Arriva il momento del DEF: Tria traditore o garante dell’interesse pubblico?
Siamo alla vigilia di quel giorno che potrebbe essere la chiave del nostro futuro nel bene e nel male.
Il grafico che vi ho postato qui sotto vi mette in evidenza come in Italia, rispetto agli altri paesi europei, il cosiddetto “populismo” (ovvero l’asse Lega-M5S) abbia ormai preso uno spazio che non può essere ignorato. E soprattutto impressiona il gap che si è formato tra il risultato delle ultime elezioni e i più recenti sondaggi, dove addirittura il movimento gialloverde arriverebbe al 60%.
Permettetemi però una nota.
In molti stanno contestando Tria per la sua “rigidità” (tanto che sono addirittura arrivate voci di dimissioni, poi smentite) nel dover affrontare il nodo del deficit PIL. E’ infatti noto che il suo pensiero è elemento di spaccatura.
A poche ore dal consiglio dei ministri decisivo per il programma di finanza pubblica manca la decisione finale del governo (…) È il Movimento 5 Stelle ad aver riacceso le tensioni, rilanciando l’idea di portare il deficit dell’anno prossimo al 2,4%. Molto sopra il livello considerato accettabile dal Tesoro, con il ministro Tria che non appare disposto a salire oltre l’1,9% e avrebbe minacciato le dimissioni piuttosto che dare il via libera a un budget che mette a rischio i conti. (…) Pacato nei toni ma duro nelle parole, Tria aveva ricordato alla platea di Confcommercio di aver «giurato di esercitare le mie funzioni nell’esclusivo interesse della Nazione, e non di altri. E questo giuramento era comune a tutti» i ministri. E questo «interesse», secondo Tria, coincide con l’esigenza di mantenere la «stabilità finanziaria, senza la quale non c’è crescita». [Source]
Ecco, cari amici, rileggetevi BENE cosa ha detto Tria e che forse NON è ben chiaro a tutti. Quando un ministro giura, lo fa con l’intenzione di essere garante del BENE COMUNE e non nell’interesse del mero populismo.
Ora, è ovvio che tutti vorrebbero poter fare tante cose, avere più soldi, vivere meglio, ecc ecc. Ma la coperta è CORTA, e quindi scelte non oculate potrebbero avere effetti molto più devastanti di una caramella che verrebbe data con un DEF più accomodante.
E mi fa sorridere chi pensa che la colpa di Tria sta nel fatto di aver accettato l’incarico, senza pensare che era all’interno di un progetto espansivo, oltremodo espansivo, e anche rivoluzionario quantomeno nei toni, ideato dall’asse Lega-M5S.
No signori, Tria si sta dimostrando un personaggio sopra le righe, che lavora per l’interesse della Nazione e non su un contratto di governo che, lo ripeto, lascia il tempo che trova perché non poteva (ed i fatti lo dimostrano) e non potrà essere mantenuto (provate poi a contare quanti punti sono “rimandati” al futuro”.
Detto questo, attendiamo gli eventi. Intanto il mercato prende posizione e mette pressione lanciando un messaggio. Se il deficit sarà oltre il 2%, c’è il rischio di un’ondata speculativa contro l’Italia. Certo, possiamo anche incavolarci per il fatto che siamo schiavi di queste situazioni, ma dobbiamo conviverci. No way out.
STAY TUNED!

