Asse ROMA-BERLINO: Rifare l’Europa. Ora o mai più.

28 Maggio 2014 15:15

La vittoria di Matteo Renzi (l’ho già detto, secondo me non è stata la vittoria del PD) deve essere una base di partenza importante, molto importante per l’Italia. E questo a prescindere dal fatto che piaccia o no l’Ex sindaco di Firenze.

Il fronte della protesta più estrema ne esce un po’ ridimensionato in Italia, mantenendo sempre un peso rilevantissimo. In altri paesi invece ha trionfato. Vedi ovviamente la Francia con il Fronte Nazionale primo partito.
O come anche in Gran Bretagna, dove l’UKIP diventa clamorosamente il top, davanti ai soliti laburisti e conservatori.

Ma attenzione. Non confondiamoci. La vittoria di Renzi NON deve essere vista come il trionfo dell’immobilismo. Sarebbe un grande errore, come sarebbe imperdonabile per il buon Matteo non sfruttare in modo proattivo il sostegno che ha avuto (e quindi il suo “stato di forza”) in Italia e che lo legittima come portatore del volere di una buona fetta degli italiani. Addirittura Fitch (certo che ste agenzie di rating…) vede nella vittoria di Renzi elementi per un potenziale upgrade.

La decisa vittoria riportata dal Partito democratico alle Europee è una buona notizia per l’Italia perché rilancia la leadership di Matteo Renzi e il suo programma di riforme.

E’ quanto scrive l’agenzia di rating Fitch in una nota di commento sulle elezioni di domenica scorsa.

“In Italia, il risultato del Pd di Matteo Renzi è stato straordinariamente forte (41% dei voti), al termine di una campagna elettorale combattuta soprattutto sui temi delle riforme e della partecipazione dell’Italia all’euro. La netta affermazione elettorale del Pd rispetto a M5s e Forza Italia rafforza il mandato di Renzi. Consideriamo questo un elemento positivo per il merito di credito poichè dovrebbe dare maggiore spinta all’agenda economica” fissata dal premier. (Reuters)

SI, si riparla di Europa, ma non di smontarla ma di RIFARLA: ed è quello che io vorrei. Tutti, Germania in primis, non possono ignorare la forza dei partiti Anti Euro e nello stesso tempo la necessità di cambiamento di QUESTA Europa.
E il voto di protesta potrebbe essere fondamentale per forzare la mano ai teutonici per partire con il vero “wind of change”.

Maggiori equilibri, priorità alla crescita, revisione del fiscal compact, rifacimento dei patti, insomma avere l’umiltà e la capacità di fermarsi un attimo, schiacciare sul tasto RESET e ripartire, ben consci che il modello attuale è insostenibile, improduttivo, deleterio e antieconomico nel lungo termine anche per la Germania, proprio quella Germania che oggi ha visto dati sull’occupazione ben peggiori delle attese. Anche i panzer piangono…

BERLINO – Il tasso di disoccupazione in Germania è rimasto invariato a maggio al 6,7%, ma il numero dei senza lavoro è aumentato a sorpresa per la prima volta in sei mesi. Questo mese c’è un rialzo di 23’937 unità a 2,905 milioni di disoccupati, secondo quanto comunica l’Agenzia Federale del Lavoro di Norimberga. Le stime erano di un calo di 15’000 unità. (TOL)

Questi dati potrebbero finalmente convincere la Germania, che si trova sempre più isolata ed all’angolo, ad accettare programmi più orientate alla crescita anche dei paesi periferici. Una politica volta solo al rigore ha dimostrato di essere controproducente. E la BCE potrebbe essere uno dei motori di questa ripartenza.

Per farla breve, l’Unione Europea (e il suo Parlamento) deve parlare il linguaggio dei cittadini, rappresentarne le esigenze, le volontà, le richieste. La Germania non può continuare ad essere cieca nei confronti di tutto questo. Si necessita di nuovi equilibri, nuove dinamiche, nuove logiche europee. Da alcume parti si parla addirittura di un asse Roma Berlino, cosa che rasentava la follia fino a qualche giorno fa ma che oggi sta diventando una possibilità, proprio perchè Renzi è forte del consenso politico appena ricevuto.

(…) Merkel e Renzi sono destinati a formare un asse Roma-Berlino inimmaginabile solo fino a pochi giorni fa e riportando così l’Italia a svolgere un ruolo da protagonista in Europa. Dopo anni di “estraniazione strisciante” tra Italia e Germania potrebbe riaprirsi una vera e decisiva collaborazione.

Già con la recente visita di Matteo Renzi a Berlino si erano poste le basi per un rilancio delle relazioni politiche italo-tedesche. Allora Angela Merkel fu molto cauta, del resto Renzi era il quinto presidente del consiglio italiano che incontrava e il terzo solo negli ultimi tre anni. Tuttavia, il fatto che Renzi, diversamente da Letta e Monti, avesse un partito forte alle spalle lo poneva in una posizione di evidente vantaggio rispetto ai suoi predecessori. Il risultato straordinario delle elezioni europee elimina gli ultimi dubbi e rende l’Italia e il suo presidente del Consiglio ancor più credibili e forti. (…) (EQ)

Però ATTENZIONE: Renzi deve giocare bene le sue carte, deve diventare il paladino che difende gli interessi degli ITALIANI, il trade union tra il potere teesco e il resto d’Europa. Sempre se di Europa si voglia ancora parlare. In caso contrario, benissimo, si sciolge l’UE e si ritorna alle origini, ma questa è pura utopia. Di conseguenza meglio essere realisti e costruttivi.
Che sia facile, ovvio, so benissimo che non lo è. Ma c’è una vera alternativa? No. Meglio sfruttare l’onda Anti Euro come ariete per sfondare con le riforme. E ripartire.
Rifare l’Europa si può. Ed è il caso di dirlo. Ora o mai più.

”L’Europa si trova di fronte a un bivio tra una crescita asfittica e una velocità diversa. La differenza è nelle mani dei policy makers europei e, in particolare, del governo italiano”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, definendosi ”convinto che la presidenza italiana dell’Ue ”saprà dare una svolta”. (ANSA)

STAY TUNED!

Danilo DT

(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!). E se lo sostieni con una donazione, di certo non mi offendo…

I need you! Sostienici!

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto.
Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se non ce l’hai o se non ti fidi più di lui,contattami via email (intermarketandmore@gmail.com).
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)