Aumenta la tassa sul trading “veloce”. Dal 20% al 27%. Anzi no.
Come anticipato ieri in un tweet dedicato, il Governo ha deciso di dare un altro colpettino con un inasprimento fiscale a chi fa trading, alzando la tassazione del capital gain da 20% a 27%.
Verranno interessate dal provvedimento tutte quelle operazioni che verranno chiuse nell’arco di 48 ore. Se quindi io oggi compro le azioni ALFA ad 1 € e domani le vendo a 1.2 €, lo 0.2 € mi verrà tassato al 27%. Se invece lo chiudo dopo 3 giorni, la tassazione sarà la classica al 20%. Questo inasprimento è stato deciso, così sembra, perché hanno bloccato l’aumento della tassazione sulle sigarette elettroniche.
Aumenta dal 20 al 27% l’imposta sulle rendite finanziarie cosiddette “spot”, ovvero quelle conseguite con operazioni di compravendita concluse entro le 48 ore. Questa imposta sarà “indeducibile ai fini delle imposte sui redditi e Irap”. Lo prevede la copertura dell’emendamento al Dl milleproroghe, approvato dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, che congela fino al 1 giugno l’aumento della tassazione delle sigarette elettroniche.
Il provvedimento è stato individuato da un emendamento della Lega, a prima firma Stefano Candiani, per reperire le risorse necessarie a coprire lo slittamento di sei mesi dell’aumento delle tasse sulle sigarette elettroniche. (Source)
Classico pasticcio all’italiana, tolgo da una parte e metto dall’altra, cercando di far si che il risultato non cambi.
Già immagino il mondo bancario in fermento per la gestione della tassazione ma anche delle minusvalenze al 27%.
Una vera barzelletta che diventa farsa nella serata. Infatti…colpo di scena.
Come segnalato da Phastidio, in perfetto stile ITALICUS, nel marasma/caos più totale, la Ragioneria dello Stato cambia idea e rinvia il tutto.
Hanno tastato il terreno e poi hanno capito che forse non era il caso ed hanno fatto marcia indietro.
Potrebbe saltare l’aumento della tassazione (al 27%) sulle rendite finanziarie “spot”, previsto, come copertura, nell’emendamento Candiani (Lega) al dlMilleproroghe che fa slittare a giugno l’aumento della tassa al 58,5% per le sigarette elettroniche. Mentre da diverse parti arrivano critiche alla decisione di aumentare le tasse sulle rendite, la Ragioneria dello Stato, da quanto si apprende, avrebbe sollevato dei dubbi sul perimetro della copertura e per questo si starebbe pensando di riformulare la seconda parte dell’emendamento, trovando una copertura alternativa alla tassazione sulle rendite “spot”. (Source)
Ma domani (ovvero oggi) è un altro giorno e sapremo se veramente quest’idea ha avuto vita brevissima oppure se verrà nuovamente ripescata, dopo che la macchina politica italiana avrà discusso ed eventualmente trovato altre scappatoie.
Ognuno giudichi come vuole questo fatto. Io dico solo che mette in evidenza la mancanza di serietà, concretezza, intelligenza, logica di una classe politica ormai alla deriva.
Una banda di barzellettieri che ci ricamano storielle quotidianamenti che ci prendono letteralmente per i fondelli. Ma dove vogliamo andare, con questa gente in parlamento? Possiamo solo andare in ROVINA…
– ULTIM’ORA –
Come previsto, salta tutto.
Stop della commissione Bilancio del Senato all’emendamento al dl milleproroghe che prevedeva il congelamento fino a giugno dell’aumento della tassazione sulle sigarette elettroniche coperto da un aumento della tassazione delle rendite finanziarie ‘spot’ al 27%. La commissione ha cassato la copertura della proposta dando parere contrario sulla base dell’articolo 81 della costituzione. Il provvedimento, approvato ieri dalla commissione Affari costituzionali, è all’esame dell’aula del Senato. (…) (Source)
Politici Pagliacci…

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