempo, ove un T+1 al rialzo o in configurazione rialzista ce ne offrisse entro 2/3 sedute la necessaria ed al momento scontata ultima conferma, dopo 11 giorni potremo doverosamente iniziare un T+3 (di cui nulla sappiamo circa polarità, durata, forza).

Ed ecco ancora e soprattutto perché, al contrario e alla ricerca dell’applicazione dell’assunto cardine dell’analisi ciclica dell’inverso per cui ad ogni top del sottostante, a parità di gradiente ciclico, deve corrispondere un bottom del suo inverso risalta che sul Top del T+3 di indice  (7105 del 21/8) intercorso dal 5/6 al 30/8 non corrisponde, se non in modo più che flebile e ciclicamente impalpabile, un Bottom di T+3 dei massimi. Il T+3 inverso dunque pare, se non addirittura più correttamente dimostra, di non consistere.

Manca infatti a far data dal 21/8, dopo l’interruzione di una sequenza ribassista di ordine Tracy, un T+1 al rialzo  e manca anche un T+1 che suppur al ribasso viva almeno per il 75% del suo sviluppo al rialzo. Manca in definitiva il T+3 dei Top; perde consistenza a vantaggio:

  • del Semestrale T+4 in corso dal 16/3 e vincolato al ribasso in cui un T+1 al rialzo non è consentito se non in una nuova oscillazione ciclica

  • e del Mensile T+2, esso sì confermato da un Tracy al rialzo, in corso dal 21/8, vincolato al ribasso e giunto a 18 giorni in cui il terzo eventuale Tracy è libero da vincoli ribassisti che invece ricadono necessariamente su un eventuale quarto Tracy

Tutto quanto fino ad ora premesso, accertato ed ipotizzato, trova la sua naturale conseguenza operativa nello spostare l’attenzione e le coordinate del nostro personale Battleplan sul T+4 fissando, in attesa che la chiusura del primo T+1 permetta di affinare le analisi, un Punto di Controllo primario a 6871

 

Sul breve periodo per un T+1 al terzo T-1 e a 11 giorni ancora in fase rialzo risponde un T+1 inverso a 18 giorni e al quarto T-1 al ribasso.

Sull’inverso un nuovo T-1 al rialzo confermerà la presenza di un nuovo T+1; sull’indice un T-2 al ribasso è la condizione minima per chiudere o iniziare la fase di chiusura del T+1 di indice.

SOURCE: Appunticiclici

Brigitrader

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